Cappero di Pantelleria IGP

Creato il 27 settembre 2011 da Oryblog

“…quei che mangeranno non hauran dolore di milza, ne di fegato… son contrari alla melanchonia, proucano l’ourina…”  Così afferma il ‘Panuto’ autore seicentesco riferendosi al cappero: il piccolo bottone verde che sprigiona un immenso gusto in tantissimi dei nostri piatti tradizionali.

Diffusissimo nell’ area mediterranea, ne troviamo tanti in commercio, ma il meglio by Ory è solo il Cappero di Pantelleria IGP.

Il cappero di Pantelleria IGP, o Capperis spinosa, è un prodotto sano e genuino, coltivato solamente a Pantelleria, dove il suolo, di origine vulcanica, e il clima, caldo e ventoso, permette l’abbondante diffusione di questo alimento. Altresì famosi per i fiori delicati che schiudendosi punteggiano di bianco-rosato i muri a secco dei terrazzamenti dell’isola siciliana, i capperi di Pantelleria crescono spontaneamente, e si dice che, per incentivarne il consumo, i Panteschi sparino i semi con una cerbottana all’interno di crepe nei muri o tra le tegole dei tetti.
Non tutti
sanno che del cappero si mangia il bocciolo, prima che diventi fiore. Raccolti in estate ancora chiusi vengono poi disposti, secondo il procedimento tradizionale, a maturare in tini ricoperti di abbondante sale marino. Vengono mescolati quotidianamente in modo che l’acqua in essi contenuta sciolga il sale, ottenendo in tal modo la formazione della salamoia e la fermentazione del prodotto. Dopo dieci giorni, l’operazione viene ripetuta con un quantitativo minore di sale grosso. Dopodiché sono pronti per il consumo, oppure per essere conservati sotto sale, in salamoia, sottaceto o sott’olio. La lunga e paziente lavorazione, senza la quale i boccioli avrebbero un sapore sgradevole, conferisce al Cappero di Pantelleria IGP consistenza carnosa, fragranza particolare e gusto acuto e intenso. I capperi sono ingredienti d’eccellenza di numerosi piatti tipici della gastronomia italiana, in abbinamento a pasta, carne e pesce. Protagonista indiscusso nella pizza napoletana, il cappero è fondamentale anche nella preparazione degli spaghetti alla puttanesca e del pesto “pantesco”.

Una volta assaggiati quelli di Pantelleria, col CAPPERO che ne vorrete altri!!! Parola di Ory…


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