Magazine

Bretagna - I miei 10 posti da sogno

Creato il 06 luglio 2014 da Blackcat80
Ho sempre sentito un'attrazione fortissima e trascinante per il mondo celtico.
Ed è qualcosa che mi accompagna da sempre, dal momento che ho poi scoperto in seguito che le fiabe che più mi piacevano quando ero bambina, quelle che non mi stancavo mai di leggere o di farmi raccontare, quelle che mi facevano sognare ad occhi aperti di qualcosa che ancora non sapevo bene cosa fosse ma che già sentivo come parte di me, erano in realtà tratte dal folklore celtico e dalle sue leggende.
Come del resto succede per qualsiasi passione che sia forte e genuina, non sono in grado di spiegare razionalmente che cosa sia esattamente che mi attrae così tanto in questo mondo.
Cioè, naturalmente sarei in grado di snocciolare una lista piuttosto lunga di caratteristiche della cultura e della civiltà celtica che trovo essere nelle mie corde - come ad esempio il loro amore ed il loro rispetto per la natura, che si spinge fino a cercare un'assoluta comunione con essa, o il fatto che attribuissero lo stesso medesimo grado di  importanza sia al principio maschile che a quello femminile, all'interno dell'ordine delle cose del mondo - ma, alla fin fine, il motivo più puro e più semplice per questa mia affinità elettiva è in realtà abbastanza ovvio e scontato.
Mi sento attratta come da una calamita potentissima.
Una calamita ancestrale e misteriosa che fa da magnete nei confronti di qualcosa che c'è dentro di me, dentro la mia parte più profonda ed inespicabile, il nucleo più potente e misterioso del mio io.
La mia sensazione - che non si basa su nulla di razionale, ma che, forse anche per questo, è incredibilmente forte e radicata - è di sentire di appartenere a questo mondo: rivedo me stessa in esso, la mia parte più intima e più vera, e, nel corso degli anni, essermi avvicinata a questa cultura mi ha consentito di riuscire a trovare importanti risposte, risposte a domande che non sapevo neppure di essermi mai posta.
Da ragazzina ero addirittura genuinamente convinta di essere stata una Celta in una delle mie vite prcedenti. Oggi la razionalità ha il sopravvento e non mi pongo più questo genere di domande; tuttavia non posso negare ciò che sento ogni volta che mi capita di visitare uno qualsiasi dei luoghi che in passato sono stati scelti come insediamento da una qualche tribù celtica.
E ciò che sento è la sensazione di essere tornata a casa...
Fra le terre celtiche che mi è capitato di visitare, la Bretagna è stata probabilmente quella in cui mi è capitato di sentire in maniera più forte e potente la sensazione di qualcosa di arcano, di primordiale - una specie di magia potente e selvaggia come la natura da cui trae forza ed origine.
La Bretagna si trova in Francia, ma in realtà non ha molto di francese.
Sembra che appartenga ancora al Regno di Cornovaglia, come durante il Medioevo.
E sembra veramente un luogo a parte, rispetto a ciò che la circonda.
Come tutti i popoli con radici celtiche (me inclusa, forse??), i Bretoni sono molto orgogliosi e molto attaccati alla loro cultura ed alle loro origini.
Penso che questo attaccamento sia diventato ancora più forte da quando, nel XIX secolo, il governo francese proibì loro l'uso della loro lingua, che all'epoca veniva ancora insegnata a scuola ed utilizzata nei documenti ufficiali: il Francese doveva essere l'unica lingua usata in tutta la Francia, e chiunque venisse sorpreso a parlare bretone avrebbe dovuto pagare una multa.
Oggigiorno questo divieto è decaduto, e diciamocelo, nel corso degli ultimi decenni la cultura celtica è diventata in un certo senso "di moda", e dunque potenziale fonte di attrazione per moltissimi turisti - per cui adesso i Bretoni non sono solo autorizzati, ma anche incoraggiati e stimolati ad esprimere e diffondere i loro costumi e le loro tradizioni.
Ma sinceramente non credo che loro lo facciano per i turisti - non gli interessa più di tanto dei turisti...
E questo è ciò che più mi è piaciuto di loro - perché ogni cosa non sapeva di forzatura e di finto folklore messo in piedi per guadagnare un po' di soldi, ma era spontaneo e genuino.
Scegliere solo 10 posti fra quelli che mi sono piaciuti di più stavolta non è stato facile, perché a dire la verità mi sono piaciuti tutti.
