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Caso priebke: perche’ non facciamo un passo avanti?

Creato il 17 ottobre 2013 da Goodmorningumbria @goodmrnngumbria

Giorgio Terzo Catalano

Giorgio Terzo Catalano

Morto un Nazista, che ha espiato, da vivo, la condanna della giustizia terrena, si poteva prevedere, in questa società, che ama autodefinirsi civile, un atto di umana pietas di fronte alla morte.

Dopo tutto, per chi si ritiene credente, ci sarà ad aspettarlo la giustizia Divina, quella ineludibile ed inappellabile, quella che non manca mai all’appuntamento finale, e per chi non crede in un’altra vita, tutto finisce con la sua morte, nulla rimarrà più, chiunque colpevole o innocente che sia, sarà pasto dei vermi o polvere da disperdere. 

Ma allora perché tanto accanimento anche di fronte alla morte?

E’ incredibile come la stupidità di tanta gente possa trasformare in eroe un uomo indifendibile, e non certo indifendibile per aver eseguito orribili ordini, ma indifendibile perché non ha mai avuto un momento di pietà, di dispiacere, di cordoglio per le vittime.

La vicenda di Priebke, la sinistra avrebbe fatto bene ad archiviarla con la sua stessa morte. Insistere nel vedere le colpe a senso unico, costringerà anche i più distratti a riflettere, a fare paragoni, a ripensare alle figure del Nazista sanguinario e del bravo Partigiano.

Il partigiano che compie l’attentato, sapendo che la rappresaglia prevista era quella di fucilare 10 Italiani per ogni Tedesco morto, non è forse altrettanto colpevole? Voglio dire di più, il partigiano, dopo l’attentato si ritirava in luoghi sicuri lasciando, nelle mani dei loro carnefici, le popolazioni che avrebbero subito la rappresaglia. Coloro che oggi stanno dando spettacolo davanti ad un feretro, avrebbero dovuto fare la stessa cosa ai funerali di tanti loro compagni altrettanto colpevoli.

Un po’ di riflessione ed autocritica ci farebbe tanto bene, potremmo forse aspirare a diventare una Nazione, invece siamo ancora divisi, nemici sotto lo stesso tetto, come se la guerra fosse finita ieri, come se l’aspirazione di molti di essere annessi all’ex URSS fosse ancora viva.

So che l’argomento è delicato quindi voglio chiarire ulteriormente, non concepisco chi abbia inneggiato a Priebke chiamandolo eroe, non vedo grande eroismo nel fucilare popolazioni inermi.

Non concepisco chi non prende le distanze da chi, nemmeno di fronte alla morte di donne ed anziani, ha sentito il dovere di dire che ha provato un attimo di dolore, di smarrimento, di pietà.

Però i tanti che oggi, come Priebke, davanti ad un cadavere, non hanno provato un attimo di dolore, smarrimento, pietà, ma sarebbe bastata anche una comprensibile indifferenza, mi lasciano perplesso, non credo che di fronte alla morte si stiano comportando meglio di lui.

Non voglio nemmeno collegare questo comportamento, esclusivamente, con l’essere di destra o di sinistra, credo che a destra, quanto a sinistra, tanta gente vorrebbe, finalmente, una pacificazione nazionale, vorrebbe un po’ di serenità per poter pensare ai problemi dei nostri giorni.

 Giorgio Terzo Catalano

 


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