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BLACKADDER, risate nei secoli

Creato il 15 settembre 2011 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma

BLACKADDER, risate nei secoli

 

È il figlio scemo del Re d’Inghilterra nel 1485 , è uno dei nobili di corte durante il regno della Regina Elisabetta, ma è anche il maggiordomo del Principe George nella seconda metà del 1700, o un capitano di fanteria nel penultimo anno della Prima Guerra Mondiale: Blackadder è uno e centomila.

Una sitcom che è l’epitome della storia Britannica, intesa sia come racconto ilare della storiografia dell’antica Albione, sia come storia dello spettacolo nazionale fatto di inconfondibile humour inglese e di ricambio generazionale con nuovi e sempre talentuosi attori e autori.

Dove c’è un Blackadder c’è sempre un piano Machiavellico, o un tentativo di affermazione per il potere e per il denaro; in ogni serie, Rowan Atkinson incarna il personaggio del titolo, alle prese con la routine quotidiana – si tratti di corte, palazzo o trincea – e le poche persone che lo circondano con l’obiettivo di arrivare sempre più in alto nella catena sociale (o, nel caso dell’ultima serie, di sopravvivere alla guerra), in un microcosmo che recita la sua commedia nei secoli con gli stessi personaggi, a partire dall’inseparabile servitore tuttofare Baldrick.

Ogni serie ha le sue basi in un periodo storico nettamente differente: se la prima è ambientata in una versione alternativa del tardo Medioevo inglese, dove Riccardo IV è succeduto a Riccardo III, le altre si pongono in un contesto “realistico”, con gli intrighi nobiliari alla corte di Elisabetta nella seconda, la vita a servizio del Principe di Galles nella terza, l’insensatezza e la brutalità della Prima Guerra Mondiale nell’ultima.

Ciò che è più interessante, però, è come questi personaggi si passino il testimone con sarcastica crudeltà: Blackadder comincia come figlio di Re sciocco e inetto, ma nelle stagioni successive la sua intelligenza cresce esponenzialmente quanto il suo grado nella società si abbassa, facendolo ritrovare alla fine come un acuto soldato in carriera durante la Grande Guerra; anche Baldrick, la cui stupidità diventerà uno dei perni della serie, nasce inizialmente come furbo scudiero, mentre altri personaggi mantengono inalterate le loro caratteristiche di inettitudine e/o status sociale.

Si potrebbe anche dire che Blackadder è un prodotto che, sebbene la scelta dei termini possa sembrare un po’ inadatta, nasce ricco ma eccelle da povero: proposto ai produttori con un pilot mai andato in onda (e molto simile ai toni della seconda stagione), la prima incarnazione della serie sfrutta un ricco budget per girare in location con parecchie comparse e costumi costosi, ma fallisce, anche per affermazione dei suoi stessi creatori, nel proporre quel divertimento continuo che ne avrebbe caratterizzato il prosieguo.

Ma la punta della spada di Blackadder risiede nella grandezza del suo cast, con un perfetto Rowan Atkinson – purtroppo ricordato dalla maggioranza del pubblico e della critica italiana unicamente per Mr. Bean - nei panni di un antieroe cinico e manipolatore, ma anche così spassosamente umano; il resto del cast, di serie in serie, non gli è da meno: Tony Robinson è il repellente, tenero imbecille Baldrick, Stephen Fry troneggia come squilibrato generale dell’esercito, Hugh Laurie fa dimenticare House con il profondamente idiota Principe George, e Miranda Richardson è una strepitosa, viziatissima Elisabetta I.

Durato quattro stagioni,  nel 1999, adieci anni dall’ultimo episodio, Blackadder si  è congedato forse in maniera definitiva con Back & Forth, ultimo dei tre special – i due precedenti girati negli anni della messa in onda regolare – e ambientato durante il Capodanno per il 2000, con il protagonista in viaggio per varie epoche (incontrando anche uno Shakespeare interpretato da Colin Firth) allo scopo di vincere una remunerativa scommessa: le idee per una nuova serie si sono succedute negli anni, ma sembra che gli interessati vogliano evitare la tristezza di quella che sarebbe quasi certamente una triste reunion di attori e personaggi troppo invecchiati.

20esimo nella lista dei migliori programmi televisivi di sempre per Empire Magazine, secondo nella lista delle migliori sitcom per il pubblico inglese, 16esimo tra le migliori trasmissioni tv britanniche per il British Film Institute, in Italia Blackadder è stato trasmesso in versione sottotitolata sul circuito satellitare, mentre in Europa e oltremare circolano da anni parecchie edizioni in dvd.

Francesco Massaccesi

 

BLACKADDER, risate nei secoli
Scritto da il set 15 2011. Registrato sotto RUBRICHE, SONS OF ANARCHY, TAXI DRIVERS CONSIGLIA. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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