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Come l’acqua per gli elefanti

Creato il 17 maggio 2011 da Annanihil
Come l’acqua per gli elefantiIl giovane Jacob Jankowski (Robert Pattinson), sconvolto da una tragedia, non completa i suoi studi in veterinaria e vaga disperato lungo i binari della ferrovia. Incontra così il Circo dei fratelli Benzini, dove viene assunto come veterinario.
I rapporti con il capo del Circo, August (Christoph Waltz), non sono dei migliori sin dall’inizio, e non miglioreranno di certo con il crescere dell’intesa tra Jacob e Marlena (Reese Witherspoon), la moglie di August.
Sono gli anni ’30, l’America, la terra delle grandi opportunità, è in crisi nera. Il Circo cerca una grande attrazione…chi meglio di Rosie l’elefantessa?
Sarà compito di Jacob addestrarla, e lo farà a suo modo, con dolcezza e pazienza, metodo del tutto opposto a quello consigliato da August.
Aperta parentesi.
In pratica il Capo è come se lo immaginano molti animalisti che portano avanti campagne contro tutti i Circhi del Mondo. Un mostro di violenza che non ha pietà per gli animali, non li cura, non li nutre nel modo giusto e li picchia ferocemente.
Fortunatamente non tutti sono così. Non condannerei tutti indiscriminatamente. Esibirsi con un animale non vuol dire per forza maltrattarlo.
Chiusa parentesi.
Tutti odiano August, per i suoi modi con gli animali, ma soprattutto con le persone! Non paga i suoi uomini, sempre più spesso se ne sbarazza buttandoli dal treno in corsa, e alcuni non hanno la fortuna di cadere sull’erba…
In molti hanno un motivo per uccidere il Capo, anche lo stesso Jacob innamorato e ricambiato dalla moglie di lui. Chi si sporcherà le mani di sangue? Jacob e Marlena riusciranno a vivere felici e contenti?
Christoph Waltz sembra ricalcare il personaggio pazzoide e violento di “Bastardi senza Gloria”, riesce a essere altrettanto odioso, ma stavolta non vincerà l’Oscar.
Reese Witherspoon è strategicamente inquadrata per sembrare alta, magra, illuminata come le signore della tv per apparire più bionda, più giovane, più tutto.
Robert Pattinson frega tutte con due espressioni. Quella malinconica, da bello e dannato, e il sorriso che sembra dire “guardami, all’occorrenza so divertirmi”.
Come in Titanic, si parte dall’oggi per ascoltare questa storia d’amore e di circo, e sul finale si ritorna ai giorni nostri per sapere come proseguirà la vita dell’ormai vecchio Jacob. Non amo molto questa tecnica narrativa, perché spesso l’intro e il finale risultano superflui. Ma nel complesso un film gradevole, dolce e cupo allo stesso tempo.

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