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Come usare l’allenamento mentale per esprimere la propria eccellenza anche in condizioni di ...

Creato il 09 agosto 2010 da Ekis Sport Coaching @Ekis_srl

Allenarsi e abituarsi a vincere con l’allenamento mentaleRiprendo lo splendido articolo di Pacci e lo straordinario strumento delle “strategie”, che so per esperienza diretta essere uno dei più potenti da utilizzare nell’allenamento mentale per rendere efficace il lavoro verso la propria eccellenza e per rendere la stessa una piacevole abitudine.

"Tutti vogliono vincere, ma non tutti sono disposti a prepararsi per vincere”…

E se sono disposto a prepararmi per vincere, lo faccio e tuttavia sento che i riscontri non sono congruenti con quanto ho investito… cosa c’è che devo cambiare ancora???

Ogni atleta, ogni sportivo, ama ciò che fa, sente una spinta interiore che lo proietta verso i suoi obiettivi, per i quali è disposto ad investire tanto, a volte tutto.

Si è sempre convinti di dare il massimo per crescere e migliorarsi e tuttavia, a volte, qualcosa non funziona come dovrebbe, sulla bilancia tra ciò che si è investito e ciò che si ottiene non v’è per nulla equilibrio e non si capisce il “perché”.

Capita di essere focalizzati nel modo corretto verso l’obiettivo, di sapere di avere tutte le risorse necessarie per raggiungerlo, di aver dato anima e corpo per conquistarlo eppure il risultato non arriva.

Quando parlo di risultato non mi riferisco tanto al piazzamento ottenuto in gara, che sappiamo essere una diretta conseguenza della prestazione espressa, quanto a tutto ciò che è necessario ottimizzare per rendere quest’ultima eccellente.

Penso al miglioramento di un gesto tecnico, di un’abilità, di una competenza, al perfezionamento di un particolare aspetto della competizione che, nella nostra preparazione alla vittoria, sentiamo essere necessari per metterci nelle condizioni di poter centrare davvero il bersaglio.

Penso anche alla difficile ed importante fase di recupero da un infortunio, quando si è costretti a modificare le strategie di allenamento e non solo.

Capita poi non di rado di aver posto la giusta attenzione a tutto, alla preparazione fisica, tecnica, tattica, del materiale e al mental training, o almeno così crediamo, e di aver raggiunto la nostra attuale eccellenza eppure è sufficiente un piccolo imprevisto o un elemento di disturbo per non riuscire ad esprimerci al meglio.

In tutte le attività sportive ci confrontiamo con aspetti di distrazione o di condizionamento negativo, sia interni che esterni, tuttavia in alcuni sport essi interferiscono più che in altri con la prestazione.

Noi elaboriamo gli stimoli che ci provengono dalla realtà esterna attraverso i sensi e dei filtri che la mente utilizza per generalizzare, cancellare e distorcere.

Da qui ci creiamo la nostra mappa del mondo o della situazione che stiamo vivendo e da questa scaturiscono poi il dialogo interno che facciamo e le sensazioni che proviamo. Tutto condiziona il nostro stato d’animo e la nostra possibilità di esprimere appieno le nostre risorse.

Le strategie altro non sono che un susseguirsi specifico di costrutti che danno poi origine alla nostra azione e al nostro comportamento. Essi si differenziano in:

- Visivi (Ve = visivo esterno - Vi = visivo interno);

- Auditivi (Ae = auditivo esterno - Ai = auditivo interno - Ad = auditivo digitale);

- Cinestesici (Ke = cinestesico esterno - Ki = cinestesico interno).

Tutti questi si differenziano ulteriormente in ricordati (r) o costruiti (c), ed ognuno ha delle caratteristiche particolari che in PNL definiamo sottomodalità.

