Ubuntu non è la distribuzione che forse più adatta alle personalizzazioni avanzate, ma senza dubbio non mancano accortenze che possono aiutare a renderla più adatta alle nostre esigenze.
La gestione dello swapping, ovvero il trasferimento di dati dalla RAM al disco fisso quando la memoria fisica comincia a scarseggiare è possibile gestirlo in maniera semplice modificando direttamente il valore di swappiness.
Per farlo digitiamo da terminale
sudo gedit /etc/sysctl.conf
e aggiungiamo in fondo una riga con la dicitura
vm.swappiness=X
Il valore con cui sostituire X va da 0 a 100: più ci si avvicina al massimo più il sistema tenderà a trasferire dati sul disco fisso. La RAM rimarrà disponibile per l’avvio di altre applicazioni, rendendo però più lento il recupero di quelle già avviate. Il calcolo del valore ottimale, di default impostato a 60, varia in funzione della memoria fisica a bordo e delle abitudini di utilizzo. Se il nostro consumo “di crociera” lascia della RAM disponibile, optiamo per un valore compreso fra 5 e 15 per trattenere al suo interno la maggiore quantità possibile di dati, evitando comunque di scendere fino a 0; un valore equivalente a 100 ci garantirà invece il massimo della stabilità su macchine poco performanti o “spremute” al limite delle risorse. Per visualizzare il valore correntemente impostato utilizziamo da terminale cat /proc/sys/vm/swappiness
Per finire un piccolo consiglio.
Nell'installazione di qualsiasi sistema UNIX-like, come Linux, l'installatore dell'OS raccomanda di creare almeno due partizioni, cioè una contenente la directory radice /, e una partizione di swap, la cui grandezza in Megabyte o in Gigabyte può essere variabile. È comunque consigliato fare una partizione di swap con dimensioni di 2 gb se la ram è inferiore a 2 gb. altrimenti basta ricorrere a riservare solo 1 gb. è utile ricordare che se si intende utilizzare le funzionalità di sospensione e ibernazione del sistema operativo la partizione di swap deve avere dimensioni pari (meglio se leggermente superiori) della quantità di ram in uso sulla macchina.
La creazione della partizione swap non è obbligatoria, ma molto consigliata.
Magazine Informatica
Ubuntu non è la distribuzione che forse più adatta alle personalizzazioni avanzate, ma senza dubbio non mancano accortenze che possono aiutare a renderla più adatta alle nostre esigenze.
La gestione dello swapping, ovvero il trasferimento di dati dalla RAM al disco fisso quando la memoria fisica comincia a scarseggiare è possibile gestirlo in maniera semplice modificando direttamente il valore di swappiness.
Per farlo digitiamo da terminale
sudo gedit /etc/sysctl.conf
e aggiungiamo in fondo una riga con la dicitura
vm.swappiness=X
Il valore con cui sostituire X va da 0 a 100: più ci si avvicina al massimo più il sistema tenderà a trasferire dati sul disco fisso. La RAM rimarrà disponibile per l’avvio di altre applicazioni, rendendo però più lento il recupero di quelle già avviate. Il calcolo del valore ottimale, di default impostato a 60, varia in funzione della memoria fisica a bordo e delle abitudini di utilizzo. Se il nostro consumo “di crociera” lascia della RAM disponibile, optiamo per un valore compreso fra 5 e 15 per trattenere al suo interno la maggiore quantità possibile di dati, evitando comunque di scendere fino a 0; un valore equivalente a 100 ci garantirà invece il massimo della stabilità su macchine poco performanti o “spremute” al limite delle risorse. Per visualizzare il valore correntemente impostato utilizziamo da terminale cat /proc/sys/vm/swappiness
Per finire un piccolo consiglio.
Nell'installazione di qualsiasi sistema UNIX-like, come Linux, l'installatore dell'OS raccomanda di creare almeno due partizioni, cioè una contenente la directory radice /, e una partizione di swap, la cui grandezza in Megabyte o in Gigabyte può essere variabile. È comunque consigliato fare una partizione di swap con dimensioni di 2 gb se la ram è inferiore a 2 gb. altrimenti basta ricorrere a riservare solo 1 gb. è utile ricordare che se si intende utilizzare le funzionalità di sospensione e ibernazione del sistema operativo la partizione di swap deve avere dimensioni pari (meglio se leggermente superiori) della quantità di ram in uso sulla macchina.
La creazione della partizione swap non è obbligatoria, ma molto consigliata.
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