
Graffiante e sintetico, Erri de Luca sulla classifica stilata che pone Napoli e Taranto agli ultimi posti per vivibilità.
Classifiche per certi versi asettiche che misurano dati e standard, ma dimenticano l'anima e quel senso di "napoletanità" che solo respirandola e vivendola,è capace di trasformare in "napoletano" anche chi non lo è.
Ecco come Erri de Luca sintetizza mirabilmente il concetto:
"Ignoro i criteri di valutazione ma dubito che siano adeguati allo scopo. C’è qualità di vita in una città che vive anche di notte, con bar, negozi, locali aperti e frequentati, a differenza di molte città che alle nove di sera sono deserte senza coprifuoco. Considero qualità della vita poter mangiare ovunque cose squisite e semplici a prezzi bassi, che altrove sarebbero irreali. Considero qualità della vita il mare che si aggira nella stanza del golfo tra Capri, Sorrento e Posillipo. Considero qualità della vita il vento che spazza il golfo dai quattro punti cardinali e fa l’aria leggera. Considero qualità della vita l’eccellenza del caffè napoletano e della pizza. Considero qualità di vita la cortesia e il sorriso entrando in un negozio, la musica per strada. Considero qualità della vita la storia che affiora dappertutto. Considero qualità della vita la geografia che consola a prima vista, e considero qualità della vita l’ironia diffusa che permette di accogliere queste graduatorie con un “Ma faciteme ‘o piacere”.
Per consiglio, nelle prossime statistiche eliminate Napoli, è troppo fuori scala, esagerata, per poterla misurare."

Inviato il 05 dicembre a 11:14
Inviato il 05 dicembre a 08:28
Inviato il 04 dicembre a 23:51
Inviato il 04 dicembre a 21:43
Inviato il 04 dicembre a 16:20
Inviato il 04 dicembre a 10:56
Inviato il 03 dicembre a 08:43
Inviato il 02 dicembre a 21:03
Inviato il 21 aprile a 17:56