E ce ne sono molti altri che ancora non ho visto - ma la prima è una scusa buona per scrivere presto un altro posto, e la seconda una scusa buona per tornarci.
In questi 10 sappiate che adesso si trova un piccolo pezzo del mio cuore, per cui se vi capiterà di visitarli magari lo troverete.
E magari lascerete anche voi un pezzetto del vostro.
Non vi preoccupate, anche se ne lasciate un pezzo in giro il vostro cuore continuerà comunque a funzionare perfettamente. Semplicemente non batterà più solo nel vostro petto, ma anche in quei posti nel mondo dove avete deciso di lasciarlo...
[1] Saint-Malo
Saint-Malo è soprannominata "la città pirata", perché non solo è stata testimone di alcune battaglie corsare nel XVII-XVIII secolo, ma ha anche dato i natali a diverse celebrità del mondo della pirateria di quegli anni, nonché ad alcuni avventurosi marinai ed esploratori, fra cui Jacques Cartier, oggi ufficialmente riconosciuto come scopritore del Canada, nonché fondatore di alcuni insediamenti da quelle parti che oggi si chiamano Québec City e Montreal.
Saint-Malo, Bretagne
E la sua indole piratesca si riesce a sentire ancora oggi - sarà per la foresta di alberi delle navi attraccata al suo esterno, sarà per la corazza delle sue mura fortificate... ma la città sfodera ancora sorridendo la sua indole un po' guascona.
Tra l'altro, le sue mura non sono solo una corazza, sono anche un modo interessante ed alternativo per fare la sua conoscenza: una bella camminata di 1.8 km per guardarla dall'alto in basso. E al giorno d'oggi non c'è nemmeno più il pericolo di doversi trovare a schivare qualche palla di cannone vagante.
Saint-Malo, Bretagne
Dall'alto è possibile avere un'anteprima di tutti i luoghi più interessanti a cui potersi poi dedicare durante l'esplorazione Intra Muros (che è di fatto il nome del quartiere della città vecchia): la cattedrale di Saint Vincent, il castello, una dimora del XVIII secolo che apparteneva ad un famoso corsaro e svariati negozietti di artigianato locale.
Saint-Malo, Bretagne
Non dimenticatevi di dedicare un po' di tempo anche ad una bella passeggiata sulle spiagge - prima che salga la marea ovviamente.
[2] Finistère
Il nome Finistère deriva dal latino finis terrae, ed è anche il nome del più occidentale dei vari dipartimenti in cui la Bretagna è suddivisa - ma in questo caso io intendo proprio il punto di terra che più è coerente con questa nomenclatura, ovvero quella parte di costa che si tuffa direttamente in mare e che rappresenta il confine fra la terra e l'acqua selvaggia e sconosciuta.
Finistére, Bretagne
Pointe du Raz ha le scogliere più mozzafiato.
E' un minuscolo angolo di mondo fatto solo di rocce bianche, vegetazione battuta dal vento e il profumo salato del mare.
Finistére, Bretagne
E' uno di questi posti dove ti puoi affacciare verso l'infinito, spalancando le braccia verso il blu più profondo e sentirti libero.
E' sicuramente un paradiso per i surfisti, ma, pur non appartenendo alla categoria, devo ammettere di essermi sentita in paradiso lo stesso.
Appartiene alla categoria di luoghi in cui potrei rimanere per delle ore solo a contemplare l'orizzonte: la natura più selvaggia è quella che riesce a trasmettermi la maggiore sensazione di pace.
Finistére, Bretagne
[3] Costa di Granito Rosa
E' una costa che si allunga per più di 30 km nel dipartimento della Cote d'Armor, tra Paimpol e Trébeurden.
Pink Granite Coast, Bretagne
Le rocce che la compongono non solo sono rosa, ma hanno delle forme piuttosto surreali che le fanno somigliare a qualcosa che appartiene ad un qualche paesaggio un po' alieno, un po' da sogno.
Pink Granite Coast, Bretagne
Un incanto.
[4] Plougastel
Questo piccola cittadina è celebre per la produzione delle fragole più deliziose di Bretagna: non che sia andata ad assaggiare fragole nell'intera regione per avere la controprova assoluta, però vi posso in ogni caso garantire che erano sicuramente squisite.
E' anche famosa per il suo calvario, che fu costruito come forma di ringraziamento al Cielo per aver fatto terminare la terribile epidemia di peste che colpì la zona nel XVII secolo.
Calvary of Plougastel, Bretagne
Ma a dire la verità, più che dal calvario, sono stata affascinata dalla minuscola chiesa dietro di esso.
