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Circuits – Recensione

Da Videogiochi @ZGiochi
Recensione del 12/03/2014

Cover Circuits

Mobile TESTATO SU
MOBILE

Genere: , Rhythm

Sviluppatore:

Produttore: Digital Tentacle

Distributore: Digital Delivery

Lingua: Inglese

Giocatori: 1

Data di uscita: 26/02/2014

VISITA LA SCHEDA DI Circuits

Pro-1Facile da imparare ma, nelle fasi avanzate, impegnativo Contro-1Nessuna modalità extra

Pro-2Buon grado di originalità rispetto al panorama digitale odierno

Pro-3Sistema di controlli minimal e molto funzionale

Abbiamo più volte ricordato come i nostri ormai inseparabili dispositivi portatili trabocchino di applicazioni poco originali, molto spesso cloni di cloni di ben scarsa fattura (per non dir di peggio), installate pensando a chissà quale divertente passatempo e cancellate nel giro di un battito di ciglia. Nonostante ciò, nel mare magnum della mediocrità ogni tanto capita di intravedere una piccola, fioca, luce di speranza, rappresentata da applicazioni poco pubblicizzate, o che non si meritano di entrare nelle fantomatiche “scelte dalla redazione” dell’Apple Store, ma che in realtà racchiudono un buon potenziale ed ottime idee. Circuits, fortunatamente, è una di queste applicazioni.

circuits-evidenza

ORECCHIO ASSOLUTO

Esatto. Per cimentarsi in Circuits ci vuole un orecchio allenato e giusto un po’ di pazienza. Innanzitutto, volendo partire dalle fondamenta, possiamo dire che la produzione dei ragazzi di Digital Tentacle è adagiata su un totale, severo, minimalismo (intendiamoci, comunque funziona più che bene) sia per quanto riguarda la presentazione generale, che per ciò che concerne il gameplay. Nei venticinque livelli offerti dal titolo, l’obiettivo risulta sostanzialmente unico: ovvero ricomporre, in modo esatto, la melodia (per lo più campionature di musica elettronica) proposta. Come abbiamo poc’anzi anticipato, sia la presentazione, sia il gameplay, si presentano assai minimal e strettamente legati fra loro. L’aspetto grafico riproduce essenzialmente quello tipico dei circuiti elettronici, con un percorso principale seguito dal beat principale ed alcune ramificazioni, di diverso colore, che rappresentano altrettante aggiunte al sound di base. Sono proprio queste ultime a dover esser inserite nel giusto ordine, scegliendo tra le molte opzioni e variazioni sul tema, al fine di ricreare correttamente il pezzo di partenza e superare così lo stage.

Una barra inferiore permette di ascoltare il pezzo a loop, nonché di spostare la riproduzione nel punto che maggiormente vi interessa; mentre un piccolo menu, posto nella parte alta dello schermo, consente di selezionare ed isolare il percorso del colore desiderato, in modo da ascoltare solo ed esclusivamente un sound alla volta, così da capire quale, tra le molte possibilità proposte e tra cui scegliere, sia quello giusto. Una volta riconosciuti tutti, non dovete far altro che trascinarli negli slot del circuito corrispondenti, cliccare play ed il gioco è fatto.

All’apparenza sembra abbastanza facile, ma Circuits smentisce quasi subito questo assunto, proponendo delle campionature alcune volte davvero complesse, contenenti molti sound e ritmi differenti dalle molte variabili e tempi, ai più difficili da riconoscere, trattandosi di musica elettronica. All’inizio infatti sembra tutto simile, non si riesce ad operare un distinguo; molto presto però si inizia a prendere confidenza e in men che non si dica il Rain Man che c’è in ognuno di noi inizia a tenere il ritmo battendo i piedi, a riconoscere le melodie, le piccole variazioni e dare un senso logico alle differenti campionature. Circuits, possiamo dirlo senza patema di sembrare benpensanti, risulta essere un titolo molto carino, abbastanza originale da conquistarvi sin dal secondo stage e tanto semplice da imparare, quanto impegnativo da richiedere una buona dose di attenzione nell’ascolto delle sue molte campionature di musica elettronica. Ciò che invece ci ha lasciato un po’ stupiti è stata la totale assenza di qualsivoglia modalità extra (la struttura del progetto forse non la permetteva) che potesse accrescerne la longevità. I venticinque stage proposti, nonostante siano impegnativi (i primi, al solito, fungono da tutorial a schermo), sono comunque pochi.

Circuits – Recensione

IN CONCLUSIONE
Circuits, come dicevamo nel corpo della recensione, possiede quel grado di originalità che, a ben guardare, ormai poche produzioni per dispositivi mobile possiedono. Da giocare rigorosamente con le cuffie, si viene molto presto catturati dal sound elettronico e dall'intrigante obiettivo di riprodurre con esattezza la campionatura proposta. I venticinque livelli sono impegnativi, ma si sente la mancanza di qualche modalità extra che avrebbe potuto estenderne la longevità. ZVOTO 7
Voto dei lettori7
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