Il Coisp dopo la sentenza per l'uomo che ha forzato un posto di blocco, investito un Vigile urbano e si è dato alla fuga: "Quanto vale la vita di un Appartenente alle Forze dell'Ordine? 1 anno e 4 mesi ai domiciliari. Scioccante!"
"E' sempre scioccante constatare nella realtà quanto poco valga la vita di un Appartenente alle Forze dell'Ordine che, se proprio lo vuoi uccidere ma sfortunatamente non ci riesci, ti becchi solo 1 anno e 4 mesi da farti rigorosamente e comodamente a casa tua, anche e nonostante tutti i tuoi ingombranti precedenti sulla fedina penale! Ed i nostri colleghi in servizio a Ferrara e coinvolti nel drammatico caso Aldrovandi sono stati mandati in carcere, in isolamento, per un reato colposo e per una pena molto inferiore, e pur avendo alle spalle carriere illibate e specchiate".
Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, alla notizia che si è concluso con una condanna ad 1 anno e 4 mesi di reclusione da scontare agli arresti domiciliari e senza sospensione condizionale della pena, il giudizio abbreviato a carico del 21enne che la sera dello scorso 17 agosto, a Roma, ha investito un vigile urbano dopo aver forzato un posto di blocco poco distante dal campo rom di via di Salone, periferia est della città. Poi la fuga, l'inseguimento e l'arresto. Il giudice ha riconosciuto i precedenti specifici dell'uomo, rapina, violenza, resistenza e minacce a pubblico ufficiale, per i quali era stato scarcerato qualche giorno prima. Il giovane, fermato dopo un inseguimento prima in auto e poi a piedi, aveva forzato il posto di blocco a bordo di un'auto con assicurazione e revisione scadute che stava conducendo senza patente.
"Ma adesso questo delinquente - insiste Maccari -, in pratica, non subisce alcuna conseguenza che abbia un peso per quanto ha commesso. E' davvero terribile e gravissimo. La vita di una persona che veste una divisa vale così tanto poco che a momenti non varrebbe neppure la pena farli questi processi e risparmiare qualche soldino. E' un insulto alla nostra intelligenza, è un insulto ai nostri sacrifici, è un insulto alla nostra vita fatta di continui rischi e di pericoli da cui neppure possiamo difenderci adeguatamente.

