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"Bunga, bunga"... Silvio!

Creato il 31 ottobre 2010 da Alboino
Mi chiedo cosa c’è di tanto scabroso da stupirsi in maniera così accalorata nelle ultime notizie riguardanti il comportamento del re e dei suoi paggi in feste più o meno lecite nella sua principesca dimora di Arcore. I prodromi di una deriva così pruriginosa e godereccia nel contado di re Silvio c’erano tutti già da una decina d’anni a questa parte e s’erano infittiti negli ultimi tempi con il “papi” di Noemi Letizia, gli “accompagnamenti” di Patrizia Daddario e di altre consorelle caritatevoli, per finire con il “bunga bunga” di questi giorni. Non trovo niente di spiacevole in ciò, tantomeno credo siano riprovevoli agli occhi dei benpensanti del contado simili comportamenti se è vero come è vero che gli stessi sudditi hanno accettato siffatta allegoria festaiola dai tempi del caro estinto Bettino. E di lì che parte la deriva triviale con l’avvento delle televisioni del Re che per farsi largo nell’etere e guadagnare a più non posso, non esitarono a inculcare agli asserviti teleutenti nuovi modi di concepire la morale comune (chi si ricorda oggi di programmi come “Colpo grosso” o “Drive in” in cui gli zoticoni del contado cominciarono ad emanciparsi in fatto di sesso?). Così passo dopo passo il Re arrivò persino a scegliersi le “vallette” da portare nel suo consiglio (nomi come Carfagna – prego osservare il suo curriculum su internet -, Brambilla et consimilis vi dicono niente?) e i pecoroni dei suoi sudditi niente da dire e a testa china nell’illusione che prima o poi toccasse anche a loro l’oro di Re Silvio accettavano senza batter ciglio.
E allora perché oggi tanto scalpore in una lontana provincia dell’impero in cui si è perso non solo il senso dell’amore ma il senso di tutto? Se il capo si sollazza per beneficenza, i suoi elettori non sono da meno e in soccorso ad una interpretazione del modello comportamentale attuale in fatto di intimità ci viene un libro del giornalista Carmelo Abbate che per il suo “Viaggio nell’Italia del sesso” (Piemme) ha definito il territorio di Re Silvio “Babilonia”.
Dice Abbate che in fondo le cose non sono cambiate poi tanto da un passato ormai lontano e che se differenze ci sono tra ieri e oggi sono tutte nella metodologia. Infatti nel passato far scemare la voglia dell’uzzolo era cosa deprimente tra autoscatti, fermo posta e incontri grotteschi, poi è arrivata la televisione (soprattutto quella del Re) e la webcam (di altri piccoli Re in miniatura) e tutto è cambiato. Un grand-guignol di sudditi nei villaggi provinciali in cerca di un piacere che raramente riescono a raggiungere. Nel libro però scopriamo un segreto di Pulcinella, ovvero che quando si tratta di trasgredire sono sempre le donne ad organizzare tutto (si badi: di chi è vittima il nostro Re se non delle varie Daddario, Ruby, ecc.?) e se ce ne fosse bisogno la figura emergente in questa Italia da Sodoma e Gomorra che parte dal capo e arriva all’ultimo dei suoi sudditi è il “cuckold”, il cucù, il marito-cornuto. Confermo e confermo pienamente non perché io sia un cornuto (mi dispiace per il Re ma sono un suddito single) ma per frequentazione di donna sposata con marito cornuto e contento. Un tipo di suddito che per godere può bastargli restare solo in casa a protezione della prole mentre da qualche parte la moglie si sollazza con un altro. Oppure trovare godimento nel guardare dal buco della serratura le avventure della “corte dei miracoli” sempre durante le assenze della cara “mogliettina trombadour” (oh che bei ricordi!!!).
Arrivati a questo punto però forse a causa della misura colma o perché giunti ad una fase comportamentale di rigetto, i sudditi cominciano a lamentarsi e intravedono nella sacralità del matrimonio un territorio inviolabile, per cui cominciano a richiedere a gran voce paletti insostituibili per non imboccare strade senza ritorno. “Più ti infili in questo mondo più ti incasini” conferma ad un certo punto del libro una donna d’esperienza e conclude “Non puoi sapere quante volte ho provato rimpianto per la mia vita di prima”. Sarà per questo o perche la signora Lario da tempo lo ha detto “non posso stare con un uomo che va a letto con le ragazzine”, fatto sta che il Re questa volta sembra essere davvero nudo.

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