Magazine Diario personale

Rapita da Elena Ferrante

Da Patalice
Rapita da Elena FerranteOrfana della Ferrante, sono in un limbo spiacevole di letture senza arte ne parte.
Ho scelto, una volta chiusa la quadrilogia, di approcciare un manuale semi-zen.Non è andata bene. Non ho alcunché di zen, e mi scopre i nervi prenderne atto.Poi ho agguantato il primo volumetto che capitava, "una famiglia particolare", ma dopo 3/4 pagine, eccolo languire sul comò; incompreso ed inutilizzato.Ora, non volendo cedere al predominio dell'attrice più celebrata del web, ho iniziato "Olive Kitteridge".Vi farò sapere.Cosa mi attratto maggiormente dell'Amica geniale?Rapita da Elena FerranteIn asterischi, ve lo spiego, che tanto, una recensione in più abbonda, dato quante ce ne sono, pure di molto pregevoli, tra i blog.* ha un punto di vista molto femminile, senza fingere di non esserlo.Gli uomini della quadrilogia, non fanno una bella figura; disarmati, patetici, muti, violenti, dittatoriali, invisibili, inconsistenti, scavalcabili, ignobili, traditori, sciocchi, manipolabili...Non ce n'è nemmeno uno che abbia una connotazione positiva, non dall'inizio alla fine, non se assoggettato e paragonato.* il bene e il male, non sono identificati nelle persone, che si mostrano tutte nel loro pregio e nel loro difetto, nella debolezza e nella forza, senza che si debba incarnare virtù o sdegno, a priori.* concede onesta sociale, ed ammette una remissione non senza conseguenti.La protagonista, Lenù, fa scelte famigliari scomode, e le paga tutte, ad esempio.* non usa ipocrisia a Napoli e all'Italia; pur vezzeggiandola di giusto merito, non bandisce critica, e ne vede i punti oscuri, anche in termine di chiave di volta nella crescita dell'individuo.* ammette l'amore sbagliato, quello che si incontra gioco-forza, quello che ci inquina, più di quanto non si sia disposti  a confessare. * ripercorre una storia, la nostra, senza troppa pesantezza, sebbene la visione possa apparire monoargomentativa, dà ampio spazio al rammaricarsi di idee buone in teoria, ma fallimentari nella pratica. * ogni libro si chiude, aprendo immediatamente a quello successivo, in un valzer che incalza, e che impedisce di interrompersi o fermarsi. * parla di amicizia, ed ammette tutto il laido, del più nobile dei sentimenti.Non nasconde l'ignobiltà, ne l'invidia, non cela la cattiveria e non finge buonismo, se non per pietà obbligata. Ha sfumature potenti di tutto il brutto, e non fioriscono amabili parole, per edulcare i toni, banalmente lascia sbigottiti per la sua franchezza. La saga dell'Amica geniale è potente, vibrante di colore partenopeo, e venata di un femminismo astratto e soggiogato alle protagoniste stesse. L'autrice, da voce a due personalità complesse e complete, che si snodano nel mondo in autonomia, sebbene appaia immediatamente chiaro che non possono prescindere l'una dall'altra. È feroce l'impronta sociale, spesso impuntata sul bisogno di far emergere più l'errore, che la redenzione; ed è feroce il prezzo da pagare, per ottenere qualcosa, in un andirivieni di pene e castighi, che sfociano spesso in truce e sangue.Ho letto questi quattro libri, in brevissimo tempo, due mesi e una settimana di intensa lettura, di albe sparpagliate tra le pagine, di ore di tapis roulant riversate nelle frasi.La curiosità di procedere, ha sempre avuto la meglio sulla paura dell'abbandono da essi, infatti, l'ultimo volume, è quello che ho centellinato nella lettura, ma fino al quarto parlare di ritmo serrato, è dire ancora poco.Consiglio questa storia.La consiglio a chi ha voglia di non fermarsi all'apparenza di un fenomeno beat-seller, ma che vuole approfondire, come una vita intera ci stia, bene e scomoda, tra carta e penna. 

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