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Cofferati: “Lascio il Pd”, ma non lo stipendio da europarlamentare

Da Pukos
Cofferati: “Lascio il Pd”, ma non lo stipendio da europarlamentare

Grande la coerenza di Sergio Cofferati che, dopo aver denunciato brogli nelle primarie in Liguria, ha lasciato il Pd, una decisione che ha definito “dolorosa” visto che lui è fra i 45 fondatori del Partito Democratico.

“Esco perché di fronte ad una situazione del genere, dove le regole ed etica non hanno valore, io non posso più restare” parole durissime quelle di Cofferati, in pratica ha detto “io con i bari e gli imbroglioni, non ci sto”.

Ricordiamo brevemente il curriculum del perito industriale della Pirelli, Sergio Cofferati: fa una brillante carriera all’interno del sindacato arrivando a 42 anni a dirigere la Filcea (i chimici della Cgil) e quattro anni dopo diventa addirittura Segretario Generale della Cgil.

Rimane in carica per otto anni, poi, terminato il mandato, torna in Pirelli, ma non ci resta molto perché due anni dopo viene eletto sindaco di Bologna.

Nel 2008 non si ricandida alla poltrona di primo cittadino della città felsinea e l’anno successivo è capolista alle elezioni europee (si mormora che un europarlamentare guadagni molto di più di un sindaco ed ha molte meno rogne).

Nel 2014 si ricandida sempre per le europee e viene rieletto, al momento, però, a Bruxelles e Strasburgo non lo vedono, né si hanno notizie di sue iniziative all’interno del Parlamento europeo, risulta infatti sul fondo della classifica della “produttività” degli europarlamentari peggio di lui solo alcune sue compagne di partito (fra l’altro proprio le capolista, quelle che dovevano portare aria nuova in Europa).

E siamo arrivati a queste primarie, Cofferati si scontrava con la “renziana” Raffaella Paita, moglie del chiacchierato Presidente dell’Autorità portuale di Genova.

La Paita è attualmente assessore alle Infrastrutture nella giunta della Regione Liguria ed è stata appoggiata da Claudio Burlando il Governatore uscente e chiaramente primo responsabile del disastro ambientale e sociale che sta vivendo ormai da anni la regione, insomma, nonostante la giovane età, non si può dire che rappresenti “il cambiamento”.

Ma torniamo a Cofferati che ha immediatamente parlato di brogli e non ha riconosciuto valido l’esito delle urne, in effetti la “Commissione di garanzia” interna del Pd ha svolto una fulminea indagine riscontrando diverse irregolarità di ogni genere, insomma più che delle primarie è stato un puttanaio. Se questa è la democrazia siamo freschi.

Ovviamente più se ne fosse parlato di queste primarie e più il Pd si sputtanava per cui Renzi è intervenuto chiudendo subito la partita e dichiarando vincitrice la Paita. Ormai siamo ben oltre alla farsa.

Ma visto che al peggio non c’è mai fine, dopo che la Paita, Renzi ed il Pd hanno fatto queste figure di m… (come direbbe il grande Emilio Fede) Cofferati ha voluto superare tutti (nelle figure di m … intendo), ed allora ha annunciato la sua uscita dal Pd, ma senza lasciare la poltrona di europarlamentare. Vergognoso!!!

E’ stato eletto in un partito nel quale non si riconosce più, un partito che a suo dire premia chi imbroglia, però la poltrona non la lascia?

Ai 20.000 euro al mese non vuole rinunciare.

Senza dignità.

Giancarlo Marcotti per Finanza In Chiaro


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