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Campionati part time australi

Creato il 27 maggio 2013 da Rightrugby
Campionati part time australi Mentre nell'Emisfero Boreale ai chiudono i conti stagionali tra sorprese e un po' di noia - tra le prestazioni noiose ci mettiamo anche la sconfitta thrashing subìta da dei Barbarians più sparring partner che mai, pur con Parisse e LoCicero,  dai B&I Lions in preparazione - nell'altro Emisfero procede l'andazzo SuperRugby. Eh si, diciamolo noi che non lo dice nessuno, a proposito di noia, trattasi di torneo orrendamente mutilato dalla pausa incombente lunga circa un mese, per accomodare i Test Match estivi. Di che sa fermare un campionato per un mese, a   tre giornate "regolari" da disputare? Non potrebbero iniziare una settimana prima, con un paio di turni infrasettimanali in più o anche eliminandone? Se non c'è spazio, allora facciano diventare il SuperXV come la Heineken Cup: spezzettato per definizione che così aggiungi attesa,  con Conference eliminatorie e poi fasi finali. Potrebbero far decisamente di meglio i soloni della Sanzar, dal punto di vista della organizzazione di un calendario un minimo più veritiero e appassionante. Invece puntano alla quantità da dare in pasto alle televisioni e sugli spalti si vedono i vuoti. Tant'è.
- Cominciamo dalle australiane, sotto i riflettori per via dell'incombente B&I Lions Tour: nel turno, il 15', le maggiori contribuenti ai Wallabies Waratahs e Reds non se la passano bene, molto meglio invece i Brumbies e le minnows Rebels e Western Force.
- I 'Tahs dove coach Cheika pensava di aver identificato la chiave per scatenare le potenzialità s'attacco, cioè Berrick Barnes schierato primo centro, perdono a Melbourne 24-22, confermando l'andamento altalenante.  Il dual code Israel Folau continua a marcar meta ma stavolta deve cedere alla doppietta della giovane ala dei Rebels Tom English alle prime marcature nel SuperRugby.
- Situazione peggiore quella dei Reds, alla seconda sconfitta consecutiva in terra sudafricana: stavolta le prendono dagli Stormers, 20 -15 il finale. Capetonians trascinati da Jean de Villiers (in meta), mentre i punti prodotti dai piedi di Joe Pietersen e Quade Cooper si equivalgono. Notevole lo 0-0 d'altre epoche nel primo tempo, rotto solo al 40' da un piazzato.
- Meglio in trasferta si comportano i Brumbies: vanno a vincere ad Auckland per 13-20. I Blues di Kirwan sembrano attualmente una di quelle squadre da medio-bassa classifica, che partono a razzo per accumular punti-salvezza ma poi calano vistosamente. I padroni di casa provano nel secondo tempo a recuperare lo 0-14 preso nel primo con la meta del mediano Nicholas White e i piazzati dell'apertura Christian Leali'ifano. Di fatto marcano meta col centro René Ranger (atteso in agosto a Montpellier forse si forse no), ma due ulteriori piazzati di Leali'ifano sono sufficienti per tener a distanza la squadra di casa.
- Western Force vince la battaglia di fondo classifica, superando in casa i derelitti e sfortunati Highlanders per 19-18. Partita segnata dalla meta iniziale di Sias Ebersohn, apertura sudafricana che rende meglio da quando in quel di Perth la responsabilità dei piazzati  è passata all'estremo neozelandese ex Taranaki Jayden Hayward. Lo squadrone dell'estremo sud (lo ricordiamo, schiera gente come i titolari storici All Blacks Tony Woodcock, Brad Thorn, Aaron Smith, Hosea Gear, Ma'a Nonu) prova  a recuperare coi piazzati dell'apertura di Otago Hayden Parker, poi del subentrato Colin Slade. Quasi aggancio (un punto sotto) al 50' e poi ancora al 70', sorpasso di due punti al 76' ....  ma Hayward piazza l'ultima punizione a due minuti dalla fine.
- Tra le neozelandesi continuano a spiccare solo i campioni in carica Chiefs: nel turno liquidano i Crusaders col netto 28-19, tre mete a una e 18 punti con una meta per Aaron Cruden, che piazza in assenza di Anscombe, rimpiazzato a estremo dallo specialista Robbie Robinson. Bye che, ricordiamolo, vale quattro punti per gli Hurricanes, ultimamente poco efficaci.
- In Sudafrica continua la favola Cheetahs: battono 22-34 i nuovi arrivati Southern Kings a Port Elizabeh raggiungendo il bonus offensivo, così da agguantare nuovamente la wild card per i playoff. Doppietta per il centro ex Bulls Johan Sadie, mete per il mediano Petrus Van Zyl che tiene Sarel Pretorius in panca e per l'ala Griquas Willem LeRoux alla 5' meta. All'apertura chi se ne importa se manca Goosen, Elgar Watts dei Kavaliers copre il ruolo con precisione. Per i Kings, con capitan Luke Watson partente per la quarta volta in stagione, marca l'uni a meta il mediano argentino di rincalzo a Shaun Venter Nicolas Vergallo., gli altri punti al piede da Dimitri Catrakilis.
- Contunano metodicamente a far punti coi piedi di Morné Steyn come ai vecchi tempi i Bulls, che passano sul campo degli Sharks vincendo per 16-18. Non basta la meta del mediano Chris McLeod, la precisione di Steyn e il lavoro di provocar punizioni del pack, supera quel che può fare Patrick Lambie e gli Sharks si trovano abbastanza tagliati fuori in classifica.
Già la classifica: balzo dei Cheetahs che rimpiazzano i Blues, e Crusaders che restano in zona playoff solo perché i Waratahs non sanno approfittarne.
  

