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Che ne sarà dei Boscimani del Kalahari?

Creato il 30 gennaio 2011 da Marianna06

Per il momento i Boscimani del Kalahari hanno visto riconosciuto il loro diritto a rientrare nelle proprie terre da una delle Corti d'appello del Botswana dopo anni di battaglie legali, di cui si è fatta carico giuridicamente l'Ong francese "SURVIVAL", che si occupa appunto dei diritti delle minoranze nel mondo.

Il territorio in questione, la riserva, dove in aggiunta  ora  è anche vietata la caccia, ha un'ampiezza di circa 53mila metri quadrati ossia è l'equivalente di un quinto di tutto il territorio dello Stato del Botswana.

Queste persone, uomini, donne, bambini e anziani, sono stati allontanati e  dall'oggi al domani , privandoli dell'accesso all'acqua, senza  ovviamente possibilità di replica.

Acqua ,per altro, presente solo in un unico pozzo della zona.

Questa poltica di espulsioni iniziò laggiù  a partire dagli anni '90 ,perché il Governo del Botswana ritenne più redditizio costruire in quelle aree dei centri turistici oppure dare licenza alle compagnie minerarie straniere di mettere in piedi impianti per l'estrazione dei diamanti.

I Boscimani si difesero e si difendono  tuttora come possono ma qualcosa di positivo si  è notata  solo quando c'è stata la  effettiva presa in carico legale  da parte di SURVIVAL.

Ed eravamo nel 2006.

Adesso si potrebbe cantare vittoria definitiva se non fosse che la"Gem Diamonds", con sede a Londra, ha già ottenuto dal Governo del Botswana la possibilità di aprire una miniera proprio in quelle che sono le terre dei Boscimani.

E pare che la prima richiesta esplicita della compagnia mineraria al Governo del Botswana sia stata proprio quella di non fornire più acqua ai Boscimani.

Quest'ultimi , incredibile ma vero, secondo la "Gem Diamonds"dovrebbero accontentarsi per bere e soddisfare  i propri usi domestici e igienici semplicemente dell'acqua delle piogge, quando ci sono, o del liquido che eventualmente possono estrarre dai frutti  che coltivano e/o dalle piante grasse spontanee.

Accanto ai danni prodotti dalle continue violenze e dai soprusi consumati sulla base di differenze religiose nei confronti delle tante minoranze del pianeta(e purtroppo ogni giorno di più l'elenco delle vittime si allunga), anche privare del diritto all'accesso all'acqua e, quindi alla vita, una popolazione è, mi pare, senza "ma" e senza "forse" un vero crimine aberrante.

Specie se fatto poi, spudoratamente, in nome del mercato e del guadagno facile.

  

  A cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)

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