Classifica delle grandi marche di Champagne 2013= prima parte

Da Vini&terroir

Come ogni anno il numero di dicembre-gennaio della Revue du Vin de France ci porta la classifica dei migliori Champagne dell’anno in corso, cioè il 2013. Quest’anno per la prima volta affronta le grandi marche dello Champagne. Cosa intendono per grandi marche? Innanzitutto le famiglie dei negociants, cioè coloro che acquistano vini oppure uve per poi elaborare la loro produzione: tipo Pommery, Lanson,Gosset etc etc., ne esistono più di 300 nella regione ed alcune di esse sono molto celebri. Oltre a questa “famiglia” i degustatori della RVF hanno associato una trentina di cooperative, cioè quelle che sono alimentate in uva da parte degli associati e che producono uno Champagne modellato sullo stile delle maison de negoce.  Insomma hanno considerato solamente le aziende che producono più di 300’000 bottiglie per anno, eccezione fatta per Salon che produce solamente 60’000 bottiglie anno. Una degustazione gigantesca che ha giudicato più di 700 diversi Champagne considerando la qualità, la regolarità e la personalità del brut, in quanto rappresenta circa 80/90% della produzione di una maison di Champagne. Nella degustazione , gli esperti hanno anche preso in considerazione l’origine delle marche di Champagne, la qualità delle uve comprate ed i propri vigneti. Una degustazione a 360 gradi nell’universo champenoise. Il vigneto Champagne produce in una buona annata circa 320 milioni di bottiglie e le maisons de negoce e le cooperative rappresentano il 79% del mercato. Ecco la classifica:

1- LOUIS ROEDERER

La maison Roederer è detta anche un’azienda famigliare e possiede un vigneto di 214 ettari, molto Pinot Noir, classificato in Grand Cru al 70%. produzione totale si attesta intorno ai 3 milioni di bottiglie. La viticultura qua è una priorità, il 15% dei loro vigneti sono condotti in biodinamica ed agricoltura biologica. Non è per caso che lo Chef de Cave , Jean Baptiste Lecaillon, è allo stesso tempo enologo ed agronomo. Le fermentazioni malolattiche sono parziali ( 25% sulla cuvee Cristal), i vini sono lavorati sui lieviti ed in fusti di legno

17.5/20 Brut Rose 2008

Rose di classe con un frutto molto presente costruito sugli amari maturi del pompelmo con una forte personalità.

18.5/20 Brut Cristal Blanc 2005

60% Pinot Noir,40% Chardonnay. Altrove il 2005 è maturo,cremeoso ma manca di energia. Il Cristal regala una versione limpida con una potenza incredibile. Da bere nel 2018

19/20 Brut Cristal Rosè 1995

Versione dense e terrena del millesimo con un matrimonio fantastico dei Pinots Noirs

2-POL ROGER

Azienda famigliare che possiede 100 ettari di vigneto sulle a Epernay, nella Cote des Blancs ( Oiry,Cuis, Cramant) e a Mareuil e Ambonnay. Produzione di 1.6 milioni di bottiglie. I tre vitigni principali sono presenti in uguale quantità e lo stesso dicasi per gli acquisti. Le fermentazioni malolattiche sono sistematiche. Le Cuvees si differenziano attraverso l’invecchiamento dei vini diriserva e per l’origine delle crus. Pol Roger ha ritrovato lo stile e la generosità che ne hanno fatto la gloria negli anni 60 con prodotti come la Sir Winston Churchill ( solamente dieci millesimi negli ultimi 30 anni) oppure il Blanc de Blancs millesimè.

17.5/20 Brut Blanc de Blancs 2002

Chardonnay di alta maturità, potente, salino e generoso. Da assaggiare e mettere da parte per i prossimi 10 anni.

