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"casa per casa, strada per strada" - leggendo enrico berlinguer

Creato il 25 luglio 2013 da Alessandro @AleTrasforini
Quali sostantivi utilizzare per inquadrare, seppur marginalmente, quel qualcosa di straordinario che ha mosso e lasciato nel mondo una personalità quale è stata quella di Enrico Berlinguer? Quali (impietosi) confronti è possibile fare quando, di volta in volta, si cerca di confrontare la sua figura e le sue parole con i volti ed i discorsi di altr(ettant)i politic(ant)i di questa tremenda contemporaneità? Quale patrimonio ha lasciato quest'Uomo, soprattutto per coloro che dovranno oggi e domani darsi da fare per migliorare questa Italia, questa Europa e questa Terra? Quale "testamento morale" ha lasciato alle nuove generazioni, a suo dire investite di un grandissimo dovere e di pesantissime responsabilità? Risuonano come schegge le sue celebri parole, intrise ancor'oggi di speranza e consapevolezza per le possibilità di "ogni generazione" del futuro:
"Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia."
E' risaputo che, per fortuna o purtroppo, non è grazie ai "se" ed ai "ma" che si è costruita la Storia che ad oggi ci consegna un'Italia distrutta; è altrettanto risaputo che, volente o nolente, sarà necessario stabilire, su queste macerie senza quartiere, un nuovo punto di partenza.  Quale destinazione scegliere, nel tentativo di costruire per davvero un Domani differente e migliore?  Nella ricerca di un Futuro, potrebbero i pensieri di Enrico Berlinguer cercare di promuovere riflessioni ed opinioni capaci di (ri)definire rinnovate possibilità di svolta?  Ciascun giovane dovrebbe cercare di rispondere a queste e moltissime altre possibile domande lavorando su studio, competenza, conoscenza e tempo a disposizione per cercare di cambiare le cose.  E' ai giovani che cerca di parlare in primo luogo il libro "Casa per casa, strada per strada - la passione, il coraggio, le idee", libro-raccolta di tutti i discorsi tenuti pubblicamente da Enrico Berlinguer nella sua storia.  Le parole dell'autore, il giovane Pierpaolo Farina, chiariscono perfettamente quale deve essere davvero l'intento primario di questo progetto: 
"[...]Noi, sempre attenti a rispettare la figura di Enrico e a non trascinarla nel fango odierno della contesa politica, cerchiamo ogni giorno di manterne viva la memoria e lo stile.  Il lavoro che facciamo da quattro anni i suoi frutti li sta dando: lavoriamo sul lungo periodo, nella speranza che sempre più giovani si appassionino alla politica [...] Lavoriamo tutti, seguendo quell'appello pensato anche per noi che non eravamo ancora nati, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, reale o digitale che sia.  In suo nome, senza chiedere nulla in cambio. Perchè la politica è Passione, Coraggio, Idee, ma non è niente se non è fatta per gli altri."
Le parole di Berlinguer devono così essere spunto di riflessione, al fine di cercare una via nuova entro cui collocare una rinnovata idea di Italia e di mondo.  Le tematiche percorse dalla storia politica di Berlinguer sono state tantissime, alcune delle quali anche criticabili od opinabili rispetto allo status quo contemporaneo; quanto incidono nel dibattito e nelle scelte  politiche attuali tematiche chiave quali austerità, "compromesso" figlio dell'emergenza nazionale, questione morale vincolata alla completa revisione dei privilegi attribuiti alla "casta" politica (realmente unica colpevole dello sfascio attuale?)? In un momento storico-sociale-economico-ambientale-[...] nel quale l'indignazione e la rabbia superano di gran lunga il rispetto e la stima nei confronti di coloro che "fanno" politica, è lecito interrogarsi su quali fra le parole di Berlinguer siano tutt'ora ancora attuali o, peggio, non ancora minimamente attuate.  Sembrano diventare macigni, a tal proposito, le ultime parole pronunciate nell'ultimo comizio nel giugno del 1984: 
"[...] Lavorate tutti, casa per casa, azienda per azienda, strada per strada, dialogando con i cittadini.  Con la fiducia per le battaglie che abbiamo fatto, per le proposte che presentiamo, per quello che siamo stati e siamo, è possibile conquistare nuovi e più vasti consensi alle nostre liste, alla nostra causa, che è la causa della pace, della libertà, del lavoro, del progresso della nostra civiltà.[...]"
Quanti hanno oggi l'ardito coraggio di chiamarsi dalla "parte" di Berlinguer non dovrebbero quindi stupirsi certamente, qualora i consensi maturati non dovessero corrispondere pienamente alle aspettative; cosa può infatti accadere ad una certa "parte" politica, qualora in un Paese manchino pilastri fondamentali quali libertà, lavoro, progresso, tolleranza, rispetto per l'ambiente, informazione, [...]? La premessa al libro trova terreno fertile per rispondere anche a questa e molt(issim)e altre domande: 
"[...]In questo libro sono raccolte e sistematizzate le idee del leader comunista attraverso interviste, discorsi e scritti. Dalla questione morale all'austerità, dal compromesso storico allo strappo con Mosca, dalla questione giovanile a quella femminile, le parole protagoniste della vicenda politica di Berlinguer finiscono col disegnare quello che Indro Montanelli, uno dei suoi più grandi avversari in vita, definì 'un programma sociale, politico, economico, etico e morale non scritto basilare per il futuro democratico e di progresso del nostro Paese'. In una nazione che sta progressivamente perdendo punti di riferimento e in cui la politica si è fatta barbara e senza respiro, le idee di Enrico Berlinguer mostrano ancora l'anima e la forza di un progetto di società diversa.[...]" 
