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Cinema, la recensione del film coreano “Ode to my father”

Creato il 03 maggio 2015 da Stivalepensante @StivalePensante

(Recensione di Alessandro Giovannini per “storiadeifilm.it“) - “Ode to my father” è un film coreano del regista JK Youn, con Jeong-min Hwang, Yunjin Kim, Dal-su Oh, Jin-young Jung e Young-nam Jang.

Il trailer sottotitolato in inglese di “Ode to my father”, dal canale YouTube CJEntertainmentUSA.

Biografia di Deok-soo, padre del regista Je-kyoon Yoon: bambino allo scoppio della guerra di Corea, esule del Nord nella misera Busan degli anni ’50, Lavoratore nelle miniere di carbone in Germania per mantenere la famiglia e pagare gli studi al fratello minore ed il matrimonio alla sorella, tormentato tutta la vita dalla perdita del padre e di una sorellina di cui aveva la responsabilità durante la fuga dai bombardamenti, la sua storia è la più classica ed efficace sineddoche delle sofferenze di un popolo durante turbolenti decenni di storia, fra sogni irrealizzati e speranze miracolosamente esaudite.

Fra i migliori film presentati a al Far East Film Festival 2015, questo film epico costituisce in primo luogo uno sterminato serbatoio di informazioni storiche per tutti coloro che vogliano farsi un’idea più precisa della storia della Corea del Sud degli ultimi 70 anni, a partire dall’esodo dei profughi nordcoreani verso il sud durante i bombardamenti cinesi a partire dal 1950, avvenimento che lacerò intere famiglie, portando a casi di separazione di parenti ritrovatisi poi dopo decenni. In questo senso apertura e chiusura del film sono episodi straordinari, il primo per l’efficace ricostruzione di scene di massa coaduvate da un convincente reparto di VFX che contribuisce a creare tensione drammatica alle toccanti scene di fuga di massa di pvera gente che cerca riparo sulle navi militari americane; la seconda per… (per continuare a leggere la recensione > “storiadeifilm.it”']);">cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).


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