Magazine Cinema

Big eyes

Creato il 02 gennaio 2015 da Ussy77 @xunpugnodifilm

big_eyes_xlg_jpg_1003x0_crop_q85Burton, where are you?

Big Eyes, la pellicola meno burtoniana che memoria ci consente di ricordare, giunge nelle sale nostrane. Un biopic lineare e narrativamente solido, che segna un perentorio cambio di stile da parte del regista statunitense. Difatti se a fine film non fosse uscito il nome di Burton, lo spettatore non si sarebbe quasi accorto della sua firma.

Margaret Ulbrich è una giovane donna senza soldi, che dipinge per necessità e per diletto quadri di bambini dagli occhi smodatamente grandi. Queste opere intrise di sentimentalismo kitsch attirano l’attenzione di Walter Keane, che commercializzerà i suoi quadri spacciandoli per propri, costruendo un impero su un’enorme bugia.

Burton gioca a nascondino. Oppure si immedesima con il protagonista, interpretato da un istrionico e brillante Cristoph Waltz, che si appropria della paternità delle opere della moglie. Perché il regista di Edward mani di forbice si fa vedere in qualche sequenza ed evidenzia diversi temi a lui cari (l’ironia in fondo al dramma, l’autodeterminazione e il retrogusto grottesco), ma non abbastanza. Tuttavia Burton, che gioca a nascondersi, mette a segno una pellicola solida e costruita in modo impeccabile dal punto di vista scenografico, nella quale gli interpreti paiono a loro agio e si mettono pienamente a disposizione per la riuscita del progetto. Ma non solo perché la sceneggiatura, la fotografia e la confezione finale sono impeccabili; tuttavia questo è mestiere e non il riconoscibile touch dello stile burtoniano.

Tutto ciò è il risultato di un film necessario e che mette in scena una doverosa ricostruzione ancorata alla cronaca, che non permette a Burton di essere pienamente in una situazione di confort. Inoltre sapendo che il regista è ammiratore e amico di Margaret Keane, si ha l’impressione che non abbia voluto stravolgere in modo surreale e dark la realistica vicenda; come se volesse mantenere un rispettoso distacco nei confronti di una delle più grandi frodi della storia dell’arte.

Detto ciò si è davanti a una pellicola che si lascia guardare fino in fondo e che sottolinea le pochissime invenzioni stilistiche, che si notano nella penombra della pellicola perforata. Difatti lasciati da parte i mostri e le atmosfere stralunate e notturne, sostituite dall’abbagliante sole di San Francisco e dalla spuma delle onde hawaiane, Burton non si riconosce se non nella delineazione di quell’orco persecutore di Walter Keane e di quell’innocente principessa rinchiusa nel suo studio. Due ideali personaggi da favola dark, che rappresentano sullo schermo la loro storia fatta di rivalse e segreti, processi e pura arte kitsch.

Uscita al cinema: 1 gennaio 2015

Voto: ***


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • Recensione: Big Bang Love, Juvenile A

    Recensione: Bang Love, Juvenile

    Il mio rapporto con Miike non è ancora definito.E come può essere definito e defintivo il rapporto con un regista così diverso da sè ogni volta, così... Leggere il seguito

    Da  Giuseppe Armellini
    CINEMA, CULTURA
  • Big bad wolves

    wolves

    Guardare film non è così semplice come potrebbe sembrare a prima vista. Certi titoli ti lasciano dentro un comparto di emozioni tali che è impossibile ignorarle. Leggere il seguito

    Da  Jeanjacques
    CINEMA, CULTURA
  • Big Driver (2014)

    Driver (2014)

    Questo è il mese di Notte buia, niente stelle. Dopo A Good Marriage, in questi giorni è uscito per l'emittente Lifetime il film TV Big Driver, diretto dal... Leggere il seguito

    Da  Babol81
    CINEMA, CULTURA
  • Big Bad Wolves (2013)

    Wolves (2013)

    Dopo aver visto The ABCs of Death 2 mi sono ricordata che dovevo ancora recuperare Big Bad Wolves, diretto e sceneggiato nel 2013 da due dei registi... Leggere il seguito

    Da  Babol81
    CINEMA, CULTURA
  • Big Hero 6

    I registi Don Hall e Chris Williams portano sullo schermo il nuovo prodotto Disney con l’intento di creare un film ricco di umorismo ed emozione in cui non... Leggere il seguito

    Da  Taxi Drivers
    CINEMA, CULTURA
  • Big Hero 6

    Hero

    Quando si avvicinano le feste è ormai di tradizione vedersi la classica pellicola a tema, magari con la fidanzata, ancora meglio se è un cartone animato. Leggere il seguito

    Da  Jeanjacques
    CINEMA, CULTURA