In ogni pagina è possibile quindi trovare spunti di riflessione, di analisi e comprensione della realtà; si ritrovano capitoli e parti richiamanti le tematiche fondamentali del pensiero e dell'anima del Politico prematuramente defunto: 
  • A proposito di Enrico: diceva di sè;
  • A proposito di Enrico: dicevano gli altri;
  • Il PCI, la Sinistra e l'impegno politico;
  • La Questione Morale;
  • L'Austerità;
  • I Giovani;
  • Le Donne;
  • I Cattolici;
  • Il Compromesso Storico;
  • L'Eurocomunismo, lo Strappo con Mosca, gli Usa;
  • Il Governo Mondiale per la Pace;
  • Padova, giovedì 7 giugno 1984 - intervista incompiuta ed ultimo comizio.
L'intento originario del giovane autore è stato quello di "restituire il ritratto di un uomo politico - la cui eredità rimane in larga parte ancora viva e attuale - a tutti i giovani che [...]sono nati dopo la Caduta del Muro di Berlino e che, nel desolante orizzonte politico, culturale ed ideale odierno, fanno fatica a individuare un esempio da seguire, un punto di riferimento cui aggrapparsi.[...]".  Quali speranze ed intenti affidare a questa meravigliosa raccolta di scritti, interviste, discorsi, comizi ed opinioni?
"[...]Spero che questo libro finisca tra le mani di altri ragazzi che, come me allora, si affacciano per la prima volta ai fatti del mondo e vogliono sapere se c'è un modo diverso di vivere la politica e di essere politico, inteso come cittadino che si occupa della res publica. Io grazie a Enrico Berlinguer ho imparato questo: che si può dare tutto, nella vita, senza chiedere in cambio niente ed essere felici lo stesso.  E' un debito che ho nei suoi confronti e che spero di ripagare poco alla volta nel corso della mia vita, difendendone la memoria, l'esempio e la passione ideale.  Soprattutto, continuando nella sua lotta per la difesa dei più deboli, degli sfruttati, degli emarginati. [...]"
Continuando nella ricerca di un'Italia migliore, l'impressione più viva e vivida è che non si possa prescindere assolutamente dagli spunti proposti nel corso degli anni dalle idee di Enrico Berlinguer. Quante di quelle idee sono ancora oggi inattuate, discutibili o smentibili? Quanti pensieri fra quelli presentati potrebbero declinare, se attuati, un'Italia migliore/peggiore o quantomeno diversa rispetto al cumulo di macerie oggi (r)esistente? A domande come queste è possibile rispondere con Coraggio, Passione ed Idee da mobilitare ed arricchire con competenza e coerenza:
"Non si può rinunciare alla lotta per cambiare ciò che non va.  Il difficile, certo, è stare in mezzo alla mischia mantenendo fermo un ideale e non lasciandosi invischiare negli aspetti più o meno deteriori che vi sono in ogni battaglia.  Ma alternative non ne esistono."
E' quindi questione di sudore, fatica, immobilismo costruttivo e consapevolezza di poter avere in mano Universi e tempo a piena disposizione? Quanto tempo serve per definire una Vita veramente impegnata e degna di essere vissuta fino in fondo? 
"Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, intepretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità.  La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita."
Oggi più di allora, forse. A prescindere da idee ed ideologie, cosa resiste nel ricordo di Enrico Berlinguer? Riprendendo parole attribuite a Norberto Bobbio, è possibile trovare interessanti spunti di pensiero e riflessione:
"Caratteristica fondamentale di Enrico Berlinguer è stata, a mio avviso, quella di non avere i tratti negativi che contraddistinguono tanta parte della classe politica italiana.  Penso alla vanità, all'esibizionismo, all'arroganza, al desiderio di primeggiare, che purtroppo fanno parte del 'mestiere', della professione del politico.  Ecco, in questo senso Berlinguer era diverso e per questo suscitava un senso di ammirazione che condivido. [...] è stato un uomo di grande coerenza, intransigente nelle sue idee, in cui credeva.  Insomma, un uomo di grande serietà, morale e politica.  E non privo di coraggio. [...]"
Od ancora il pensiero di Indro Montanelli, anch'esso fin troppo eloquente: 
"[...] Un uomo introverso e malinconico, di immacolata onestà e sempre alle prese con una coscienza esigente, solitario, di abitudini spontanee, più turbato che allettato dalla prospettiva del potere, e in perfetta buona fede, di cui ci resta un programma sociale, politico, economico, etico e morale non scritto basilare per il futuro democratico e di progresso del nostro Paese.[...]"
Qualora fosse rimasto vivo ancora per un pò, questa Italia avrebbe potuto essere forse migliore?  Il dubbio rimane, parimenti all'opinione di Eugenio Scalfari riportata nella prefazione della presente opera: 
"[...] Forse se fosse vissuta più a lungo il Paese sarebbe più accettabile di quanto è, ma la storia ovviamente non si fa con i se. [...]"


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