L’altro giorno il presidente De Laurentiis parlò di un inno rap per il Napoli. Rocco Hunt chiamato in causa dal patron azzurro rifiutò l’invito visto che non essendo napoletano e non amante del calcio riteneva inopportuno fare l’inno per i tifosi del Napoli. Invece il rapper Clementino amante e tifoso del Napoli a ‘Il Mattino’ ha dichiarato di aver già fatto l’inno per il suo Napoli: “Alle curve è stato già proposto, la mia idea è piaciuta tanto. Il presidente ancora non lo conosce ma dobbiamo dirglielo”. Il titolo? “Per ora il titolo è Inno del Napoli, poi se tutto andrà bene troveremo anche un titolo”. Mai semplice sostituire la tradizione: “Mai perché è la storia di Napoli, anche se la vedo inopportuna per il calcio, visto che è una canzone triste in ambito di guerra, con parole pesanti e strazianti. Poi i tifosi del Napoli l’hanno trasformata in modo più veloce e facendo un vero inno alla gloria delle vittorie azzurre”. Racconta un po questa canzone: “Inizialmente canta Emiliano, poi a turno ci alterniamo. I Sangue Mostro si dividono la strofa in tre parti. Poi alterniamo sia il dialetto che l’italiano, allo stadio San Paolo siamo cosmopoliti, pure l’Unesco ne è a conoscenza”. La tua canzone batte molto sulla neapolitan power: “Si è un azzardo. Cito il grande Diego Maradona, oltre a Massimo Troisi da sempre il mio idolo. Oltre a loro cito anche un vecchio ragazzo della curva B, ossia Nino D’Angelo. Anche Pino Daniele cito, visto che anche lui con Napule è ha scritto la storia di questa città. Dicevo che è un azzardo visto che associo il mio nome a loro, ma nell’hip hop questo si usa molto per gasarsi. Sono contento anche per Rocco Hunt e lo ringrazio per aver citato il mio nome a De Laurentiis, così come quello di N’tò. Rocco è veramente ‘fratm’ come si dice in dialetto. Ma invitare un salernitano come Rocco ha scrivere l’inno per il Napoli è strano. Spero che l’inno rap sia una motivazione in più per i calciatori nella vittoria di nuove coppe e trofei. Il presidente ne è a conoscenza del progetto già ne parlemmo e io lo ribadito a ‘Quelli che il calcio’, ora spetta a lui nella decisione”. La dea Partenope e nel sangue: “Si evochiamo la città più che la squadra di calcio. Il nostro inno è flusso di parole e di orgoglio. E’ costruito per incitare gli animi e le folle, anche se mi auguro che potrà essere usato anche in vista delle vittorie”.
