Come sopravvivere agli otto giorni di Pesach

Da Leragazze

Emanuele Luzzati: "Il Seder di Pesach"

Nel post di ieri abbiamo volato alto, qui finalmente torniamo al livello che più ci compete 

Pesach è la celebrazione gioiosa della libertà, ma rappresenta anche una seria minaccia per la nostra linea. Ma voi avete idea di quante calorie si ingurgitano durante i seder, compresi i quattro rituali calici di vino? Tra antipasti, salsette, i pomodori col riso, lo stracotto cui segue inesorabilmente l’abbacchio (mica può mancare), un paio di contorni almeno e trionfo finale di dolci, non meno di tre tra cui le ipercaloriche pizzarelle col miele, si arriva boccheggianti al termine.

Nei giorni seguenti, otto in tutto, ci si rimpinza di azzime di vario tipo, dolcetti e ogni leccornia per placare l’eterna fame percepita dovuta esclusivamente al nostro sentirci orfani di pane e pasta. Prendiamo le azzime. Oltre a gonfiare le nostre pance fino a renderci simili a mongolfiere, sembrano non saziarci mai, nonostante contengano non poche calorie. Quindi siamo portati a mangiare molto più del solito e a inserire dolcetti e biscotti che normalmente teniamo lontani da noi.

In una situazione di questo tipo risultano preziose le indicazioni della dottoressa Frishman, responsabile della Diet and Nutrition Unit presso il Rabin Medical Center-Bellison Campus di Petah Tikva (Israele). In prima battuta consiglia di scegliere le azzime light che hanno un contenuto calorico dimezzato rispetto alle normali, oppure quelle che contengono fibre che danno un maggior senso di sazietà e prevengono la stitichezza con la quale, con rispetto parlando, ci tocca convivere per questi lunghi otto giorni. Un ulteriore sistema per prevenirla, dice la dottoressa, è bere molta acqua e masticare bene il cibo. Inoltre, ci invita a mangiare le azzime con del formaggio magro invece che accompagnarle con cioccolato a go go.

Per la sera dei seder, la Frishman, ci dà un consiglio semplice ma geniale, da tenere presente ogni volta che si va a una cena promettente, dal punto di vista delle abbuffate: indossiamo abiti stretti in vita in modo di avvertire tempestivamente gli effetti della nostra scorpacciata. È importante non arrivare al seder affamati e limitarsi ad assaggiare un po’ di tutto senza riempire i piatti fino a farli straboccare. E poi preferire frutta fresca a torte e dolciumi.

Infine, quando dovete fare la spesa, ma questa è un’indicazione che vale sempre, non andate mai a stomaco vuoto e preparate una lista a cui attenersi strettamente.

Chi non fa né seder né Pesach potrà ugualmente prendere in considerazione questi consigli per i vari pranzi di Pasqua e Pasquetta. Auguri a tutte e a tutti.



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