Quando Berlusconi scese in campo, spazzò via il sistema politico che si era retto fino ad allora.
Costruito a tavolino, da un’equipe di sondaggisti, esperti di marketing, pubblicitari e curatori dell’immagine; figure che fin ad allora nulla avevano a che fare con la politica, quel sistema, metteva al centro la forma più che la sostanza, l’immagine più che il contenuto, per cui aveva bisogno non di una persona ma di una sua rappresentazione: un simulacro.
Quel modello, in Italia battezzato con l’appellativo di berlusconismo, ha prodotto una spettacolarizzazione della politica ma, non era il frutto di un’idea originale, bensì recepiva, ciò che nella società globale si era da qualche tempo programmato: una volontà di crescita illimitata, che confezionava desideri-prodotti senza i quali doveva risultare impossibile vivere. E per attuare i desiderata di questo dogma economico, il rappresentante, politico tradizionale, poteva essere un ostacolo, anche perché un mediatore e, allora perché non gestire direttamente il potere?
Oggi dopo cinque anni di crisi finanziaria ed economica il mondo si interroga su quel modello neo liberale. Sono nati molti movimenti che gli si oppongono proponendo come rimedio la decrescita e l’antimodernità ma, i vari Occupy e Indigandos, sparsi per il mondo, non incidono sulle dinamiche di potere, anzi sembrano essi stessi un prodotto del potere, quasi una valvola necessaria che possa raccogliere e pacificare gli animi che non si adeguano.
In tutto ciò le masse, invece, di viverla la vita la rappresentano. Uomini ridotti in tante comparse, in attesa dei loro “cinque minuti di celebrità”, recitano il copione della loro leggenda personale: la vita che vorrebbero.
E oggi, Casaleggio, attraverso gli influencer, vale a dire un 10% di persone molto attive nella vita e su internet capaci di influenzare le opinioni del restante 90%, Gori attraverso il format Yes we can … adesso! e lo staff di Berlusconi con tutti i mezzi a disposizione, stanno lavorando per donarci il nuovo simulacro.
L’uomo qualunque, intanto, attende che venga steso il nuovo velo di Maya sull’Italia, altrimenti, ormai incapace di riconoscere la realtà, supporrebbe di trovarsi di fronte a un bluff.


