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Chievo-Inter 0-2

Creato il 27 settembre 2012 da Domenico11
Chievo-Inter 0-2A questo punto, ci vorrebbe un campionato da disputare sempre in trasferta. Quantomeno per il risultato, visto che il gioco ancora latita. Per lunghi tratti di gara l’Inter è stata troppo bassa e con pochi elementi pronti ad accompagnare l’azione in attacco, dove Milito (6) si è dato un gran da fare, anche in fase di ripiegamento, ma è stato spesso costretto a girare lontano dall’area di rigore. Però i tre punti sono un buon antidepressivo e ci rendono più indulgenti. Non sappiamo se si tratti di una vittoria postuma di Gasperini, silurato per la difesa a tre, ora riproposta contro il Chievo. Per un giudizio equilibrato, occorre attendere un avversario più impegnativo.
Non che i veneti non ci abbiano impensierito, anzi Handanovic (7) è stato il migliore in campo, con un paio di interventi puntuali. Dei tre difensori, bene Ranocchia (7), che non ha sbagliato nulla e che, in questo inizio di stagione, si sta rivelando il più affidabile. A differenza di Juan Jesus (6), ancora insicuro nei movimenti di reparto, e di Samuel (5,5), quasi sempre in ritardo negli interventi, nonostante un discreto secondo tempo. Da rivedere la linea dei cinque centrocampisti, anche se piace il dinamismo di Nagatomo (6) e Pereira (6,5), autore del primo gol nerazzurro (fuorigioco di un paio di centimetri). Zanetti (6), dopo l’avvio shock (due interventi difensivi sbagliati che potevano costare caro), è uscito alla distanza, confermandosi il solito diesel; Cambiasso (6) è rimasto eccessivamente schiacciato sulla difesa; Guarin (6) non sembra ancora in grado di prendere le chiavi del centrocampo. Manca qualità, quella che dovrebbero dare Sneijder (sv) e Cassano (6,5), autore del provvidenziale raddoppio, proprio quando la squadra cominciava a soffrire il forcing del Chievo. Bene nell’interdizione Gargano (6), autore anche dell’assist per il raddoppio, però continua a sbagliare passaggi elementari.
Considerato che gli errori in fase di appoggio interessano un po’ tutta la squadra, si potrebbe ricorrere al “rimedio della nonna” che il Trap inflisse a Jurgen Klinsmann: un quarto d’ora al giorno di passaggi contro il muro.

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