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“Camille rewinds” di Noémie Lvovsky (Cannes 2012)

Creato il 25 aprile 2013 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma

“Camille rewinds” di Noémie Lvovsky (Cannes 2012)

Anno: 2012

Durata: 115′

Genere: Commedia

Nazionalità: Francia

Regia: Noémie Lvovsky

Con enorme ridondanza siamo costretti a citare l’opera di Francis Ford Coppola Peggy Sue si è sposata, perché l’ultimo film della francese Noémie Lvovsky attinge a piene mani da questa trama.

Camille rewinds è, infatti, un giocoso viaggio nel tempo, per cui la quarantenne Camille si ritrova improvvisamente nel suo passato di sedicenne, pur vestendo il proprio corpo invecchiato – un po’ come capita alla regista, che è la stessa interprete protagonista -, e proprio quando nella sua moderna realtà tutte le sue sicurezze la stavano abbandonando. Il marito, incontrato quando era ragazza, la sta lasciando per una donna più giovane, la sua carriera da attrice di B-movie pare sgozzata come i suoi personaggi, e questa insoddisfazione viene presto repressa nell’alcool. È proprio a seguito di una sbornia un po’ troppo incisiva che Camille vive un salto temporale, e presto si rende conto come, in un qualche modo, questa assurdità le sta dando l’opportunità di cambiare il corso degli eventi: da una parte lo stesso rapporto con il marito, del quale lei vorrebbe prevenire le sofferenze; dall’altra, l’inaspettata e inspiegata morte della madre, che lei tenta in tutti i modi di tutelare.

Dai toni leggeri, Camille rewinds è una riflessione sull’inevitabilità dell’amore e della morte, sulla fatalità della vita che va accettata e vissuta intensamente momento per momento, senza rimpianti. L’esperienza nel passato non darà a Camille una reale possibilità di modificare il futuro, ma piuttosto di riappacificarsi col presente, in un tempo e nell’altro.

Tuttavia, oscillando dall’ironia alla tristezza, seguendo i passi delicati della sceneggiatura, il film rimane in una posizione di timidezza compita, non si sbilancia eccessivamente e non tormenta l’animo dello spettatore. Colorato, ballereccio, ricco di baci adolescenziali (alla francese), il film è pieno di  emozioni da prime esperienza, di mani nelle mani e libri di scuola, di piccole ribellioni e grandi amicizie. Malgrado qualche scena toccante che riguarda soprattutto il rapporto con la madre, interpretata da Yolande Moreau (attrice e regista belga) come un personaggio introverso e non scontato, Camille rewinds è appena una commedia piacevole per chi conosce gli anni ‘80 e ha voglia di rispolverarne un po’ le sensazioni; ma anche per questo risulta tanto “francese” e poco apprezzabile lontano da casa.

Una di quelle visioni spensierate per chi cerca sollievo.

Rita Andreetti


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