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Chi va con lo Zoppo... ascolta 'Among different sights', il nuovo album degli Exawatt

Creato il 09 marzo 2011 da Conlozoppo
1992. "Images and words". Con il secondo disco dei Dream Theater i mondi metal e prog subiscono uno storico scossone: benchè Fates Warning, Queensryche e Crimson Glory - e ancor prima, mutatis mutandis, i Rush - abbiano posto le basi per questa fusione di generi, i DT esprimono nel migliore dei modi l'interpretazione in chiave art-rock del patrimonio heavy metal. Il progressive-metal ha influenzato migliaia di giovani emuli in tutto il mondo, ma è anche durato poco e ha lasciato una discografia nella quale ben pochi sono i titoli davvero indispensabili.
Ad un ventennio dal boom di Petrucci e soci il movimento prog-metal manifesta ancora vitalità, benchè le innovazioni e l'originalità siano del tutto scomparse. Ci sono però formazioni che si propongono con onestà quali convincenti interpreti di quella direzione stilistica: è il caso dei nostrani Exawatt. La storica formazione perugina, attiva esattamente da 20 anni, approda alla Musea per il suo secondo album: "Among different sights" è un atto d'omaggio a quei tempi d'oro, a quell'alba degli anni '90 durante la quale era possibile - se non doveroso... - introdurre nel linguaggio metal elementi "alieni" e imprevedibili. Per questo nuovo lavoro i ragazzi hanno investito sull'estero: il mastering di Markus Teske rende il disco competitivo con i numerosi lavori simili stranieri.
Gli Exawatt puntano molto sulla componente melodica, valorizzara nelle composizioni che arrivano subito al dunque, nela doppia presenza vocale (Luca Benni e Cecilia Menghi), con la grinta e il groove che sostengono l'intera operazione (esemplare "My friend"). "Red sin", "Exa What?", l'eclettica "Lucid dream" presentano una formula sicura, con respiro epico, ritmiche granitiche, azzeccati assist per assoli di chitarre e tastiere (ottima "patient"). Altri brani ("Tomorrow" ad es.) si dirigono esplicitamente verso quel metal melodico alla Vision Divine che accomuna i nostri a nuove leve come Silver Lake e Soul Of Steel, ma con un tocco di classe e sicurezza in più, come dimostra la cangiante "Garden of the dark lord". Chicca finale: una cover di "Breakfast in America" come ghost track...
Un bel secondo album, che nulla aggiunge al genere ma che si lascia ascoltare con piacere poichè meditato e realizzato con professionalità.
http://www.exawatt.it
(Recensione apparsa su: http://www.movimentiprog.net/modules.php?op=modload&name=Recensioni&file=view&id=3398)

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