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Claire Berlinski, la lettera del Times e Norimberga

Creato il 27 luglio 2013 da Istanbulavrupa

Claire Berlinski, la lettera del Times e NorimbergaQualche giorno fa, il quotidiano britannico The Times ha pubblicato una lettera aperta rivolta a Erdoğan – in realtà, un annuncio a pagamento – per denunciare la repressione delle proteste di piazza che hanno avuto origine nel parco Gezi. A firmarla, artisti e intellettuali del calibro di Sean Penn, Susan Sarandon, David Lynch, Ben Kingsley e altri ancora.

I toni sono durissimi: critiche comunque basate su fatti. Poi però si arriva a un passaggio che fa inorridire: “Yet, only days after clearing Taksim Square and Gezi Park relying on untold brutal force, you held a meeting in Istanbul, reminiscent of the Nuremberg Rally, with total disregard for the five dead whose only crime was to oppose your dictatorial rules.

Sorvolo sulle “dictatorial rules“, è l’accostamento del grande comizio di Istanbul – di cui ho parlato qui “L’Erdoğan pride di Istanbul“, sottolineando l’immensa partecipazione spontanea – alle parate naziste di Norimberga che deve far inorridire ogni persona dotata di un minimo di buon senso.

Erdoğan ha annunciato una querela per diffamazione: e fa benissimo! Anzi, mi chiedo come il Times – anche dietro pagamento – abbia potuto pubblicare un insulto del genere senza fiatare.

Inquietante anche il riferimento alla Repubblica secolare; i manifestanti, infatti, vengono definiti come “nothing but youngsters wanting Turkey to Remain a Secular Republic as designed by its founder Kemal Ataturk“. A parte il fatto che nessuno ha mai pensato di modificare il carattere secolare dello stato turco, ma davvero uno studioso del calibro di Andrew Mango non sa che la “repubblica secolare” è stata per decenni una dittatura, si è poi trasformata in autocrazia di stampo militarista e in nome del laicismo e di un nazionalismo esclusivista ha sempre e costantemente discriminato decine di milioni di cittadini turchi a causa della loro fede religiosa e della loro appartenenza etnica?

Tra i firmatari – anzi, la prima firmataria (magari solo per ragioni alfabetiche) – c’è anche una persona che ho incontrato una volta di persona. Si chiama Claire Berlinski, è una studiosa e scrittrice americana che lavora come giornalista a Istanbul; l’ho incontrata la scorsa estate a un convegno organizzato ad Abant dai gülenisti (musulmani osservanti): eravamo seduti con degli amici a un tavolo dopo cena, appena arrivata in hotel si è avvicinata confessando di aver voglia di un bicchiere di vino per accompagnare la sua cena ritardata e – in modo sprezzante – ha fatto notare come lì lo non aveva speranza di trovarne (l’espressione facciale e il tono dicevano: “guarda tu in mezzo a che gentaglia sono capitata”). Che razza di professionalità e tendenziale imparzialità può avere chi ha un atteggiamento del genere, chi firma lettere in cui si dà sostanzialmente del nazista – solo perché ha idee e valori diversi – al primo ministro di un paese di si dovrebbe saper cogliere tendenze, sfaccettature e complessità?


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