Plougastel, Bretagne
Entrare al suo interno significa trovare un modo alternativo e più umile per effettuare un viaggio nel tempo all'interno della dimensione religiosa medievale, che solitamente conosco più attraverso le sontuose ed elaborate cattedrali gotiche.
[5] Locronan
Un altro minuscolo e graziosissimo villaggio dove il tempo pare abbia deciso di fermarsi al Medioevo.
L'atmosfera ha quel tocco di fascino gotico che magari alcuni possono trovare un po' cupo, ma che per me è più che altro affascinante.
Locronan, Bretagne
E vagabondare fra i vicoli, nella piazza, fra i negozietti e la bella cattedrale mi ha davvero fatta sentire in un'altra dimensione.
Locronan, Bretagne
A Locronan si respira magia.
E non stupisce affatto venire a sapere che dove oggi sorge il villaggio un tempo sorgeva un luogo dedicato a culti druidici.
Locronan, Bretagne
[6] Camaret
Camaret è famosa per il coquillage (cozze, principalmente, ma anche altre conchiglie) ed i ristoranti che lo servono.
Camaret, Bretagne
A dire il vero non ho avuto modo di assaggiarlo, ma questo villaggio mi è comunque rimasto nel cuore, con il suo fascino fuori dal tempo, le sue spiagge selvagge, le casette di pietra e tanti, tanti angoletti incantevoli.
Camaret, Bretagne
Camaret, Bretagne
[7] Concarneau
La sua parte medioevale, detta Ville Close ("Città chiusa"), è davvero un piccolo tesoro chiuso a chiave all'interno delle sue mura, che circondano l'oblunga isoletta al centro del porto.
Concarneau, Bretagne
E' una cittadina oggi completamente dedicata al turismo, come si può facilmente dedurre dai tanti ristoranti e negozi di souvenirs che occhieggiano nei vicoli, ma conserva ancora un'atmosfera genuina.
Concarneau, Bretagne
[8] Vannes
Questa città fortificata esiste da più di 200 anni e sembra davvero uscita da una fiaba.
So che "uscita da una fiaba" è un'espressione talmente tanto gettonata che alla fine rischia di risultare un po' poco credibile, ma qui è una sensazione più che giustificata.
Ti aspetti di vedere sbucare da un momento all'altro il Principe Azzurro (o di qualsiasi altro colore) al galoppo sul suo cavallo bianco da qualche cortile, o di imbatterti in qualche damigella in pericolo che chieda aiuto da una delle torri dove è tenuta prigioniera da qualche drago.
Vannes, Bretagne
A dire il vero i connotati di Vannes appaiono più normanni che bretoni, data l'architettura massiccia e le case a graticcio, ma la geografia ci dice che è ancora in Bretagna.
Vannes, Bretagne
Normanna o bretone, che sia quel che sia, in ogni caso questa cittadina è un gioiello.
Ed il bello è che il cofanetto che la racchiude è altrettanto prezioso, abbellito da un giardino meraviglioso che circonda le mura cittadine.
[9] Carnac
Carnac invece è celebre per i suoi menhir.
E quando dico che ha dei menhir non intendo che ne abbia solo due o tre.
No, a Carnac ci sono menhir ovunque, file e file di pietre dritte, a centinaia, a migliaia.
Rischiate di trovarvi un menhir anche nella zuppa o nel panino. Oppure nel letto, se vi fermate a dormire.
Un'overdose di massi preistorici.
Carnac, Bretagne
I Celti hanno fatto un gran bel lavoraccio, piantando tutte queste pietre.
Mi domando che significato avessero...
Ma del resto c'è gente molto più in gamba e preparata di me che sta cercando queste risposte.
Carnac, Bretagne
Per ora, volendo, possiamo accontentarci della leggenda che dice che sia stato Merlino a trasformare in sassi un'intera legione romana che voleva conquistare la Bretagna.
In mancanza di Asterix e della sua magica pozione, mi sembra un ottimo espediente alternativo.
[10] Quimper
Altra cittadina con un'affascinante architettura vernacolare, ma con un carattere più distintivamente bretone rispetto a Vannes.
Quimper, Bretagne
L'atmosfera è molto rustica ed intima, con i suoi ponti pedonali che attraversano il fiume che scorre nel cuore della città, con la chiesa gotica, le case a graticcio ed i vicoli pedonali che pullulano di negozietti e creperie.
Del resto non si può lasciare la Bretagna senza prima aver assaggiato un'autentica crepe bretonne!
  

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog