Chirurgia d’affetto di Emanuela Carniti, figlia di Alda Merini

Da Ornellaspagnulo82 @OrnellaSpagnulo

A mia madre

In carcere anch’io con te Madre
senza chiavi d’evasione
e la paura fa cornice al giorno.

Nei perfetti giardini del “PINI”
un’errabonda confusione di
corpi e pensieri, storie e parole
saliva al cielo
preghiera infinita.

E là
nell’enorme cattedrale
aspettavamo Dio.

Ma vedi, sto seduta
adesso
a un tavolo diverso
non temo più le folli urla.

Ho bevuto solitudine e strazio
ma le vivo come allora.

Fammi allora un dono Madre:
suona una volta ancora
l’orfica cetra e dimmi addio
come benedizione. 

Il tuo ricordo taglierò allora a strisce
a ornare un grembo avverso
di multicolori stelle filanti.
Ed è di nuovo Carnevale!

Emanuela Carniti

*

E giunge l’ora
del riscatto
comunque vada
con la bisaccia in spalla
partirò
dove mi portano vento ed emozione
e il tuo volto di sfinge non diventa seduzione.

Sai, correvo dietro all’aquilone
credevo magiche peripezie
il suo volo bruciato dal sole.

Invece come sempre era un miraggio.

Noi lontane
come sorelle abbandonate
incomprese amiche
e dannatamente furbe
per dichiararci pace.

Salutiamoci adesso amore
come si confà tra gli amanti,
nel silenzio di un bacio
e le lacrime opprimenti.

Ricordiamo felici i bei momenti
le risa e le battute
le lotte senza tregua.

Tragitti tra un letto e il tuo telefono.

Pensavo non ti avrei raccolta
tra le rovine del tuo tempio.
Ma sei tutta qui
nei grumi dentro l’anima.

TI ho disseppellita
ricreata a somiglianza
e varco con te
la mia speranza.

Emanuela Carniti

Da Chirurgia d’affetto di Emanuela Carniti, Onirica Edizioni, 2014



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