Non è detto che chi muore oggi, non possa farlo anche domani. E' un dato di fatto. Del resto la morte è una cosa così strana che dà luogo a numerose credenze o peggio ancora frasi di un certo tenore. Magari accade come in Ubik e neanche ce ne rendiamo conto. Non è questione di fede o di più palpabile biologia, alle volte muori e non te ne rendi conto di preciso fino a quando non ti ricapita una seconda volta. E nel dubbio, se non muori te, muore tutto ciò che ti circonda. Vi immaginate Neo nel momento in cui scopre di essere dentro Matrix? Lui c'ha una vita pseudo normale o tranquilla, col computer, la rete ed i giochini da hacker. poi invece tutto quello che gli sembra vero è falso. Oppure il buon vecchio Deckard, che dà la caccia agli androidi giusto per rovinargli l'esistenza e poi sogna l'unicorno. Bastano piccoli indizi a stravolgerti il mondo. Indizi che segui con ostinazione per poi ritrovarti in un baratro e cadere giù. Ecco che muori e ti si apre un'altra strada. Tutta differente da prima, ma non sei immortale. Neanche se tu fossi Muad'Dib lo saresti: perchè Paul in un certo senso muore. E così te, che piano piano ti accorgi che qualcosa non torna, non quadra, c'è quella odiosa e maledetta matrice che fa le bizze. Il casino è che non siamo super eroi, siamo piuttosto i Kujan de I Soliti Sospetti, manipolati e fregati senza ombra di dubbio. A chi non sono girate le palle quando ha scoperto che Babbo Natale era tutta una mossa per fregarci? Ecco, quando uno viene fregato in quel modo non si tratta solo di uno schiaffo. E' peggio del bacio di Giuda. Ed allora sei lì come un Kujan dei poveri. Te ne stai con la sigaretta accesa che brilla nella notte, o con il tuo sambuchino troppo caldo per essere buttato giù, o semplicemente ti lanci a fari spenti nella notte per emulare Battisti. E mentre fai queste cose ripensi ad ogni indizio, ogni possibilità, ogni logica, ogni prova. Tutte le strade possibili portano ad un'unica poco attraente soluzione. Ti chiedi anche come mai la tua fiducia è venuta meno, è sparita di colpo e ti sei trasformato in un fottuto paranoico. Allora rivedi tutto a forza di flashback capendo che quanto era azzurro ieri, diventerò rosso domani. E' questione di pillole. Se il cucchiaio non esiste, viene da chiederti allora cosa sia quell'attrezzo con cui mangiavi la minestra fino a pochi minuti fa. Dal momento che sai, che prendi coscienza non puoi più tornare indietro. Nei film questo aspetto passa in secondo piano, ma nella realtà ti manda al manicomio. Ascoltavi certa musica, condividevi alcune passioni ed elogiavi i soliti attori, ma forse non era vero. Non erano veri neanche quelli, o gli incontri clandestini o le passeggiate a cala. Segui gli indizi del bianconiglio e decidi di fare una pausa. Ma il tasto play è rotto. Qualcuno dovrà aggiustarlo ed io sono sicuro di non esserne capace.
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Non è detto che chi muore oggi, non possa farlo anche domani. E' un dato di fatto. Del resto la morte è una cosa così strana che dà luogo a numerose credenze o peggio ancora frasi di un certo tenore. Magari accade come in Ubik e neanche ce ne rendiamo conto. Non è questione di fede o di più palpabile biologia, alle volte muori e non te ne rendi conto di preciso fino a quando non ti ricapita una seconda volta. E nel dubbio, se non muori te, muore tutto ciò che ti circonda. Vi immaginate Neo nel momento in cui scopre di essere dentro Matrix? Lui c'ha una vita pseudo normale o tranquilla, col computer, la rete ed i giochini da hacker. poi invece tutto quello che gli sembra vero è falso. Oppure il buon vecchio Deckard, che dà la caccia agli androidi giusto per rovinargli l'esistenza e poi sogna l'unicorno. Bastano piccoli indizi a stravolgerti il mondo. Indizi che segui con ostinazione per poi ritrovarti in un baratro e cadere giù. Ecco che muori e ti si apre un'altra strada. Tutta differente da prima, ma non sei immortale. Neanche se tu fossi Muad'Dib lo saresti: perchè Paul in un certo senso muore. E così te, che piano piano ti accorgi che qualcosa non torna, non quadra, c'è quella odiosa e maledetta matrice che fa le bizze. Il casino è che non siamo super eroi, siamo piuttosto i Kujan de I Soliti Sospetti, manipolati e fregati senza ombra di dubbio. A chi non sono girate le palle quando ha scoperto che Babbo Natale era tutta una mossa per fregarci? Ecco, quando uno viene fregato in quel modo non si tratta solo di uno schiaffo. E' peggio del bacio di Giuda. Ed allora sei lì come un Kujan dei poveri. Te ne stai con la sigaretta accesa che brilla nella notte, o con il tuo sambuchino troppo caldo per essere buttato giù, o semplicemente ti lanci a fari spenti nella notte per emulare Battisti. E mentre fai queste cose ripensi ad ogni indizio, ogni possibilità, ogni logica, ogni prova. Tutte le strade possibili portano ad un'unica poco attraente soluzione. Ti chiedi anche come mai la tua fiducia è venuta meno, è sparita di colpo e ti sei trasformato in un fottuto paranoico. Allora rivedi tutto a forza di flashback capendo che quanto era azzurro ieri, diventerò rosso domani. E' questione di pillole. Se il cucchiaio non esiste, viene da chiederti allora cosa sia quell'attrezzo con cui mangiavi la minestra fino a pochi minuti fa. Dal momento che sai, che prendi coscienza non puoi più tornare indietro. Nei film questo aspetto passa in secondo piano, ma nella realtà ti manda al manicomio. Ascoltavi certa musica, condividevi alcune passioni ed elogiavi i soliti attori, ma forse non era vero. Non erano veri neanche quelli, o gli incontri clandestini o le passeggiate a cala. Segui gli indizi del bianconiglio e decidi di fare una pausa. Ma il tasto play è rotto. Qualcuno dovrà aggiustarlo ed io sono sicuro di non esserne capace.
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