E’ domenica, fa quasi troppo caldo per essere una serata primaverile. In un vagone centrale della linea rossa si accalcano mamme stanche ma sorridenti, bambini in maniche corte, coppie più o meno giovani. Seduto con le gambe accavallate, un maglione buttato sulle spalle e una camicia a scacchi, un uomo sulla quarantina parla al telefono. Tiene appoggiato sulle gambe un libro dalla copertina verde, chiuso. Sembra non avere voglia di leggere: parla ad alta voce di vacanze estive, di progetti futuri. A tratti scuote il libro usandolo a mo’ di ventaglio. Ogni tanto apre una pagina a caso, la guarda senza leggerla, poi richiude il libro, torna a farsi aria e dice compiaciuto: «E’ deciso, stasera prenoto».
