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Ce l’ho azzurro – La giusta distanza

Creato il 01 luglio 2012 da Vivalafifa @WlaFifa

Ce l’ho azzurro – La giusta distanza

1994. 2000. 2006. 2012.

1938. 1982.

1968. 2012.

Non sono i numeri del Lotto, ma date che i tifosi italiani dovrebbero cerchiare con la matita rossa, anzi la matita azzurra. Eh già, perché nel 1994, nel 2000 e nel 2006 siamo andati sempre in finale. A intervalli perfetti di sei anni, due volte ai mondiali e una volta agli Europei. Ora siamo nel 2012 e siamo di nuovo in finale. E questa legge l’abbiamo già rispettata battendo la Germania.

Poi ci sono il 1938 e il 1982. 44 anni che sono passati tra il secondo mondiale consecutivo conquistato da Pozzo e il Mundial spagnolo di Paolo Rossi. L’unico titolo europeo ce lo siamo preso nel 1968. 44 anni fa. Segno del destino? Chissà, magari non conta niente ma un po’ di effetto lo fa. E se nel 1968 la famosa monetina ci aiutà contro l’Urss in semifinale, qui nel 2012 di monetine ne abbiamo ben poche. Ma non è che gli spagnoli siano messi molto meglio di noi. Dobbiamo e possiamo provarci.

Per farlo Prandelli spedisce in campo la stessa formazione che ha per l’ennesima volta infranto i sogni di crucchi e culone. In porta c’è sempre lui, Gigi Bet, come lo chiamano amichevolmente all’estero. Difesa a 4 con l’étoile di Palermo, Federico Balzaretti, sempre dotato di chignon. A sinistra Giorgio “Testa di Martello” Chiellini. In mezzo coppia d’acciaio con quelli che i giornali hanno ribattezzato con estrema fantasia “Barzaglione” e “Bonuccione”.

Il grande centrocampo azzurro, vero punto di forza della nazionale, è sempre quello: il Pupino De Rossi, Pirlo con le sue posate, l’urlatore Marchisio e Riccarden Mortolivo trequartista. In attacco la copia di cani randagi a briglie sciolte. Un barese e un Balotelli. In panchina sempre lui, il superlaccato e superdevoto Cesarone Prandelli. In tribuna c’è pure Mario Monti, quello che aveva detto di fermare il calcio per tre anni. Nelle piazze e nelle case un intero Paese. Chà, vediamo che viene fuori, sperando di mantenere la giusta distanza.

Lorenzo Lamperti

@LorenzoLamperti


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