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Coisp Ancora su immigrazione

Creato il 08 ottobre 2014 da Yellowflate @yellowflate

 

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Immigrazione, il Coisp dopo l’ultimo “sollecito” del Ministero alla Polizia: “Inopportuno. Non è che non vogliamo fare quanto richiesto, è solo che non ce la facciamo più a gestire migliaia di persone molte delle quali non collaborano!”

Troviamo inutili ed inopportuni, in materia di gestione dell’immigrazione clandestina, i solleciti del Ministero che, come uno scolaretto ‘bacchettato’ dai ‘professori’ degli altri Stati, si rivale sugli Appartenenti alla Polizia italiana replicando una sorta di ‘rimbrotto’, quasi non volessimo fare ciò che ci viene richiesto. La verità è una sola e semplice: non ce la facciamo più a questi ritmi e in queste condizioni proibitive. Anche l’ultima direttiva sul tema, inviata alle Questure italiane appena pochi giorni fa, se pur concepita con l’intento positivo di fornire ulteriori indicazioni operative, pare sottintendere la necessità di ‘richiamare all’ordine’ gli Appartenenti alla Polizia rispetto agli ineludibili fotosegnalamenti dei migranti giunti in Italia. Un’attività di estrema importanza, al punto che nell’apposito volantino informativo viene spiegato ai migranti che la Polizia procederà anche con l’uso della forza’, ma difficilissima da compiere, specie quando abbiamo a che fare con una moltitudine di persone molte delle quali non collaborative. Hai voglia a sollecitare, come al solito fra il dire e il fare…”.

Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia,a pochi giorni dall’invio alle Questure italiane da parte del Ministero dell’Interno di una direttiva in tema di “Emergenza immigrazione”, nella quale si inizia con il ricordare “lo straordinario afflusso di oltre 130.000 migranti che sono giunti quest’anno sulle coste italiane” che “hasuscitato grande preoccupazione in ambito nazionale ed europeo”, precisando che “peraltro, alcuni Stati membri lamentano, con crescente insistenza, il mancato fotosegnalamento di numerosi migranti che, dopo essere giunti in Italia, proseguono il viaggio verso i Paesi del Nord Europa”. Di qui tutta una serie di indicazioni operative relative alle procedure da seguire in materia, cui è stato allegato anche un volantino da fornire ai migranti giunti in Italia per informarli di tutto quanto essi devono adempiere, ed in particolare all’obbligo di farsi identificare fornendo generalità, foto ed impronte digitali, in cui viene spiegato a chiare lettere che: “In ogni caso la Polizia procederà all’acquisizione delle foto e delle impronte digitali anche con l’uso della forza se necessario”.

Tralasciando – insiste Maccari – l’assoluta genericità nella citazione di questo non meglio specificato ‘uso della forza’ che lascia sbigottiti, in un periodo in cui veniamo crocifissi ogni giorno per la nostra presunta violenza e ci tagliano gli stipendi e non abbiamo le divise, mentre i parlamentari organizzano crociate per i migranti se non mangiano abbastanza finemente, mentre albergano in hotel a cinque stelle ed inossano i nostri capi di vestiario… Rimane il fatto che si tralascia, come di consueto, di guardare in faccia la realtà. E’ perfettamente inutile che fingiamo di essere eroici e meritevoli di santificazione per la nostra presunta capacità di accoglienza, che produciamo a spese degli italiani docufilm che ritraggono l’eroismo – quello sì vero fino in fondo – di chi raccoglie dalle onde del mare migliaia di profughi facendola sembrare una storia a lieto fine di Walt Disney infiocchettata ed abbellita di nastrini e orpelli. E’ tutta una frottola. La verità è molto più drammatica. L’emergenza è molto più imponente di quel che si riesce a descrivere. Il Personale delle Forze dell’Ordine è stremato, non ce la fa più a gestire la mole di lavoro che ha travolto l’Italia, non ci sono straordinari e notti insonni che bastino per fronteggiare le centinaia di soggetti che non di rado mentono, recalcitrano, ostacolano in ogni modo l’operato dei Tutori della sicurezza ben consci che tanto non dovranno risponderne. Ed i Poliziotti in particolare, se anche potessero e volessero – ma non possono e non vogliono – legare ad una sedia i migranti non collaborativi e fotografarli e prendergli le impronte uno ad uno, si troverebbero comunque di fronte ad un’impresa titanica ed insostenibile, specialmente considerato che contemporaneamente sono alquanto impegnati a difendersi mentre quegli stessi migranti, spesso e molto volentieri, li riempiono di botte…”.

 


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