Boldrini e i suoi nemici

Creato il 16 ottobre 2013 da Ilsegnocheresta By Loretta Dalola

Ottoemezzo ospita le recenti polemiche che coinvolgono Laura Boldrini, presidente della Camera. Si parte dalla foto ufficiale delle 187 concorrenti, partecipanti al concorso di Miss Italia, parte di esse indossano una maglietta inequivocabile: “Né nude né mute”. Il destinatario del messaggio è  Laura Boldrini, che qualche tempo fa si era rallegrata per l’esclusione di Miss Italia dal palinsesto Rai, definita “una scelta moderna e civile” e pronunciando parole infuocate contro lo storico concorso di bellezza: “Le ragazze italiane hanno altri talenti per farsi apprezzare, che non quello di sfilare  con un numero e andare in Tv mute e svestite”.

La replica in studio dell’interessata è chiara e precisa:” Divertente, lo trovo divertente, alla fine questo dibattito è servito a qualcosa, a far indossare delle magliette. Rimango del mio parere, però mi fa piacere che ci siamo sate delle reazioni di qusto genere, anche spiritose“.

Esaurita velocemente la diatriba sull’utilizzo della bellezza femminile, si passa a ben altre polemiche che coinvolgono l’algida rivoluzionaria che, da quando si è insediata alla Camera  ha subito puntato sulle dichiarazioni e sulle azioni ad effetto. Dall’annuncio della drastica riduzione del proprio stipendio alla promessa – fatta in diretta televisiva a Ballarò – di rivedere la remunerazione dei dipendenti della Camera. Promessa confermata dai risultati come ci tiene a sottolineare “Ho proposto alcune misure come quelle dei tagli alle indennità per chi ha delle cariche, tagliato sulle segreterie, ridotto i fondi ai gruppi, mi sono tagliata lo stipendio del 30%  e tutto questo pacchetto ha fatto risparmiare alla Stato dieci milioni di euro, e questo in soli sette mesi, poi chiederemo cinquanta milioni in meno allo Stato di dotazioni,  e non ci fermeremo”.

Peccato che su tali decisioni aleggi l’ombra del dubbio che, dal famigerato taglio del 30% dello stipendio alla fine si sia passati a un taglio reale del 7% circa, senza considerare che le buste paga rimangono segrete, alla faccia della trasparenza. Stessa situazione, se non peggiore, in merito al taglio degli stipendi dei dipendenti della Camera. Al momento è ancora tutto fermo e, come ha rivelato l’ Espresso, l’unica proposta in merito prevederebbe tagli complessivi del 3% e pensione anticipata.

Alla battaglia tutto incentrata sulla rivalutazione della donna, si è aggiunta anche quella di Grillo che la accusa di voler “tappare la boccaad alcuni loro componenti in aula e lei, ancora più risoluta, precisa che “ le decisoni vengono prese colleggialmente, e si è parlato di alcuni comportamenti non rispettosi in aula, è perchè spesso si trascende, e questa non è prerogativa di un solo gruppo.  Spesso si ricorre ad un linguaggio non consono e questo va stigmatizzato, perchè, non ritengo che sia un bello spettacolo che tra deputati ci si esprima in questi termini. Dire che “tutti sono ladri” è una generalizzazione che uccide la verità. Da poco sono nell’attività politica ma, ho incontrato anche dei deputati che lavorano sodo. Persone assolutamente trasparenti e per bene. Si è ribadito da parte della presidenza che ci sarà un atteggiamento più attento e severo, se verranno usate parole offensive o ingiuriose”.  Non vi saranno multe, ma se chi parla non usa parole consone potrà essere  allontanato o gli si potrà togliere la parola perché “non è bello vedere l’aula che si trasforma in un ring con prove muscolari dialettiche assoltamente inutili”.

Impegnata sul ripristino della moralità in Parlamento, accetta  nell’aula parlamentare i toni del confronto, dettati dalla passione, non quelli che “alzano di più la voce per fare spettacolo, perchè vuol dire che non hanno altri argomenti”.

D’ora in avanti i membri della presidenza si atterrano scrupolosamente al regolamento, senza sconti. Fine alle risse, dunque, ai cassetti che volano nell’emiciclo, ai pugni, ai megafoni, ai fogli strappati, agli insulti, agli strattoni e agli slogan urlati, che da anni animano le sedute parlamentari. Si torna a pensare che la politica debba essere seria. Ci sono stati momenti esagerati che hanno indebolito le istituzioni, sporcando la politica, forse è giunto il momento, dopo anni di brutti esempi, con esponenti che hanno fatto un utilizzo arbitrario delle cariche istituzionali e con una fruizione inaccettabile del denaro pubblico, che si pensi concretamente alle riforme sul sistema rappresentativo politico.

E svolgere, finalmente, un’azione congiunta e concreta per risanare la nostra disastrata situazione economica. Ora che questa stabilità sembra acquisita, si tratta di decidere cosa farne. E nell’attesa di sapere quali saranno le politiche di rilancio economico, una novità apprezzabile, sarebbero anche le famose riforme strutturali, che dovrebbero agevolare l’impresa e attirare investimenti.

Le cose su cui lavorare sono tante e note da tempo, fin’ora abbimo fatto l’esatto contrario, impantanandoci nel dibattito politico, facendo disamorare i cittadini alla politica. Ora, si deve dare seguito alle promesse, con priorità alla legge elettorale e poi via via tutto il resto.


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