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Check Point

Creato il 08 febbraio 2014 da Povna @povna

Il messaggio la raggiunge giovedì, sul treno del ritorno, mentre la ‘povna, fazzoletto alla mano, è impegnata in una lotta con il suo proprio moccio.
“Ciao, partenza confermata sabato, per le 13.50. Ce la fai a passare, dunque? La aspetto, mi farebbe un gran piacere”. Le parole (salti di forma inclusi) le fanno fare un balzo, e all’improvviso si ricorda: la piccola città, l’aeroporto, e una persona molto speciale che prende il volo per un viaggio, alla quale la ‘povna ha promesso, sulla scuola del ritorno, di portare il suo saluto in carne e piume.
Certo, attualmente è sotto uno schiacciasassi. E però ci sono richiami ai quali lei non può (non potrà mai) resistere. Dunque, veloce, digita:
“Ho un raffreddore spaventoso, ma, a meno di cataclismi, passo di sicuro. Ci sentiamo quando esco da scuola”.
L’”ok” di risposta è laconico, così come il personaggio. Ma alla ‘povna basta e avanza; e poi lo conosce da una vita.
Nel frattempo, l’aerosol, il fluimucil, il letto-lana-latte e tutto il resto iniziano a fare placidi, buon corso. Questa mattina, al momento di alzarsi, il rubinetto del naso pare ridimensionato e secco. E anche a scuola fare lezione ai Merry Men e alle Giovani Marmotte torna a essere un piacere. Si parla di argomenti belli: la zona grigia, Primo Levi, e “Parigi val bene una messa”. Oggi tutti sono particolarmente belli: Soldino ride, Weber, alla lavagna, prende appunti ineccepibili, Earnest e Stuffy fanno domande pertinenti. E poi, tra gli Esploratori, la lezione è partecipata e agile per gli interventi, sempre appassionatissimi, di Palinuro, Babe, Hipster, Faline e Armadietto. La ‘povna si gode proprio la mattina, tutta quanta. Eppure, se qualcuno che la conosce bene (per esempio, la sua Onda) avesse modo di guardarla, saprebbe che una parte infinitesima della sua attenzione resta altrove.
Al suono della campanella la ‘povna mette via libri e registro; prepara il power point per la Scuolaperta, saluta Stordita, Mr. House ed Esagono, percorre il consueto tratto di marciapiede e chiacchiere con Mr. Higgs, prima di andare al treno.
La mezz’ora che la separa dalla piccola città le sembra interminabile. E poi ci sono i cinque minuti di navetta.
“Sto arrivando, aspettami!” – telegrafa per sms.
“Sono davanti alle partenze”.
Come dio vuole, il bus finalmente si ferma. Telefono alla mano: “Dove sei, non riesco a vederti…”.
“Vicino al serpentone di gente, sulla destra… Ti vedo! Prof., sono qui, eccomi!”.
La ‘povna si gira e lui è lì, lunare come sempre. Due anni sono passati, e ancora le sembra ieri che se lo trovava in corridoio, tutti i giorni.
Come molti piaceri, è breve e intenso. Ma la ‘povna si getta in braccio al weekend con ben altro umore e consapevolezza. Pure in partenza per Berlino (per il suo primo periodo da solo, all’estero), Corto Maltese resta Corto Maltese.


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