Round 15


Pts

1. ChiefsNew Zealand Conference Leader52

2. BullsSouth African Conference Leader50

3. BrumbiesAustralian Conference Leader50

4. CheetahsWildcard45

5. RedsWildcard45

6. CrusadersWildcard42

7. Blues42

8. Waratahs39

9. Hurricanes38

10. Sharks34

11. Stormers34

12. Rebels32

13. Kings24

14. Force23

15. Highlanders17


Rimanendo in Sudafrica, c'era rimasto da registrare l'epilogo della Vodacom Cup: in semifinale i Pumas han superato in casa Eastern Province per 39-13, mentre i Golden Lions si liberavano dei campioni in carica Western Province per 44 - 25 con una partitona da sei mete a due con doppietta dell'estremo di origine namibiana Chrysander Botha.
Non paga, lo scorso 17 maggio la squadra di Johannesburg andava a vincere anche la finale a Nelspruit, battendo i Pumas con l'altrettanto netto - e molto sudafricano - 28-42: tre (sole) mete per parte ma 27 punti guadagnati dal piede del 24enne cresciuto nei Bulls Marnitz Boshoff, in cerniera con Michael Bondesio.
Si tratta di un primo modo molto fattuale, in attesa della Currie Cup, per segnalare che a Johannesburg son tutti belli carichi per riprendersi il posto nel SuperRugby. La Vodacom Cup non va sottovalutata: non è un torneo per vecchie glorie e balde speranze, è un campionato di team molto organizzati, preparati e combattivi. Lo fa vedere bene la fatica che fanno i PampasXV, finta franchigia preparata e seguita come fosse (e di fatto è) una nazionale A,  o la fine dei Limpopo Blu Bulle, inseriti all'ultimo momento per "fare numero" a seguito del forfait dei Welwitchias namibiani: annichiliti, portano a casa zero punti, zero bonus, 32 punti segnati e 789 subiti in sette gare, una umiliante media di oltre 100 punti subiti a partita. No, non parrebbe terreno adatto alle improvvisate. Ma alla fine tutto (ciò che non ammazza) serve per crescere.

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