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Come nulla fosse successo a Roma. La strana campagna elettorale di Roberto Giachetti

Creato il 01 febbraio 2016 da Romafaschifo
Come nulla fosse successo a Roma. La strana campagna elettorale di Roberto GiachettiQuella di Roberto Giachetti per ora è la prima e l'unica candidatura autorevole e credibile in campo. La figura di Marchini risulta, da anni, impalpabile al di là del tentativo, pericolosissimo, di piacere a tutti. I grillini stanno organizzandosi in tutti i modi per capire come suicidarsi e la destra si rende conto le per prima di non essere presentabile.
Inoltre le altre candidature alle primarie - nell'attesa di capire cosa vorrà fare Massimo Bray che rappresenterebbe un'idea davvero suggestiva - sono tra l'inutile e il patetico. E anche l'arrivo di Roberto Morassut nella competizione non cambia la sostanza: Giachetti è da solo e le primarie rischiano di essere disertate, deprimenti in termini di numeri. Questo quadro ci dice che l'unica figura che possiamo criticare è Giachetti e dunque, in attesa di alternative, critichiamo Giachetti. Dalla sua ha il conoscere un po' la città (una conoscenza risalente a molti lustri fa, per la verità), l'essere una persona onesta, specchiata, non corruttibile, l'avere un pedigree radicale (e dio solo sa a Roma quanto ce n'è bisogno). Fine. Tutto il resto va dal misterioso, al censurabile passando per il confuso. La cosa più strabiliante e probabilmente l'errore più grave che Giachetti sta compiendo in queste settimane è fare tutto come se nulla fosse accaduto. Non c'è la minima contezza - e su questo ha perfettamente ragione Alfio Marchini invece - di quanto profondamente grave sia la situazione, ma soprattutto non c'è la minima intenzione di riconoscere gli errori che il PD ha compiuto in tempi recenti e passati.Si procede come se nulla fosse. Come se non fosse successo niente di clamoroso a Roma nel PD. Come se non ci fosse stato il 2008 col PD che ha votato Alemanno al Comune e Zingaretti alla Provincia affondando Rutelli. Come se non ci fosse stato il boicottaggio di Emma Bonino. Come se non ci fosse stata Mafia Capitale e 5 anni di consociativismo criminale con la destra di Alemanno. Come se non ci fosse stato il notaio del 2015.Come nulla fosse successo a Roma. La strana campagna elettorale di Roberto GiachettiSe chi si candida fa finta di nulla, sarà difficile che faranno finta di nulla i cittadini e gli elettori. Girano foto di Giachetti circondato dai medesimi oscuri personaggi che si sono messi in fila per andare dal notaio e far cadere (lo si poteva tranquillamente fare in aula, con un voto, se lo si riteneva giusto) Ignazio Marino, regolarmente eletto solo due anni prima. Magari dopo averne minato l'attività per mesi e mesi. Erano, lorsignori, molto più sereni quando amministrava Alemanno: si potevano fare affari senza avere i riflettori addosso.Addirittura, a quanto appare, uno dei collaboratori più stretti di Giachetti sarebbe Michela Di Biase, ex consigliera comunale che si divertiva, dopo aver preso i voti ed aver guadagnato il seggio grazie alla vittoria di Marino, a utilizzare i consenso dei cittadini per sbeffeggiare il sindaco prendendolo per i fondelli in occasione di ogni difficoltà e apostrofandolo come "gaffeur". Chi ci vieta di pensare che non farà lo stesso con Giachetti? La credibilità zero e l'autorevolezza zero del Partito Democratico doveva consigliare un cambio radicale delle modalità, delle persone, degli approcci, dei ritmi. E invece tutto uguale. Sembra una campagna elettorale degli anni Novanta con lo "scooter" e con l'attenzione retorica alle "periferie" con tanto di predisposizione "all'ascolto". Tutto ciò oltre che noioso è inutile. Anzi dannoso. Per tutti.

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