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City-logistics seconda parte

Creato il 25 gennaio 2011 da Quattroparole

Diego Spadafora, membro della commissione cultura del Popolo della Libertà di Novara ha effettuato un suo studio sulla City Logistics della nostra città, in esclusiva per “4 parole” ve lo proponiamo sperando che possiate darci un vostro giudizio, commento su questo importante argomento.

Studi e soluzioni proposte

In Italia, come nelle città europee, sono stati fatti studi e analisi da cui sono derivate delle possibili soluzioni,

City-logistics seconda parte
interventi per tentare di ridimensionare le esternalità negative generate dai traffici. Queste soluzioni possono essere distinte in base alla loro complessità:

Interventi importanti: comportano lunghe progettazioni, prevedono cambiamenti radicali nel sistema di distribuzione in uso con un ingente impegno di risorse economiche;

Intereventi ridotti: sono meno onerosi, non comportano progettazioni complesse ed essenzialmente tendono a limitare la libertà di circolazione.

Fanno parte del primo gruppo i seguenti interventi:

1. Trasporto e consegna notturna delle merci: si tratta di una soluzione molto discussa perché se da un lato consentirebbe un incremento di almeno il 20% della velocità commerciale dei veicoli rispetto quelle dell’orario diurno, con conseguente diminuzione dei consumi e delle emissioni nocive, dall’altro comporterebbe un aumento dell’inquinamento acustico notturno nonché un incremento dei costi del personale a carico dei destinatari.

2. Creazione di piattaforme urbane con funzioni di centri obbligati per la raccolta e di smistamento: i cosiddetti CDU (centri di distribuzione urbana).

Queste piattaforme dovranno essere posizionate vicino ai centri cittadini e avranno la funzione di ricevere la merce proveniente dai fornitori, poi si separano le merci per aree o zone di destinazione, poi si caricano sui veicoli (possibilmente ecologici) per distribuirle ai clienti.

Questa soluzione si può ritenere interessante ma va comunque valutata con attenzione. Infatti, se da un lato l’ottimizzazione dei carichi e dei percorsi ridurrebbe i tempi di consegna, dall’altra la rottura dei carichi e la loro gestione comporterebbe un incremento dei costi per i clienti e, se questa non è opportunamente organizzata, potrebbe portare anche una diminuzione del servizio.

Infine, si deve necessariamente aprire il dibattito sulle modalità di gestione della piattaforma ossia, quali enti devono essere coinvolti, modalità di gestione del servizio, a chi potrebbe essere concesso.

3. Creazione di pick up and delivery points: si possono creare punti di raccolta e consegna, diffusamente sul territorio, che possono essere raggiunti direttamente sia dai fornitori sia dai clienti finali con mezzi propri o addirittura a piedi. Questa soluzione non interromperebbe il rapporto, anche di natura contrattuale, che lega il produttore con il trasportatore che nel caso del CDU di fatto, il trasportatore non potrebbe più fornire un servizio door to door. La creazione di questi pick up and delivery points appare una soluzione molto interessante soprattutto per lo sviluppo esponenziale che ha recentemente riscontrato l’e-commerce.

4. Utilizzo di veicoli a basso o nullo potere inquinante: l’obbligo di utilizzo di mezzi a metano, gpl o elettrici consentirebbero una notevole riduzione delle emissioni di agenti inquinanti. Questa soluzione richiede ingenti investimenti che molti padroncini non sarebbero in grado di sostenere. Inoltre elemento da considerare è la minore autonomia dei mezzi ecologici rispetto quelli tradizionali.

Nel secondo gruppo di soluzioni si segnalano:

  1. La limitazione del trasporto merci a fasce orarie giornaliere: questo tipo di intervento agisce sulle abitudini consuetudinarie di trasportatori e di clienti, tale soluzione a costi di realizzo quasi nulli è stata perseguita da molte città che generalmente hanno cercato di deconflittare il traffico del trasporto cittadino giornaliero, scuole, uffici ecc, assegnando fasce orarie per la consegna. Questa soluzione potrebbe essere ritenuta ottimale ma essenzialmente non interviene minimamente sulla riduzione della congestione e dell’inquinamento.
  2. Impostazione di pedaggi alla sosta e al transito nelle zone centrali, chiusura dei centri storici o date zone ZTL; provvedimento di immediata attuazione che è stato adottato da molte città italiane, l’obiettivo è disincentivare l’uso dei mezzi in città, l’effetto è notevolmente ridotto a causa delle innumerevoli deroghe concesse. Su questa soluzione si dovrà prevedere un sistema di controllo accessi tramite strumenti elettronici.
  3. Limitazione alla dimensione dei mezzi per il trasporto merci: soluzione adottata in molte città al fine di evitare che mezzi di grosse dimensioni, autotreni o autoarticolati, circolino nelle strade dei centri cittadini.

Le soluzioni proposte sia del primo sia del secondo gruppo possono incidere in maniera discreta su diversi aspetti tra cui la diminuzione dell’inquinamento, la riduzione della congestione del traffico e assicurare un adeguato livello di servizio. Da considerare che non esiste la soluzione che rappresenta quella migliore per ciascun aspetto, sarà compito e responsabilità delle amministrazioni individuare il livello di obiettivi che si vuole raggiungere e il corrispondente intervento da attuare in considerazione della specificità realtà cittadina.

 


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