Dicevo quindi: dopo aver visitato Berlino siamo andati verso sud.La prima tappa è stata Ulm dove, passeggiando per andare a vedere la celebre cattedrale, ho incontrato per caso questo negozio: heike.redlinghaus in Kornhausgasse 6.
Vicino agli onnipresenti (e come lamentarcene?) filati Rowan, troviamo anche Isager, Schoppel Wolle, Debbie Bliss, Noro, Louisa Harding e Karen Noe.
La proprietaria è molto gentile e disponibile!
Cos'ho comprato? Ehr… cosa dire a mia discolpa, Vostri Onori? Non c'era più molto spazio in bagagliaio dopo Vienna e Berlino (non sono l'unica ad aver fatto shopping!!!) e volevo conservare quel poco che c'era per le prossime fermate!
Quindi abbiamo proseguito per Augusta (Absburg).
Anche qui abbiamo fatto una fermata fuori programma: certo che la lana mi perseguita!!!
Però questa volta è stata una sosta che mi ha lasciato l'amaro in bocca.
Il negozio appartiene alla catena Wolle Rödel: ne avevo sentito parlare, ma volevo vedere di persona.
Sebbene la lana sia piuttosto ordinaria e non si trovino prodotti eccelsi, tratta anche Regia e Opal, tra le mie marche preferite per i calzini. Ho trovato una lana giallo acido che sarebbe stata perfetta per le mie scarpe nuove berlinesi ed ho deciso di comprarla.
Bene, la tipa non solo me l'ha proibito categoricamente e molto scortesemente, ma ha anche attaccato una vera e propria filippica su Internet e su come si vivesse meglio senza di lui, e che la maglia si fa dal vero e non on line.
Attonita, anche perché capivo una parola su due, dato il mio scarso esercizio con il tedesco, ho osato interromperla per pagare e per uscirmene al più presto… le ho porto una banconota da 50 Euro e a quel punto… l'impensabile. La prende tra le mani, la strofina e mi dice:"È un po' sottile, non trova?" mi lancia un'occhiataccia e continua:"Non sarà mica FALSA?"
Ora. Se fossimo state in Italia, avrei immediatamente sfilato la banconota dalle sue mani e me ne sarei elegantemente uscita dal negozio senza coprare nulla (si beh, prima l'avrei elegantemente ricoperta di velati insulti, però). Dato che eravamo in Germania e la mia conoscenza delle parolacce si limita a "dump" (stupido), ho respirato profondamente ed ho obiettato che l'avevo appena presa dal Bancomat lì vicino. Lei ha storto la bocca e mi ha consegnato la lana ed il resto.Sono uscita molto mortificata… non me lo aspettavo proprio, è stata la prima ed unica volta che sono stata trattata male! E soprattutto in un negozio di filati, poi...
Un onesto negozio vecchio stile, molto carino e curato, pieno di gomitoli allegri di Lana Grossa, Schachenmayr e Lang, stoffe e rocchetti e bottoni.
Quello che ci voleva per i miei sentimenti feriti e stropicciati!
(Continua…)