BICEFALO - Vuoto o con il cervello? E... il cuore?
La natura continua ad essere sempre di meno naturale: i mari e i laghi, le vallate e le montagne, le colline e i fiumi, la flora e la fauna si trasformano sempre più velocemente a causa dell’intervento dell’uomo. Se nel passato vi furono dei cambiamenti: la desertificazione, l’impaludamento, scomparsa di città, oltre che molto lenti erano delimitati, circoscritti in aree relativamente grandi. Inoltre, quando una qualche disastrosa involuzione colpiva una parte della Terra, in altre parti si creavano altre condizioni per lo sviluppo di vivibilità ambientale. La formazione economica e sociale dominante del capitalismo, non solo accentua lo sfruttamento del lavoro nelle forme esasperate, non solo ha esaurito la funzione di progresso, ma nel suo tramonto degenerativo trascina l’intero mondo, deteriora il sistema ecologico, agisce con il cinismo di chi si ritiene la massima espressione dell’unico sistema economico, senza alcuna valida alternativa più avanzata. Il deterioramento dell’ambiente,coi suoi cambiamenti climatici già palpabili, ne è una evidenza drammatica perchè si manifesta su scala planetaria, diventa irreversibile. Infatti la scala planetaria dei mutamenti ambientali risulta dalla consapevolezza che ogni modifica degli ecosistemi e ogni utilizzazione, rapina delle forze naturali, in qualunque parte del mondo avvenga, ha effetti a distanza e ripercussioni globali. L’irreversibilità dei fenomeni involutivi risulta dalla consapevolezza che vi è stata finora, nella biosfera, una linea di sviluppo ascendente ( dal semplice al complesso, dalla materia inorganica a quella organica, dagli esseri viventi agli esseri pensanti), ma oggi vi è un certo rischio che si cominci a percorrere un cammino inverso. Il pericolo di un’inversione nell’evoluzione organica non può assumere il significato cosmico di una distruzione della natura o di una fine del mondo. La consapevolezza che la vita, e la presenza umana, sulla Terra, rappresentano soltanto uno degli infiniti modi di essere della natura, nella sua eterna e mutevole materialità. Ma come appartenenti alla specie Homo sapiens, dobbiamo sentirci responsabili nel mantenimento e nel miglioramento di quelle condizioni nelle quali l’uomo ha potuto crescere come specie vivente. Altrimenti, dopo il massacro, chi sa quali altre forme di vita compariranno in inimmaginabili paesaggi.
CAVALCA NEL COSMO
Cavalca nel cosmo
ma non in sella
al favolistico Ippogrifo
utile veicolo animale
per l’albagico ritrovamento
delle memorie perdute.
Qui si tratta di calcoli perfetti
dello studio nella ricerca umana
dove le gambe ferme
trasportano insieme
menti e corpi lontano.
Nel silenzio profondo
dell’infinito universo misterioso
non più insensata avventura
è l’ora della traversata
che inizia il moto del ritorno.
Ma già ritrova le genti divise
ed è oscuro il nostro pianeta
per il riflesso che ancora permane
del passato periodo dell’èra feudale.
Esistono ancora guerre e genocidi
sevizie e soprusi
discriminazioni e sfruttamenti!
La nostra intelligenza
al servizio della pace
per la fratellanza
nei e tra i popoli terrestri!
E allora lassù ritornerete
andando oltre le lontane stelle
quali terrestri messaggeri
di civiltà di pace.
O esseri che state a guardare:
siamo troppo addietro nel 1971?
-Renzo Mazzetti-