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C’è grossa crisi meglio inventarsi un videogame

Da Pinobruno

C’è grossa crisi, faceva dire Corrado Guzzanti a Quelo. Il santone aveva visto giusto, molti anni fa, mentre gli economisti non ci hanno azzeccato. La grossa crisi è arrivata sul serio, urge inventarsi un lavoro che tiri a lungo. Nel settore digitale, i videogiochi sono in rapida e costante espansione. Nel 2010 l’industria ha creato un giro di affari di 25,1 miliardi di dollari, il doppio di quanto guadagnato al botteghino mondiale dai film di Hollywood. Dati della Entertainment Software Association americana. Negli Usa, dove c’è almeno un videogame in 72 case su 100, le software house danno lavoro a 120mila persone in trentaquattro stati. Da noi l’opportunità la offre l’Università di Verona, con il master in Computer Game Development.

 

C’è grossa crisi meglio inventarsi un videogame

Promosso dalla facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell’ateneo scaligero e diretto da Andrea Fusiello, il master si rivolge a laureati in Informatica o Ingegneria Informatica con l’obiettivo di formare professionisti in grado di destreggiarsi all’interno di una realtà ancora praticamente inesplorata dal mondo accademico.

Tra i docenti ci sono professori universitari ed esperti provenienti da DoubleJungle, Milestone, Ubisoft ed Activision. Le prospettive di assunzione per i partecipanti sono ottime. Tutti gli studenti delle passate edizioni sono impiegati. I posti disponibili sono 20 e la didattica, strutturata in 370 ore, è organizzata in due moduli in cui alle lezioni teoriche si alternano abilità pratiche e ore di laboratorio.

Nel primo modulo vengono introdotte competenze tecniche di base, come grafica, ingegneria del software e interazione utente-calcolatore. A questo fa seguito un secondo modulo dove vengono esaminate le competenze specifiche richieste per la realizzazione dei videogames.

Coraggio ragazzi, tra la miriade di master bidone proposti a destra e a manca, questo introduce a un mercato del lavoro sicuro e in crescita.


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