Clandestine, Prime impressioni

Creato il 06 marzo 2015 da Edoedo77

Di Fabio Cecco D’Ortona ed Antonio Patti

Il formato Early Access di Steam ha sempre più importanza nel mondo di Valve. È grazie ad esso se, soprattutto piccole software house, possono raccogliere feedback e riordinare le idee per mezzo dei consigli della vastissima community di questo colosso.

Tra applicazioni abbandonate a se stesse ed altre poco interessanti, se ne trovano tante altre intriganti per setting e gameplay, come Clandestine, che abbiamo avuto modo di provare nella versione Beta 0.5; titolo sul quale gli sviluppatori stanno lavorando e continueranno a farlo finché non si arriverà in dirittura d’arrivo, al rilascio vero e proprio che sancirà il successo, o meno, del titolo stealth targato Logic Artists.

UN SALTO NEL PASSATO

Prima di snocciolare nel dettaglio quella che è stata la nostra esperienza di gioco e quali sono i contenuti ad oggi giocabili, facciamo una premessa: Clandestine è uno stealth/hacking game ambientato negli anni ’90, più precisamente nel 1996, ad un lustro di distanza dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Una serie di strani incidenti e omicidi hanno allertato le più importanti agenzie di spionaggio, vista la scomparsa di molti veterani della Guerra Fredda.
Ciò ha scatenato la nascita di una task force esecutiva, finanziata per vie traverse e gestita da ufficiali ombra: Katya Kozlova e l’hacker Martin Symborski, che verranno inviati in giro per l’Europa e il Nord America per risolvere situazioni fastidiose come fughe di notizie, investigazioni scomode e tanto altro.

COOPERAZIONE ASINCRONA

Clandestine non è soltanto questo, perché nasce prima di tutto come titolo cooperativo asimmetrico, nel senso che mentre un giocatore dovrà fare le veci della rossa Katya, una spia brava nel corpo a corpo, l’altro andrà a svolgere il ruolo di hacker, in modo tale da coprire le spalle alla compagna, aggirando sistemi di sicurezza, tastierini numerici, allarmi e telecamere.
L’armonia dei ruoli risulta evidente, nonostante si possa approcciare il titolo anche in solitaria, giostrando movenze ed azioni della bella Katya prima e dell’hacker dopo, e soltanto quando necessario.

Partiamo col dire che Clandestine, oggi, non dà molti contenuti per cui spendere ad occhi chiusi i 26,99 euro richiesti per una copia in Early Access.
Sebbene il progetto si presenti ambizioso, lo stato di sviluppo è ancora troppo acerbo perché lo si possa considerare un investimento sicuro o consigliato, malgrado una data di rilascio approssimativa dichiarata, che lo vedrebbe arrivare nella versione 1.0 il mese prossimo.

Il secondo aspetto da non sottovalutare rappresenta la carenza di contenuti presenti al momento: potrete infatti cimentarvi con un tutorial e con quattro sfide soltanto; nessuna possibilità di testare quella che sarà la modalità storia, probabilmente composta da otto missioni principali a guardare il menu di gioco principale.

QUATTRO SFIDE E TANTE PROMESSE


Originalità non è la parola giusta per riassumere Clandestine, che prende a piene mani dai tanti esponenti action/steath apprezzati ed osannati negli anni, dai Splinter Cell agli Hitman e così via, ma uno degli aspetti che tra tutti potrebbe catturare l’attenzione è la cooperazione online messa in mostra dagli sviluppatori; così facendo, un titolo indipendente chiaramente non alla pari di produzioni dal grosso budget di sviluppo potrebbe riscuotere consensi e farsi apprezzare, quanto meno dai veterani che ad esempio non disdegneranno affatto l’anima hardcore di questo prodotto, che fornisce sì degli armamenti letali con cui abbattere il nemico, ma allo stesso tempo non si presta altrettanto bene nel perdonarci un errore di approccio.

Benché si tratti sempre dello stesso nemico, modelli base di guardie munite di semplici pistole, farsi beccare in flagrante significherà far scattare gli allarmi; e sappiamo bene quanto questo possa complicare i nostri piani, se intenzionati nell’abbattere tutte le minacce nemiche del livello, sull’ordine delle 15-18 unità nelle quattro sfide giocate. Reagiscono ai rumori, se entriamo nel loro campo visivo e nel caso in cui la nostra mira faccia cilecca perfino da brevi distanze, e ci danno occasione per testare l’abilità con la pistola e in azioni furtive, grazie alle quali poter stordire o uccidere un nemico afferrandolo da dietro le spalle.

Al perfetto clima da stealth si accostano però decise imperfezioni: dai modelli dei nemici tutti uguali a glitch grafici e compenetrazioni poligonali durante i movimenti dell’alter-ego, dalla legnosità di animazioni a quella del cambio riparo, imperfezioni che a nostro avviso ritroveremo perfino nella versione definitiva.
Risalta all’occhio la povertà di certi ambienti, non per level design che risulta ispirato, quanto in termini di qualità tecnica, sia poligonale e di texture che in quelli di ottimizzazione, costringendoci a caricamenti un po’ lunghi anche su hardware importante e a cali di frame piuttosto pesanti.

Quindi perché dargli una possibilità? Semplicemente perché è un vero stealth game con una componente hacking non banale, grazie alla quale potremo inserire virus nel sistema, quindi controllare telecamere, estrapolare codici di accesso ad aree speciali, per conseguire l’obiettivo della missione.
Clandestine è una esercitazione ed una scommessa sulle proprie capacità, anche per lo sviluppatore stesso, a cui va dato atto di aver saputo costruire un quadro storico plausibile e intrigante. Nonostante la presenza delle sole sfide, è grazie ad esse che abbiamo captato una sorta di segnale, che potrebbe trasformarsi in qualcosa di più a lavoro ultimato.

Le tappe causa di queste sensazioni vanno da Copenaghen a Francoforte, passando per Seattle e Vienna. Nella sfida numero uno si verrà catapultati all’interno di un sito di costruzione per proteggere la già limitata rete di informazioni in possesso nel Nord Europa: dovremo in pratica far scomparire delle prove che hanno incastrato due spie, stando attenti al comando mobile che perlustra quell’area.

Liberare lo spazio dalle minacce è il primo obiettivo del giocatore, che a quel punto potrà portare a termine più facilmente l’incarico. Nella seconda sfida ci troveremo a che fare con una azienda, la Seidel Technik, comprata da una multinazionale nel ’91; tramite essa viene ripulito del denaro e il nostro compito sarà quello di capirne di più su tutta l’organizzazione, per decifrare e conoscere nel dettaglio la situazione finanziaria della stessa.


Quindi una capatina in America, precisamente a Seattle, dove la Helios Microcomputing – piccola startup – è stata acquistata dal conosciutissimo inventore di software Stephen Heredia; secondo i dati in possesso della task force, uno dei componenti chiave di una suite capace di gestire grosse quantità di dati si trova qui. Infine, un incarico all’interno degli uffici dell’Interpol di Vienna, che indagano su dei traffici di droga.
Uno dei loro obiettivi è un amico dell’associazione segreta per la quale lavoriamo, Veselin Vatkov, che è stato messo sotto osservazione per quattro anni interi. Qui avremo a che fare con una infinità di telecamere e guardie, a chiudere così il quadro delle attività proposte, che forniscono quanto basta per farsi una chiara idea di cosa è Clandestine e fa ben sperare a riguardo di una modalità in singolo, che a questo punto determinerà la riuscita, o il fallimento, di un progetto ambizioso come questo.

CONCLUSIONI


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