Cagliari – questa non e’ una citta’ per bambini

Da Maxdejavu

Scusate la provocazione non del tutto veritiera, ma diciamo che il problema c’è e si vede.
Ci terrei a fare un breve escursus storico, niente di troppo attempato e/o biblico.
Il piccolo Max Dejavù, conobbe a suo tempo solamente il parco del “Monte Urpinu” (Monte della Volpe, là dove volpe non c’è più).
Il parco oggi come allora è molto bello, ci sono dei pericoli ma abbastanza gestibili quali le radici degli alberi (ma questa è la natura e ben venga), i gradini sconnessi (va bhe, gli dai la mano) e altri piccoli pericoli che rendono l’area non certo meritevole del titolo “Pericolo morte” (meglio dire che i bimbi si divertono mentre i genitori potrebbero anche impazzire)
Da allora tanto e cambiato e tanto è rimasto tale e quale.
Monte Urpinu si è leggermente rimodernato. Pavoni, anatre e altri uccelli continuano a popolare questa meravigliosa oasi.

Il Parco di Monte Claro è sorto immenso e pianeggiante, per la gioia di grandi e piccini che possono serenamente ammirare anatre, oche del campidoglio e godersi una vastità di prati verdi e giochi per bambini. Il Parco del Terramaini come quello di Monte Claro, si sviluppa su un’area vastissima e non c’è di che lamentarsi.
Questi parchi hanno permesso al Comune di Cagliari di essere la città più verde d’Italia, con una superficie a parco per cittadino, di dimensioni vastissime.

Però, perchè i però vanno detti, perchè non è che l’idraulico tocca il culo di tua moglie ma siccome è stato bravo tu lasci correre.
Però nelle ultime programmazione qualcosa è stato trascurato.

LA SICUREZZA.

  1. Il Parco dell’Ex Vetreria è un campo minato pieno di pericoli disseminati lungo il percorso.
    Gradini e gradinetti. Un fiume artificiale di dubbio gusto che attraversa il parco, privo di barriere e/o protezioni, con una sequenza di pericolosi vetri messi di coltello lungo l’alveo, per generare cascatelle. Il tutto poi sfocia in una bella vasca con getti ornamentali ma anche questa provvista di parapetti assolutamente inutili.
  2. Il Parco della Musica è un parco di ultimissima generazione, concepito per unire l’Auditorium con il T-Hotel (L’albergo più lussuoso di Cagliari). Probabilmente i progettisti e i tecnici dell’ufficio tecnico di Cagliari non devono avere figli se permettono che vengano realizzate opere assolutamente pericolose per l’incolumità di chiunque!
    In un qualsiasi cantiere edile avrebbero denunciato l’impresa per mancanza di sicurezza anche solo per un dislivello di 20 cm.
    Qui a Cagliari, solo perchè l’opera è firmata da chissà quale progettista e mi permetta Sig. Arch/Ing che il bello non deve necessariamente essere pericoloso, viene concesso e tutti stanno in silenzio. Considerando poi quanto è costata ai cittadini quest’opera, immagino che due balaustre gratis le avrebbero anche potute mettere.
    Il parco ha un maestoso fiume artificiale (aridaye… vi piacciono tanto sti caz di fiumi artificiali) con un gradino longitudinale di parecchi centimetri (almeno 60 direi).
    La zona verde è decisamente sacrificata per lasciare spazio a questo monumentale corso zen, sormontato da strutture metalliche con ballatoi in legno.
    Ora, a parte il gusto del parco ma quello è opinabile vi sembra possibili realizzare opere senza la benchè minima protezione? Oggi per esempio il fiume Sand Creek era vuoto così almeno la Nana poteva ben bene schiantarsi sul fondo in calcare bianco… almeno non affoga direte voi.
    Io mi chiedo perchè 10 cm vengono considerati barriera architettonica per gli invalidi e un fiume artificiale privo di protezioni non è considerato tentato omicidio?
    Questi non sono parchi per bambini. Noi alla fine potremmo anche portarli dove i parchi sono più sicuri ma io, vorrei esporre un problema di cultura. Un problema di civiltà.
    Noi dobbiamo ragionare in funzione dei nostri bambini e dei bambini che verranno. Degli anziani e delle persone portatrici di handicapp.
    E’ vero che laurea non è sempre uguale a esseri pensanti ma dovremmo sforzarci un pò di più per creare un mondo più a misura di bambini, cercando di limitare i pericoli e cercando di rendere quei pochi spazi che la città regala loro liberi e spensierati.

Badate bene che a scrivere non sono due genitori fobici, attanagliati dall’incubo dell’incidente mortale. A scrivere sono due genitori che da quando la Nana aveva 6 mesi, la portavano a fare trekking in montagna. Ora quella stessa bimba va per i monti a fare le camminate, lungo sentieri con lo strapiombo al fianco.
Ma e sottolineo ma, è ben diverso portare dei bimbi in luoghi dove sai che il pericolo, benchè limitato c’è, è tangibile e va affrontato e non portare dei bimbi al parco, dove credi che sia un luogo pubblico curato nei dettagli da dei progettisti e da una amministrazione comunale attenta alla salute dei propri piccoli cittadini.

Gli spazi cittadini dovrebbero a mio sindacabile giudizio avere un pò più rispetto per i bimbi che vi andranno a giocare. Forse, rispettarli di più ora li farà crescere con una idea diversa della dimensione della città. Con un rispetto maggiore per il prossimo.


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