Carfagna vs pubblicità sessiste

Da Marypinagiuliaalessiafabiana

Pare che la Carfagna si sia accorta della strumentalizzazione che tutte le donne (compresa lei in primis) subiscono dalla pubblicità. Secondo voi saranno solo chiacchiere?

Ricordiamoci anche che lei fa parte dello stesso Governo che strumentalizza il corpo delle donne di uci fu lei stessa vittima e complice. Ecco l’articolo dell’Unità che scade un pò nell’ultimo pezzo.

Fonte: l’Unità

Basta rappresentazioni “volgari, violente e indecenti” in pubblicita’, dove dominano “vere e proprie storture”. Il ministro per le Pari Opportunita’, Mara Carfagna, ha firmato oggi a palazzo Chigi un protocollo d’intesa con l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria, per contrastare l’uso distorto dell’immagine femminile nella pubblicita’. “Lo Stato e le istituzioni- osserva il ministro- non possono intervenire con la censura, perche’ sarebbe contrario alla Costituzione, ma non possiamo non rispondere all’esigenza a frenare la giungla a cui siamo costretti a assistere, quando ci troviamo di fronte a un messaggio volgare, sbagliato e offensivo”. Su questo fronte fa piacere ricordare la campagna che da tempo ha fatto l’Unità.

Un comitato paritetico potra’ chiedere il ritiro “in tempo reale” di una pubblicita’ che risulti essere palesemente lesiva e volgare, i cartelloni saranno oscurati e gli spot ritirati, assicura Carfagna, che spera anche in un “effetto deterrente” dell’intesa “prima nel suo genere. Noi al al Ministero – continua – non vogliamo fare moralismo e fare i bacchettoni, ma non potevamo non intervenire a tutela della dignita’ delle donne”.

Scambio di battute tra i cronisti, soprattutto donne, e il ministro Mara Carfagna durante la conferenza stampa. Inevitabile per i e le giornalisti chiedere dell’immagine della donna che emerge dal caso Ruby e dalle carte dell’indagine su Berlusconi. Carfagna, presentando l’intesa, avverte: “Spero sia apprezzata, l’auspicio e’ che non venga strumentalizzata per piccoli fini politici e si riconosca al ministero delle Pari opportunita’ e dell’esecutivo nella sua interezza un lavoro onesto e costante a tutela delle donne”.

Alla prima domanda della giornalista del ‘Corriere della Sera’ sull’immagine femminile trasmessa dalle istituzioni il ministro attacca: “Quando parlavo di strumentalizzazioni pensavo proprio a un atteggiamento come il suo. Le confesso – aggiunge – che ho pensato di rinviare la firma di questo protocollo a un momento piu’ tranquillo, in cui i casi sui giornali si sarebbero sgonfiati, ma abbiamo deciso comunque di procedere, perche’ noi rispondiamo alle chiacchiere e al fango con i fatti. Mentre c’e’ qualcuno – prosegue Carfagna – che, a comando, si riempie la bocca sulla tutela delle donne; noi questa campagna la portiamo avanti da due anni e mezzo”.

Torna sul tema la cronista dell”Unita” e allora Carfagna attacca di nuovo: “Lei scrive su un giornale che oggi tenta di fare la morale utilizzando vicende di cronache, ma che ha usato esso stesso senza esitazione per pubblicita’ il corpo di una donna. Ricordo benissimo un fondo schiena fasciato in una minigonna che serviva per pubblicizzare L’Unita’”. E ribadisce di non voler “entrare nel merito” di un’indagine in corso e di intercettazioni effettuate “senza denuncia e notizia di reato. Aspettiamo di capire se quello che leggiamo corrisponde al vero, se sara’ vero il mio giudizio andra’ in una direzione, altrimenti in un’altra”. La giornalista del quotidiano di Concita De Gregorio le ricorda poi, a conferenza terminata, le foto che Carfagna ha fatto per un calendario: “Le mie foto non le ho mai rinnegate e risalgono a 12 anni fa, non vedo cosa c’entrino con questa campagna promossa dal mio dicastero”



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