Carta spreco zero

Creato il 02 ottobre 2012 da 19stefano55

Finalmente la società civile e un po’ anche quella politica a livello locale si sta muovendo per dare qualche orientamento alla solita parola più sviluppo che poi per i nostri governanti vuol dire solo produrre di più ma non si sa che cosa e come (ancora più produttività e costo minore, ma poi chi e perché dobbiamo comprare?). Grazie al dinamismo del prof. Segre, Preside di Agraria (finalmente Agraria e fatti sentire visto che hai i contenuti più valoriali di tutte le altre!!) della Facoltà di Bologna che da alcuni anni ha lanciato la campagna Last Minute Market , per recuperare tanti prodotti (avanzi, appena scaduti mano scadenti, ecc..) è riuscito a Trieste  a far firmare il documento “Carta spreco zero”  a più di 170 sindaci del Nord Est , più i governatori del Friuli e del Veneto ed anche alla vicina città di Nova Gorica.

Hanno anche aderito i 64 comuni che utilizzano metodologie di riciclo e attenzione all’ambiente , riuniti nell‘Associazione Comuni Virtuosi.

Ecco dal web le principali finalità della carta:

  1. Condividere e promuovere la campagna Un anno contro lo spreco, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore positivo del cibo e dell’alimentazione e sulle conseguenze dello spreco alimentare.
  2. Sostenere tutte le iniziative che recuperano, a livello locale, i prodotti rimasti invenduti e scartati lungo l’intera catena agroalimentare, per ridistribuirli gratuitamente alle categorie di cittadini al di sotto del reddito minimo.
  3. - Modificare le regole che disciplinano gli appalti pubblici per i servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera, in modo da privilegiare le imprese che garantiscono la ridistribuzione gratuita a favore dei cittadini meno abbienti e che promuovono azioni concrete per la riduzione a monte degli sprechi (per esempio scegliendo alimenti prodotti il più vicino possibile al luogo di consumo).
  4. Istituire programmi e corsi di educazione alimentare, di economia ed ecologia domestica per rendere il consumatore consapevole degli sprechi di: cibo, acqua ed energia e dei loro impatti.
  5. - Adottare come orizzonte di lungo periodo lo “Spreco Zero”, attraverso il controllo e la prevenzione di tutte le attività pubbliche e private che implichino la gestione di cibo, acqua, energia, rifiuti, mobilità, comunicazione.
  6. Confrontare, condividere, valutare e mettere in rete le buone pratiche finalizzati a prevenire lo spreco alimentare, costituendo anche una rete di enti territoriali a spreco zero.
  7.  Promuovere a livello politico nazionale la discussione su alcuni temi fondamentali quali la regolamentazione delle vendite scontate di prodotti vicini alla scadenza e la semplificazione delle diciture per la scadenza nelle etichette (la proposta è di indicare due date, una per la scadenza commerciale, oltre la quale il prodotto non si può più vendere, e una per la scadenza di consumo).


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