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Brian wood: "i fumetti sono un business, non un hobby o un lavoro socialmente utile"

Creato il 03 gennaio 2013 da Comixfactory

Brian Wood


Brian Wood (DMZ, the Massive, Conan, X-Men e Ultimate X-Men) è uno degli scrittori più affermati del momento, Matt Kindt (Revolver, Superspy, MGMT Mind, Frankentein Agent of S.H.A.D.E. e una nuova testata supereroistica in arrivo per la Marvel) è una delle giovani promesse emergenti nel panorama editoriale statunitense. Entrambi hanno due collane creator-owned in fase di pubblicazione per la Dark Horse e sono stati ospitati su Robot 6 (uno dei blog della webzine Comic Book Resources) per uno scambio di vedute nel quale si sono intervistati a vicenda. Brian Wood nei panni del vecchio saggio consiglia al collega:

The Massive
copertina della ristampa
del primo numero
che la Dark Horse
proporrà a Marzo
al prezzo speciale di
un dollaro 


"Matt, tu hai bisogno di interrompere questa abitudine di leggere le recensioni... da queste non trai alcun vantaggio. Mi sono imposto da SEMPRE di apprendere questa lezione e troncare questa abitudine - una abitudine nata quando ero un rappresentante della piccola editoria e spesso dovevo occuparmi da me delle mie public relations, così come con tutta probabilità avrai fatto anche tu, Matt. E' semplicemente inutile - scriviamo soprattutto per noi stessi, e letteralmente tutti quanti i miei colleghi più anziani mi hanno messo in guardia dal leggere le recensioni. Ci ho messo gran parte della mia carriera per apprendere questa cosa, ma la sensazione derivante dal non fare più questa cosa ha avuto un evidente effetto sul mio umore generale. 
Infine, e questa è una cosa che proviene da mia moglie che, non solo è la titolare di una azienda ma che è soprattutto una persona che non sa nulla dei fumetti a eccezione di una cosa che ha appreso da me: i fumetti sono un lavoro. I fumetti sono un business, non si tratta di un hobby o di un lavoro socialmente utile. Questa affermazione potrebbe sembrare un po' fredda, e questo non vuol dire che io non riceva una grande, immensa soddisfazione creativa da quello che faccio (se non accadesse andrei a fare l'agente di cambio o qualcosa del genere), ma serve a mettere tutto nella giusta prospettiva. Non prendere decisioni d'affari basandosi sul fatto di essere un fan, o in seguito alla pressione degli appassionati o concedendo troppe concessioni per quelle che sono le manie di questa industria. Ho 41 anni, questa è la mia vita, questo è quello che mi sono impegnato a fare per sfamare i miei figli, così dicendo che prendo tutto incredibilmente sul serio è un eufemismo. Così tengo d'occhio gli affari, ho trovato un sacco di amici nel settore e molti di più al di fuori di esso, e scrivo come un dannato quei fumetti che realizzo. Il giusto equilibrio e la giusta prospettiva mi permettono di raggiungere il compimento di questa carriera e di mantenere al minimo le cazzate". 

Mind MGMT
copertina della ristampa
del primo numero che
la Dark Horse
proporrà a un dollaro


Verrebbe da dire che non c'è nulla di nuovo sotto al sole, ma le parole di Wood, nella loro schietta semplicità, se non sono illuminanti ci ricordano almeno che quella che per molti è una passione, un divertimento, uno svago è, per chi ha sognato di vivere grazie ai fumetti, un lavoro. Un promemoria, insomma, di cui bisognerebbe tener conto più spesso (e penso a chi ha minacciato di morte a Dan Slott, ma non solo...)

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