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"buchi neri e salti temporali", esplorando ricerche nella storia della scienza...

Creato il 01 febbraio 2016 da Alessandro

Quanto è conosciuto e quanto ancora è da scoprire dello spazio?
Esistono metodi e piani di ricerca non ancora sfiorati dalle armi che la scienza ( cerca di) mette( re) a disposizione dell'essere umano e della sua sete di conoscenza?
Le informazioni e le nozioni in materia di astronomia, fisica, scienza e matematica possono diventare enormemente complicate, qualora si cerchi di approfondire con occhio critico certi fenomeni.
Uno fra gli obiettivi principali di chi ( cerca di) fa( re) ricerca nel campo dell'infinitamente grande dovrà essere quello di saper divulgare al meglio possibile le scoperte fatte; quanta cultura può servire per descrivere i moti di un pianeta? Quante nozioni potrebbero servire per costruire modelli fisico-matematici capaci di descrivere al meglio possibile fenomeni e realtà ' celesti' estremamente complesse? A prescindere da queste domande i concetti chiave per rendere diffuse ed estese nozioni tanto approfondite dovrebbero essere pochi, prioritari ed essenziali: capacità di divulgazione, consapevolezza di astrazione, voglia di approfondimento, curiosità, caparbietà, conoscenza delle realtà fisico-matematiche esistenti.
E' da questi punti che si diparte il ' campo semantico' a cui può essere ricondotto il ' fare' ricerca; da questi punti è possibile arrivare ad un'altra infinita marea di dimensioni, piani e specifiche progettualità che riescono ad intersecarsi le une con le altre.
Fra i " punti" dello spazio che riescono a suscitare maggior curiosità ed inquietudine vi sono i cosiddetti buchi neri. Le teorie che si nascondono dietro a questi fenomeni sono le più disparate, proprio perché sono ancora oggi moltissime le domande che si nascondono dietro a queste ' realtà' immerse fra spazio ed oscurità.
In che cosa consiste quella cosa che viene chiamata ' singolarità'?
Quali leggi fisico-matematiche potrebbero riuscire a governarne nel dettaglio movimenti, esistenza e ' dinamiche' di azione? Cosa potrebbe accadere ad un essere umano qualora dovesse essere posto a ' contatto' con un buco nero? Da che punto potrebbe dipanarsi il cosiddetto ' orizzonte degli eventi'?
Le possibili domande legate a questa tematica sono pressoché infinite.
Potrebbe essere altrettanto infinito il campo che la ricerca e lo sviluppo scientifico hanno davanti nel cercare di descrivere questi fenomeni immersi nel profondo dello spazio-tempo?
La scienza che si articola dietro ai ' buchi neri' è come ' figlia' di storie e di uomini che si sono susseguiti nel corso degli anni e dei secoli, contribuendo in maniera decisiva alla definizione di un nuovo orizzonte scientifico con il quale poter guardare verso l'infinitamente grande.
E' su questa dimensione che si muove l'opera " Buchi neri e salti temporali - L'eredità di Einstein", scritto da Kip Thorne e risalente in prima edizione all'anno 1994.
Nonostante sia passato del tempo da scrittura e pubblicazione, il punto più interessante del testo rimane intatto e risiede nella divulgazione storica che si è mossa sul fronte della ricerca per quanto riguarda la realtà dei buchi neri.
La trama del testo si articola mediante traguardi, risultati raggiunti, errori conseguiti ed esperimenti andati a male. E' possibile desumere quanto segue, attingendo dalla medesima opera in questione:

"[...] Kip Thorne racconta le scoperte e le false piste della ricerca sui buchi neri, da Einstein a Hawking, esamina le conseguenze della teoria dello spazio curvo e le possibilità offerte dalla fisica di quanti, fino a prendere in esame l'ipotesi dei wormholes, ovvero le scorciatoie che permetterebbero di viaggiare da un punto all'altro più rapidamente della luce. [...]
'Buchi neri e salti temporali' dimostra la sorprendente capacità della mente umana di sondare le complessità dell'Universo e di rivelare l'intima semplicità, l'eleganza e la [...] bellezza delle leggi fondamentali che lo governano. Il libro [...] contiene un glossario, delle note di approfondimento, una cronologia sintetica e un'ampia bibliografia. [...]"

