“Chanel non fa scarpette di cristallo” di Barbara Fiorio

Creato il 22 febbraio 2012 da Alessandraz @RedazioneDiario

Pubblicato da Vittoria L. A.

Cari lettori,
oggi per voi c’è in serbo un ricco speciale su “Chanel non fa scarpette di cristallo” e sulla sua autrice, Barbara FiorioUscita a febbraio 2011 per Castelvecchi, questa piccola chicca, che mescola al sapore retrò di classici intramontabili un tocco moderno e frizzante, era passata un po’ in sordina. Fortunatamente i bei libri trovano sempre un modo per arrivare nelle mani di chi potrebbe amarli e apprezzarli e Chanel è arrivato nelle mie. Potete immaginare la mia felicità quando ho scoperto che la sua glamorousissima  autrice sarebbe stata presente al Lucca Comics and Games per presentare questo romanzo, all’interno dello stand Castelvecchi. 
Titolo: Chanel non fa scarpette di cristallo Autore: Barbara Fiorio Casa editrice: Castelvecchi
Pagine: 219
Prezzo: 14.90 Euro
Trama:
Cosa succederebbe se, anziché limitarsi a trasformare in storie la propria fantasia, gli autori delle fiabe più famose avessero stretto un patto con il diavolo condannando le proprie creature a uscire dalle pagine dei libri per affrontare i vizi e le virtù della quotidianità? Donne favolose si troverebbero a vivere in un mondo che non è decisamente un regno fatato né un posto per principesse, dove la realtà è fatta di lavori noiosi, problemi da risolvere e uomini davvero molto diversi dai principi azzurri. Una vita complicata, senza considerare che i termini del famoso patto stipulato alle loro spalle prevede una clausola fondamentale: la ragazza che nel corso della sua esistenza normale dovesse incontrare il vero amore perderebbe, insieme all'immortalità, anche il ricordo del tempo che fu, lasciando scivolare nell'oblio le antiche fiabe raccontate a tutte le bambine del mondo. Così, mentre alle porte del cuore di Beatrice, Maddalena e Penelope già bussano i rispettivi cavalieri, il divertente romanzo di Barbara Fiorio propone alle sue protagoniste l'eterno conflitto tra amore romantico e vita reale: chi vincerà?

RECENSIONE

“C’era una volta una donna il cui mestiere era quello di raccontare le storie. Andava ovunque offrendo la sua merce, racconti di avventura, di suspance, di orrore e di lussuria, tutto al prezzo giusto.”(Da Eva Luna di Isabel Allende )

C’è oggi una donna il cui mestiere è quello di raccontare le storie, vestendo di nuovo personaggi noti e regalandogli, come una novella Sherazade, ancora “una notte di vita”. Perché questo è ciò che fa Barbara Fiorio nel suo “Chanel non fa scarpette di cristallo”, riproporre personaggi amati delle favole tradizionali, inserendoli in un contesto moderno, ma senza snaturarne l’animo originale.
Uscito a febbraio 2011, questo libro va ad inserirsi perfettamente nel momento di  nuovo fulgore a cui le favole sono sottoposte, specialmente in campo cinematografico. Dopo la rivisitazione Burtoniana di “Alice in Wonderland”, si apprestano ad arrivare sul grande schermo in questo 2012 ben due trasposizioni di Biancaneve: una dolce e con vestiti a sbuffo per la regia di Tersem Singh, Mirror, Mirror, l’altra dal carattere guerriero e con il volto della Bella Swan di Twilight, Kirsten Stewart, in “Snow White and the Huntsman”. Stesso fenomeno vede coinvolgere la televisione grazie a due nuove serie dal sapore fiabesco, “Grimm” e “Once Upon a Time”. Niente di nuovo quindi, mi direte voi. Errore, vi rispondo io..
Il romanzo creato dalla Fiorio, non è un semplice rivisitazione in chiave moderna, anzi, forse si può dire che non è precisamente una rivisitazioneNon c’è un utilizzo della storia originale della quale l’autrice ha rivisitato parti cambiando contesto, personaggi o epiloghiNo, Barbara non da un lieto fine lì dove Andersen ha scelto di chiudere con le lacrime e non ha reso il viaggio di Alice meno brutale e insidioso in quello che nell’originale è tutto fuorché un paese delle meraviglie. Insomma, Barbara Fiorio non è Walt Disney!
Quello che ci propone l’autrice genovese è un proseguo delle storie di alcune delle protagoniste delle più famose fiabe che, in seguito ad un “Patto col Diavolo” stretto dagli autori che le hanno “create”, si sono ritrovate “a uscire dalle pagine dei libri per affrontare i vizi e le virtù della quotidianità “. Incontriamo quindi Beatrice, Penelope e Maddalena che, giusto prima dell’uscita nella navata della chiesa della loro amica Rossana, fanno le dovute congratulazioni. Ma c’è qualcosa di stonato in quello che dovrebbe essere un giorno di gioia  per tutti, una nota malinconica si insinua, lasciando trapelare che forse quei saluti nascondono qualcosa di più. 

<<Quindi lo ami proprio?>>, domandò Beatrice, alle sue spalle.Lei si voltò, si scostò il velo dal viso e guardandola negli occhi sorrise: <<Sì, davvero. E’ lui>>.<<Bè, se è lui vince il destino. Come si dice: sii felice o muori tentado>>, replicò l’amica abbracciandola.<<Oh, io sono così felice per te, Rossana!>>, la travolse Penelope con le lacrime agli occhi. <<Ci mancherai immensamente>>.
<<Lo so, ma so che non ci perderemo di vista, in un modo o nell’altro >>.<<Già, in un modo o nell’altro non ci perderemo>>, promise Maddalena. <<Noi ci saremo sempre>>.Le quattro amiche restarono in silenzio, concedendosi il tempo, con quella promessa, di allontanare la malinconia.

