Carlo Nesti, fede-sport mondiali 2014: i momenti più significativi, terza parte

Creato il 25 luglio 2014 da Simo785

Di Carlo Nesti

Newsletter fede-sport di Carlo Nesti – luglio 2014 – mondiali – i momenti piu’ etici e cristiani

Sul piano sportivo, la ferocia agonistica di chi non si accontenta di partecipare, ma vuole vincere la Coppa del Mondo, ad ogni costo. Sul piano sociale, la legittima rabbia di chi è consapevole di gigantesche risorse spese non per i bisognosi, ma per gli stadi.
In un contesto del genere, non è stato facile trovare pagine edificanti, soprattutto sul piano educativo, da raccontare, staccare e conservare. Io ci ho provato, stando attento non solo all’andamento delle partite, ma anche al resto, giorno per giorno.

 Terza parte

Il morso di Suarez a Chiellini, uno degli episodi più clamorosi del mondiale brasiliano

1-7-2014 – IL RI-MORSO DI SUAREZ

Alla buon’ora, arriva il ri-morso di Suarez. Attenzione! Non voglio alludere a un secondo morso, da parte del cannibalesco bomber uruguayano, ma al pentimento e alle scuse. A questo lieto fine si è arrivati, passando attraverso una fase in cui l’attaccante ha detto di avere solo appoggiato la bocca, cadendo, sul corpo di Chiellini. Insomma: non è che siano state proprio scuse immediate, ma, a caval donato… Qualcuno, in ogni caso, non ci ha messo una pietra sopra. Enrico Campari, un italiano che costruisce parastinchi per i campioni da 20 anni, decide di rinunciare a un cliente facoltoso, pur di non restare legato a un professionista anti-sportivo.

La sensibilità va oltre gli interessi.

27-6-2014 – IL PERDONO DI CHIELLINI

“Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”.
Nel Padre Nostro, il perdono del prossimo è indicato come la chiave essenziale per sperare di essere perdonati da Dio. Giorgio Chiellini, in campo, è un “gladiatore”, e spesso il suo agonismo sconfina nei falli. Ma è, innanzitutto, uno sportivo leale, e, dopo la lunga squalifica inflitta al “cannibale” Suarez, perdona il rivale, e considera la punizione troppo severa.  Se, nella vita di ogni giorno, dopo un litigio, scattassero la sanzione della legge, e il perdono della vittima, si compirebbe un passo decisivo verso un mondo più giusto e umano.

Il “terzo tempo” del rubgy, in questo senso, è un momento molto educativo, che non deve passare inosservato.

25-6-2014 – LA CORRETTEZZA DI CAVANI

Edison Cavani è un Atleta di Cristo, al pari di Kakà e Legrottaglie. Giocando a calcio, non è sempre facile agire come vorrebbe Gesù, perché l’agonismo induce a malaugurati eccessi. Durante Italia-Uruguay-Italia, ad esempio, abbiamo assistito a scene disgustose, tipo il morso di Suarez a Chiellini. Cavani, alla fine della “battaglia”, è stato coerente con la Fede. Mentre i suoi compagni festeggiavano, si è avvicinato alla panchina italiana, e ha consolato, ad uno ad uno, gli azzurri. Occorre sempre ricordare che tutti i contendenti cercano la stessa cosa: la gioia della vittoria.  Così, è più facile considerare gli avversari colleghi da affrontare, e non “nemici” da odiare.

22-6-2014 – LA GENEROSITA’ DI MUNTARI

Una decisione forse bizzarra, in quanto episodica, ma significativa, in quanto non legata ad alcuna campagna promozionale. Sulley Muntari, il giocatore del Milan e della Nazionale ghanese, chiede un permesso speciale al suo allenatore Appiah, per realizzare un desiderio: aiutare i più bisognosi nei quartieri poveri del Brasile, regalando soldi. E così, il centrocampista si reca nella favela di Maceiò, con una mazzetta di banconote in mano, distribuendole fra le persone, che si avvicinano. Non sono certamente i gesti estemporanei a risolvere i problemi. Ma, intanto, la notizia fa il giro del mondo, e getta un seme di generosità ed emulazione, contro l’indifferenza.

21-6-2014 – L’EROE AL SERVIZIO DI SUAREZ

L’eroe dell’Uruguay non è soltanto Luis Suarez, il bomber che ha annientato l’Inghilterra, ma anche, e soprattutto, Walter Ferreira. Si tratta del kinefisiologo, al seguito della Nazionale sudamericana, che è volato in Brasile, proprio per curare l’attaccante, reduce da una operazione al menisco. Lo ha fatto, nonostante soffra di una forma di cancro, e ha interrotto le cure per raggiungere la Celeste. Suarez, dopo i gol contro gli inglesi, è corso ad abbracciarlo: “Dedico entrambe le reti a lui, dopo tutto quello che ha dato per me”.

Così, Ferreira ha messo da parte la malattia, per servire l’attaccante del Liverpool, prossimo rivale della Nazionale azzurra: “Se l’è meritato, perché ha lavorato duramente”.

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