Cerere Il più piccolo dei pianeti nani del sistema solare continua a suscitare controversie e misteri dovuti ai punti luminosi rilevati sulla superficie di Cerere. l’ipotesi più accreditata Offerta dalla Nasa è che si trattasse di uno specchio di ghiaccio sul fondo di un cratere, sufficientemente chiaro per riflettere la luce solare,ma gli ultimi dati forniti dal veicolo spaziale Dawn ( sonda spaziale senza equipaggio sviluppata dalla NASA per raggiungere ed esaminare il pianeta nano Cerere ) che sta orbitando intorno al corpo celeste, suggeriscono il contrario.
Recentemente gli scienziati hanno ottenuto nuove informazioni che sembrano contraddire l’ipotesi della Nasa. Ceres è geologicamente attivo, per cui alcuni scienziati tendono ad escludere la presenza di ghiaccio perché le luce riflessa era minore del 40 per cento rispetto a quella che avrebbe potuto riflettersi su strutture ghiacciate.
Qualora la luce fosse stata riflessa da particelle di ghiaccio allora la sua intensità sarebbe stata maggiore. Secondo la relazione redatta dal ricercatore principale della missione Alba, Chris Russell, presentata recentemente alla European Planetary Science Congress, molto probabilmente i punti luminosi di Cerere sono da attribuirsi alla presenza di depositi di sale.
Chris Russell :“Siamo certi che su Cerere non c’è del ghiaccio per cui come alternativa ipotizziamo la presenza di depositi di sale, anche se non sappiamo esattamente come si sia potuto formare su quella sterile superficie”, ha aggiunto lo scienziato. La nuova scoperta è molto importante perché la presenza di sale potrebbe essere un indicatore dell’esistenza di acqua sul pianeta nano. “Questo potrebbe indicare lla presenza di acqua, perché il sale non può fluttuare strutturalmente visto che deve essere trasportato allo stato liquido per emergere in superficie