Forse la malinconia di questi saluti non è data solo dall’inevitabile cambiamento che un gruppo di donne affiatate, alla Sex and The City, subisce quando una di loro si sposa. Forse il legame tra Beatrice, Penelope, Maddalena e Rossana nasconde radici più lontane, profonde e misteriose per il lettore che le ha appena conosciuteMa così come fa Pollicino (tanto per rimanere in tema!), la Fiorio dissemina briciole di indizi tra le pagine, regalando un dettaglio qua o un riferimento in una casuale conversazione là, invogliando il lettore a seguire quel percorso di pane che lo porterà sulla giusta strada. Le amiche inseparabili del quartetto, che ormai è diventato un trio, saranno quindi le vere protagoniste dalla storia, e ognuna, caratterizzata a dovere, saprà incantarvi a suo modo. 
Maddalena è una donna pratica, forte e determinata. Ha una ditta che offre servizi a privati per sostituire in toto le donne moderne che ormai non hanno tempo di fare lavori domestici. 

“…super attici e villette (…) da pulire, catering da organizzare, animali da  accudire, compere da fare, bambini da portare a scuola… “.

Ha un fidanzato ma, nella sua disincantata visione dell’amore, si crogiola nelle (appaganti) visite saltuarie e non pensa ad un futuro Lieto FineBeatrice scrive storie fantastiche per bambini e canta con la sua voce carezzevole e suadente in un locale. Per lei, che nel Lieto Fine ha perso fiducia da tempo, niente fidanzati, solo un gatto, Zorro, particolare esemplare peloso con un caratterino niente male. Penelope è un’illustratrice con una splendida casa e, nonostante continui a negarlo, delle tre è la più aperta verso il futuro con il suo Lieto Fine. Sta con Giorgio, un Nefrologo dalla carriera brillante che vive all’estero e che vede saltuariamente, ma che continua a dire di volere di più da lei, nonostante sostanzialmente non cambi mai nulla.
Insieme a loro, ci saranno altri personaggi che faranno girare l’ironica giostra che Barbara Fiorio ha creato: la Nonna dalla vista acuta con il fedele Lupo, la Vecchia, bisbetica ostessa della trattoria e l’editore Guglielmo Karl, dalla bassa statura ma dal grande fiuto per gli affari. Questi sono solo alcuni dei comprimari che vi incanteranno.
“Chanel non fa scarpette di cristallo” è una bella storia che aiuta a sognare anche quando ci si è persi nella normalità di bicchieri mezzi vuoti. Lo stile dal tratto leggero e spigliato fa scorrere la lettura veloce come un soffio e i momenti scherzosi ed ironici vi faranno venire sorrisi da “stregatto in più di un’occasione. Protagonisti e comprimari sono perfettamente caratterizzati e ognuno ha elementi unici e particolari che li rende facilmente riconoscibili. La trama è ben congegnata e l’elemento misterioso viene dosato perfettamente per tutto il libro, creando la giusta aspettativa nel lettore. Divertentissimi e raffinati i due mini epiloghi, manna per lettori compulsivi e amanti del fantastico.
Un libro che molte leggeranno con piacere, perché in fin dei conti non si smette mai di sognare la scarpetta di cenerentola o il ballo nel castelloUn dono perfetto da condividere con le proprie figlie adolescenti o tra amiche. Un libro per quattro stagioni (non come la pizza, ma come le ballerine, quelle nere classiche, con il fiocchino, che vanno su tutto e puoi portare sempre) da leggere in ogni momento, in ogni luogo. 
Nel parco mentre ci si gode il primo sole primaverile (sperando di abbronzare le gambe per poter evitare le calze alla festa del Sabato Sera). In spiaggia sul lettino mentre rosoliamo felici cullate dal sottofondo delle onde e dal sentore di olio di cocco (e mentre rilassate non dobbiamo trattenere la pancia). In una sala da tè mentre ci ripariamo dalla prima tempesta autunnale imprecando (sempre con stile signorile, ci mancherebbe) per non aver pensato all’ombrello. In casa, rannicchiate su un comodo divano vicino al camino e con una tazza fumante di cioccolato al peperoncino (per quel tocco di calore in più), mentre fuori nevica.
Videointervista a Barbara Fiorio Eccoci finalmente arrivati alla videointervista fatta in occasione del Lucca Comics & Games 2011. Vedrete che Barbara spesso guarda di lato mentre parla perché molti passanti nonostante stessimo filmando, continuavano ad arrivarle a ridosso, tranquillamente disinteressati alla nostra telecamera. In più,  io continuavo a spostarmi e a muovere le braccia tipo “vigile urbano” per bloccarli (e fortunatamente questo non si vede!). Devo quindi un grazie a questa bella e brava autrice per aver fatto del suo meglio per ignorare la confusione che la circondava e peraverci regalato questa simpatica  intervista

L’AUTRICE
BARBARA FIORIO. Nata a Genova nel 1968, ha pubblicato C’era una svolta (2009). Ha due gatti, fa un ottimo salame dolce, è ghiotta di cioccolato, lancia fulmini e secondo alcuni legge nel pensiero, anche se ciò l’annoia spesso. Ha imparato che non tutti i rospi sono principi travestiti, ma mantiene ferma la convinzione che comportarsi da principessa sia imprescindibile per una vita da favola.


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