Come, come? Cos'è che avreste compreso? - Bangkok, Thailandia

Creato il 03 aprile 2013 da Pulfabio

Il segnale del km 0, nei pressi del Monumento alla Democrazia

Ci sono degli emigranti a Bangkok (o come amano farsi chiamare loro, expat) - non tutti certo, ma comunque molti, direi troppi - che camminano, si muovono e stanno persino fermi con l'aria di chi sembra avere una presa sicura sulle maniglie della città. Di chi l'ha osservata a lungo, studiata con attenzione, compresa totalmente. A tal punto da non doversi più aspettare sorprese. Presa sulle maniglie? Sì, certo! Le maniglie dell'amore forse, o meglio quelle del sesso, magari a pagamento, le altre, mah, ho forti dubbi a riguardo.
Secondo me si tratta soltanto di una flebile illusione. Pochi stranieri si trovano in una posizione più incerta di quelli che vivono in Thailandia. Osservati con ostilità da parte di una porzione rilevante della popolazione (non crederete davvero che tutti quei sorrisi siano manifestazioni di allegria?), con visti e status precari, eterni ospiti non del tutto graditi di una società che mantiene barriere ben marcate tra sé e quelli che chiama, alle volte con una punta di disprezzo, farang, ovvero francesi. Ci sono decine di diritti concessi da ogni paese occidentale persino agli immigrati più indesiderati a cui nemmeno lo straniero più ricco, colto e astuto si può sognare di aspirare da queste parti. Come potrebbe una nazione così orgogliosa e permalosa svelarsi tanto facilmente a una cozzaglia di presuntuosi fanfaroni di quel tipo?
Ascoltarli per più di due minuti (il tempo sufficiente a inquadrarli) può diventare una vera tortura. Mentre ti martellano con i loro bla-bla-bla sul paese, la sua cultura, le sfumature sociali, la storia e la religione. Dopo tanti anni della stessa solfa non si sono ancora stancati di provare a sorprenderti con quei quattro concetti triti sul buddismo, le interpretazioni da Lonely Planet dei sorrisi siamesi, le solite frasette thai che conoscono cani e porci ma di cui solo loro sanno svelarci i risvolti più...shhh...emblematici. Ma lasciate perdere. Se non credete a questo povero sfigato fidatevi almeno di Socrate, che sapendo di non sapere e ammettendolo in pubblico si impose come l'uomo più saggio dei suoi tempi. Voi, così come me, avete capito poco più di una mazza a proposito di Bangkok, della Thailandia, dell'Estremo Oriente e dei popoli asiatici in genere. E d'altra parte anche loro hanno capito poco di voi. Con un'unica differenza: non hanno alcun interesse a farlo.
Prima ve ne rendete conto e vi mettete il cuore in pace e prima riuscirete finalmente a passeggiare per le strade di questa città intrigante, oscena, vivace e intossicante a cuor leggero, liberi da complessi di accettazione e ansie da prestazione, godendovi quel che il posto ha da offrire (ed è tanta roba) senza rincorrere futili, noiose, insoddisfabili ambizioni da illusi.
PS Per fortuna di italiani così non ne ho ancora incontrati...ma forse sono stato solo fortunato.

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