Si dipanano, da questo punto, storie di uomini, di esperimenti e di ricerche.
Le opportunità di conoscenza e di esperienza nei confronti di una tematica tanto complessa ed ' in divenire' sono definite e sviluppate entro capitoli specifici, al fine di non disperdere un capitale di informazioni che risulta già incredibilmente lungo di per sé. Le ragioni che hanno portato l'autore alla scrittura di un testo tanto approfondito sono riportate da Stephen Hawking nella ' Prefazione':

"[...] Questo libro tratta di una rivoluzione della nostra concezione dello spazio e del tempo, e delle sue notevoli conseguenze, alcune delle quali devono ancora essere chiarite.
E' anche il racconto affascinante [...] degli sforzi compiuti e dei successi ottenuti nel tentativo di comprendere quelli che sono probabilmente gli oggetti più misteriosi dell'Universo, i buchi neri.
[...] C'è molto che ancora non sappiamo, come ad esempio cosa accade agli oggetti e alle informazioni che cadono in un buco nero. Riemergono da qualche parte nell'Universo, o in un altro Universo? E possiamo deformare lo spazio e il tempo così tanto da viaggiare indietro nel tempo?
Queste domande fanno parte del nostro attuale cammino verso la comprensione dell'Universo.
Forse qualcuno tornerà indietro dal futuro e ci darà le risposte. [...]"

La necessità di avere risposte su argomenti tanto complessi è una specifica essenziale a cui poter ( cercare di) arrivare mediante un capillare lavoro di ricerca ed approfondimento di tematiche simili.
Le parole chiave che l'autore sviluppa nel dipanarsi della trama sono afferenti ed estese a campi anche lontani l'uno dall'altro. I contenuti principali sono riportati nel seguito: relatività e deformazione dello spazio-tempo, scoperta e corsi storici legati ai buchi neri, ricerca e percorsi scientifici legati a progetti intrapresi su tali contenuti, tesi al confine fra filosofia e scienza riguardo agli stessi buchi neri.
L'interesse specifico nei confronti di argomenti simili è esposto dallo stesso autore nel prologo di un'opera tanto imponente:

"[...] Di tutte le cose concepite dalla mente umana [...] la più fantastica è forse il buco nero: un buco nello spazio con un margine definito in cui tutto può cadere dentro e dal quale non può fuoriuscire nulla; un buco con una forza gravitazionale talmente potente da catturare e tenere in pugno perfino la luce; un buco che curva lo spazio e deforma il tempo. [...]
i buchi neri sembrano appartenere più al mondo della fantascienza e dei miti antichi che a quello dell'Universo reale. Ciononostante, leggi della fisica accuratamente verificate ne predicono con certezza l'esistenza. Solo nella nostra galassia potrebbero essercene milioni, ma la loro oscurità li nasconde alla vista. [...]"

Le curiosità nei confronti di realtà tanto complesse potrebbero essere, non solo per gli addetti ai lavori, degne sicuramente di nota ed approfondimento. A lettori ed interessati le ardue sentenze.
Le premesse dello stesso autore possono sicuramente aiutare nell'elaborazione di consapevolezze necessarie ad assimilare ( al meglio possibile) un argomento tanto esteso:

"[...] Per trent'anni ho preso parte a una grande ricerca: una ricerca volta a comprendere l'eredità lasciata da Albert Einstein alle generazioni future, la teoria della relatività e le sue previsioni sull'Universo, e a scoprire dove e in che modo la relatività non funzioni e cosa ne prenda il posto.
Questa ricerca mi ha condotto attraverso labirinti di oggetti esotici: buchi neri, nane bianche, stelle di neutroni, singolarità, onde gravitazionali, cunicoli temporali, deformazioni temporali e macchine del tempo. [...] La ricerca mi ha fatto vedere in che modo lavorano le menti degli scienziati e le enormi differenze che esistono tra una mente e l'altra [...] e perché occorrano molti tipi diversi di scienziati per dare sostanza alla nostra comprensione dell'Universo.
La nostra ricerca [...] mi ha aiutato ad apprezzare il carattere internazionale della scienza, i diversi modi in cui l'impresa scientifica è organizzata in società diverse e l'interconnessione della scienza con le tendenze politiche [...]"



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