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Calibro 35, 26/10/2013

Creato il 01 novembre 2013 da The New Noise @TheNewNoiseIt

Gabrielli

Padova, Studio 2.

Nebbia e umidità regnano sulla periferia padovana, verso la quale stasera sono diretto per la presentazione di uno dei dischi italiani più attesi quest’anno. I Calibro 35 questa volta marcano la strada che intendono intraprendere in modo chiaro e radicale: il timbro è quello che già conoscevamo, di sicuro migliorato e personalizzato, e per la prima volta tutti i pezzi sono completamente scritti da loro. Un’evoluzione di tipo qualitativo è forse quella che si nota di più, per fortuna l’attitudine a pistole e passamontagna non scade e neanche la musica.

Calibro 35

Arrivo a passo d’uomo nella zona industriale di Vigonovo per la prima volta, dopo aver sentito molto parlare questo nuovo posto che da un anno o poco più ospita concerti. La tessera scelta è la ARCI, l’ingresso 10 euro ma fin dall’entrata lo Studio 2 ci stupisce regalando ai primi trenta arrivati un gadget tematico a scelta fra un passamontagna e un borsalino. Scelgo il passamontagna. Salite le scale, arrivo nella piccola sala dove suoneranno i Calibro. La venue è ben composta: elegante piano bar, decorazioni murali minimali e panche dove sedersi. L’unico particolare non eccellente è la capienza ristretta che ci farà vivere la serata schiacciati in mezzo all’afa creata dall’enorme affluenza generata da questo concerto.

Calibro 35

In pochissimo il locale si riempie, ma fino a mezzanotte non sentirò nessun funk sciogliermi i muscoli. Quando finalmente i Calibro 35 salgono sul palco mi trovo stipato in mezzo al pubblico, ma, non appena il basso e la batteria fondono quel groove poliziesco inconfondibile che li ha resi famosi, me ne dimentico e seguo questo sound ritmato e allucinante. Una componente che salta subito all’orecchio è l’ottima qualità audio, lo Studio 2 infatti è soprattutto uno studio di registrazione e quindi in ambito di hi-fi qualcosa ne sa. La scaletta privilegia soprattutto il nuovo Traditori Di Tutti (Record Kicks, 2013), ma nell’ora e mezza di show non vengono dimenticati brani sparsi un po’ per tutta la discografia della band. La melodia è pulita, ma molto corposa, e coinvolge i presenti: nella prima fila i più agguerrititi ballano, molti conoscono ogni singolo suono che le chitarre di Massimo Martellotta generano e lo seguono cantando. Mi viene raccontato che qualcuno ha imparato persino ciascun accordo di tastiera e lo cita in tempo reale. Singolare quando parte “Mescaline 6”, tratta dall’ultimo lavoro: la particolarità sta nel fatto che tutti i componenti tranne Martellotta si coprono il volto con un passamontagna identico a quello regalatoci all’entrata, inoltre il pezzo viene allungato non poco rispetto alla versione originale e riesce ottimo. Altro divertente stacco avviene quando alcuni brani vengono ironicamente inframezzati da Enrico Gabrielli con alcune tipiche frasi venete, un po’ azzardate ma alla fine divertenti. Tra il pubblico i tipici schiamazzi, i cori e le urla non mancano, tutti si divertono. Quando la parte ufficiale del concerto giunge al suo termine, la band fa notare che sarebbe inutile uscire e poi rientrare dopo pochi secondi per un bis, e quindi decide di regalarcelo subito. Cinque brani, pistole alla mano, non si spara a salve.

Calibro 35

Le foto sono di Michele Formica, fotografo dello Studio 2. Ringraziamo lui e il Circolo.

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