I giudici hanno parzialmente accolto il ricorso del difensore, Gabriele Bordoni, ritenendo che per due posizioni il poliziotto non poteva incidere sul corso della pratica, confermando invece l'impianto accusatorio per altri due episodi. Ma nel frattempo l'uomo è stato anche accusato di truffa. Mentre era pedinato e intercettato a gennaio, è infatti emerso che un giorno ha telefonato al lavoro dicendo di aver mal di schiena e preannunciando l'arrivo di un certificato per malattia.
Certificato per tre giorni di assenza effettivamente arrivato, ma l'uomo è stato seguito e in quei giorni si è incontrato con un'amica straniera, ha fatto delle pratiche al Pra, e ha preso informazioni sull'acquisto di un motorino.
Per i 350 euro lordi percepiti è quindi indagato per truffa allo Stato. Il medico che ha rilasciato il certificato, un suo amico giordano di 53 anni, è accusato per falso in certificato. «È un episodio singolo - ha detto l'avv.Bordoni - ci sarebbe stata una compiacenza su un certificato medico, è un episodio appendicolare. Più importante per noi che il Riesame non solo ha accolto la richiesta di domiciliari, ma che per due episodi ha ritenuto mancasse il quadro indiziario».
Etichette:
Bologna, agente, sesso, ufficio, permessi, truffa, permessi di soggiorno, pedinato, intercettato, certificato, assenza