16/20 Brut Rosè 2004

Franco, preciso si appoggia su un finale su sentori ancora leggermente amari del millesimo

17.5/20 Brut Sir Winston Churchill 2000

Grande finezza su un millesimo di media levatura. Si può iniziare a bere

3- BOLLINGER

La fermentazioni in piccoli barili di legno, la conservazione dei vini di riserva in Magnums, la maturazione in cantina delle cuvees millesimate per più di 10 anni, hanno determinato lo stile originale di” Bol”. La sua forza deriva da un vigneto proprio di 164 ettari ( in conversione biologica parziale) con Pinot Noir in maggioranza ( 60% del fabbisogno) per una produzione totale di 2.8 milioni di bottiglie .

16/20 Brut Rosè

Un grande Champagne rosè non millesimato,molto espressivo per gli amanti delle note “pinot” per un utilizzo sia da tavola che come aperitivo.

17.5/20 Brut Grande Annee 2004

Una versione carnosa e generosa di questa annata di grosse rese, con una persistenza e densità molto rare. Da bere giovane.

18/20 Brut Grande Annee Rosè

La marca dell’anno ha un tocco autunnale con sapori di kirsch con sentori vegetali molto nobili.Finale superbo per l’annata

4-GOSSET

La più antica maison di Champagne fondata nel 1584 e dal 1994 è di proprietà del gruppo Cointreau. Dopo una parentesi di vendita di vini troppo giovani la maison è ritornata sugli standard abituali. La metà della produzione è dedicata al Brut Excellence, con fermentazione malolattica svolta è destinata ai ristoranti e paesi emergenti mentre l’altra metà, senza fermentazione malolattica, è destinata alla gamma Antique per enoteche ed alta ristorazione. 120 ettari di vigneto per una produzione totale di 1.1 milioni di bottiglie.

16.5/20 Grand Millesime Blanc 2004

55% Chardonnay, 45% Pinot Noir. Millesimo di grandi rese bisognava cercare la finezza e non la struttura. Ma Gosset è riuscita a produrre un 2004 forse il più denso dello Champagne

19/20 Extra Brut Blanc Celebris 2002

Due terzi Chardonnay, un terzo Pinot proveniente da dieci comuni grand cru, dosaggio a 5 gr/l. Un mostro di finezza.

17.5/20  Extra Brut Rosè Celebris 2007

Rosè d’assemblaggio con un 59% di Chardonnay dalla tessitura molto raffinata. Dosage a 7 gr/l con un decennio di vita davanti a lui.

5-DOM PERIGNON

Sebbene il numero di bottiglie prodotte dal Dom Pè sia un segreto molto ben conservato, gli Champenois ben informati stimano una produzione di 6 milioni di bottiglie. E’ una sfida incredibile produrre un numero cosi grande di bottiglie ed avere sempre una qualità regolare che ci ha fatto conoscere il marchio nel mondo. Grazie ai 1200 ettari in totale detenuti dal gruppo Moet et Chandon, con un acquisto di uva di grande qualità : circa 60% Chardonnay e 40% Pinot Noir ( parametri inversi nel 2003….). La sua effervescenza eterea, la sua grande finezza, il suo gusto fumè e tostato portano la firma di Richard Geoffroy, dottore in medicina ed enologo, chef de cave dal 1996. Piccolo problema: il Dom perignon è spesso bevuto troppo giovane.

17/20 Brut Dom Perignon Blanc 2004

Il 2004 propone un Dom perignon più classico rispetto al molto maturo 2003. Il millesimo 2004 è segnato dal volume abbondante che molte maison hanno trattato con superficialità, mentre Richard gli ha dato la gravità!! Questo profilo 2004 seganto da amari molto fini ( 53% Pinot Noir e 47% Chardonnay) è dedicato alla cucina del mare con un occhio particolare a quella giapponese

17.5/20 Brut Dom Perignon Rosè 2002

Ottima maturità nell’eccezionale annata 2002. Una lezione di distinzione con una punta di riduzione

18/20 Brut Dom Perignon Blanc Oenoteque 1996

L’immenso 1996 ( degorgement 2008) ci offre un Dom Perignon allo zenith. Un sogno di Champagne


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