Ti è mai capitato di dirti “Mi sono allenato alla grande, ho tutto quello che mi serve, ma in queste condizioni non mi sento pronto…” o “Accidenti, ero pronto, avrei potuto davvero fare una grande prestazione eppure non sembravo neppure io” o “Ma questo gesto lo so fare alla perfezione, cosa mi è successo?” o ancora “So cosa voglio migliorare, so quello che voglio arrivare ad esprimere, ci sto provando con tutto me stesso eppure non cambia nulla”, magari dopo giorni e giorni di allenamento specifico con tanto di video e altri strumenti di ausilio.

Com’è possibile che atleti di altissimo livello, con grande conoscenza di sè, che hanno già superato molti momenti critici e hanno ormai da tempo automatizzato gesti di qualità eccellente, in certe condizioni sembrino il fantasma di loro stessi?

Troppo spesso utilizziamo male le nostre strategie e da complici della nostra eccellenza le rendiamo strumenti per limitarci.

Dentro ognuno di noi esistono già strategie di eccellenza, tutto sta nel prenderne consapevolezza ed imparare ad utilizzarle in ogni occasione utile, fino alla sfida più ardita; in questo ci può essere di fondamentale aiuto il nostro sport coach e anche a questo serve il mental coaching.

Amo molti sport, lo sci è al di sopra di tutti. E’ uno sport che regala emozioni splendide, ricco di variabili esterne, con le quali l’atleta deve imparare ad agire e re-agire. Siamo in tanti ad amarlo e spero tu sia uno sciatore, così l’esempio sotto ti verrà più facile; in ogni caso, è solo uno dei tanti casi in cui si può sperimentare l’importanza della giusta strategia e, se non sei uno sciatore, adatta l’esempio alla tua disciplina e alle variabili che la caratterizzano.

Immagina ora
Immagina ora di essere al cancelletto di partenza in una splendida giornata di sole, in cima ad un pendio che ami, con un tracciato che ti piace e con le condizioni di neve a te ottimali… qual è il tuo stato d’animo, quali sono le tue convinzioni, come sarà la tua prestazione?

Immagina poi
Immagina poi di essere nelle stesse identiche condizioni, ma tutto ciò che vedi di fronte a te è una coltre di nebbia, a malapena scorgi la seconda porta del tracciato… qual è il tuo stato d’animo, quali le tue convinzioni, come sarà la tua prestazione?

O se la visibilità è sempre ottima, ma sono solo le condizioni di neve ad essere pessime… qual è il tuo stato d’animo, quali le tue convinzioni e come sarà la tua prestazione?

Quante variabili possono influenzare una prestazione, eppure tu sei sempre tu, con le tue risorse e tutto ciò che sai fare in maniera eccellente, ma cosa fai di diverso?

Riprendi il primo esempio…

Entra completamente in situazione... lì fermo in cima a questo splendido pendio che ami, con il sole che rende tutto ancora più entusiasmante e la coltre di neve bianca sotto i tuoi piedi che senti bella compatta, proprio come piace a te… vedi quello che vedi… senti quello che senti o che ti dici... percepisci la sensazione che provi dentro di te…

cos’è la prima cosa di cui hai consapevolezza… è qualcosa che vedi, che senti, che ti dici, che provi?

e poi? Cosa succede immediatamente dopo? E poi? Subito dopo cos’altro fai? E così via…

Ora fai la stessa cosa con la seconda esperienza, quella in cui c’è la nebbia.

In cosa differiscono le tue due sequenze?

Questo è il primo passo verso l’uso efficace delle strategie, se sei interessato a qualche “chicca” in più contattami sulla Rubrica.

Le strategie sono con noi ogni istante, in tutto ciò che facciamo o non facciamo, sono uno strumento splendido, di una potenza incredibile che meritano di essere scoperte sempre di più…

Sii curioso, divertiti ad esplorare la tua eccellenza e a diventarne protagonista!!!!

Alla prossima puntata

Tiziana De Martin
Di Tiziana De Martin


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